Cure primarie: Riccardi, proposta degli ospedalieri risponde a bisogno
Udine, 3 novembre - "È una proposta che risponde a un bisogno
reale, dovremo studiare la percorribilità di una soluzione nuova
che viene avanzata. Il momento straordinario impone risposte
nuove. Ora bisogna approfondire le condizioni per capire se
questa proposta potrà essere applicata realmente". L'assessore regionale alla Salute, Riccardo Riccardi, ha espresso
interesse per la proposta avanzata dalla Federazione Cimo Fesmed
di consentire, su base volontaria, ai medici ospedalieri di
assumere la presa in carico di un numero limitato di cittadini
continuando a svolgere la propria attività in ospedale. La proposta, illustrata dal segretario Giulio Andolfato
all'assemblea generale dei medici di Asufc convocata al Santa
Maria della Misericordia dalla federazione sindacale, punta a
consentire ai medici ospedalieri che lo desiderino di seguire, in
aggiunta alla propria attività, un bacino fino a 500 cittadini
nei percorsi di assistenza territoriale. La possibilità di
affiancare all'attività ospedaliera un bacino di assistiti sul
territorio consentirebbe di valorizzare professionalità ed
esperienza, offrendo ai medici un percorso alternativo senza
dover abbandonare il lavoro in ospedale. "In una fase straordinaria come quella che stiamo attraversando -
ha osservato Riccardi - c'è bisogno del coraggio di adottare
misure straordinarie. Questa proposta è una risposta a un
problema che esiste. Naturalmente bisogna capire quali condizioni
organizzative e normative siano necessarie e quale convergenza
sia possibile raggiungere". L'assessore ha ricordato che la Regione è già intervenuta sul
tema dell'esclusività nella manovra di assestamento, introducendo
una norma che consente ai professionisti di un'azienda sanitaria
di svolgere attività anche in un'altra azienda del Friuli Venezia
Giulia, con relativo riconoscimento economico. Ha tuttavia
evidenziato che gli interventi in materia contrattuale richiedono
un confronto con il quadro normativo nazionale. Per voce del segretario Andolfato, la federazione ha apprezzato
la disponibilità dell'assessore al confronto e la possibilità di
affrontare le questioni professionali e organizzative con un
approccio pragmatico, nella condivisione dell'obiettivo di
migliorare le risposte del servizio sanitario ai cittadini. L'auspicio della federazione è che il Friuli Venezia Giulia possa
diventare un laboratorio di sperimentazione, grazie anche al
confronto diretto tra istituzioni e rappresentanze professionali,
e che il modello possa successivamente essere recepito da altre
Regioni. Il segretario ha riferito che la proposta ha già
suscitato interesse tra diversi colleghi delle federazioni
regionali, sottolineandone anche la possibile ricaduta sul
contrasto alla fuga dei medici italiani verso l'estero. Secondo le stime del sindacato, sui circa 1.300 medici
ospedalieri di Asufc, un'adesione anche soltanto del 10 per cento
potrebbe contribuire in modo significativo a coprire alcune delle
zone attualmente carenti di assistenza di base.
ARC/EP
L'assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi interviene all'assemblea generale della Federazione Cimo Fesmed al Santa Maria della Misericordia di Udine
L'assessore Riccardi interviene a assemblea generale dei medici di Asufc della Federazione Cimo Fesmed
L'assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi interviene all'assemblea generale della Federazione Cimo Fesmed al Santa Maria della Misericordia di Udine
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