Territorio: Amirante, adottata la Variante al Piano di governo
Osservazioni sulla Variante entro 60 giorni, contributi alla
valutazione ambientale entro 45 giorni. Il nuovo Piano punta su
rigenerazione urbana, valorizzazione del territorio e
contenimento del consumo di suolo. Trieste, 30 ott - La Giunta regionale ha adottato la Variante
al Piano di governo del territorio (PGT), avviando la fase di
consultazione pubblica che consentirà a enti locali,
associazioni, portatori di interessi diffusi e soggetti
direttamente interessati di contribuire alla definizione dello
strumento di pianificazione regionale. La documentazione sarà pubblicata sul Bollettino ufficiale della
Regione e resa disponibile sul sito istituzionale per un periodo
di 60 giorni. Entro 45 giorni potranno essere presentate
osservazioni nell'ambito della Valutazione ambientale strategica
(VAS), mentre entro 60 giorni sarà possibile formulare
osservazioni e opposizioni sulla Variante adottata. "Con questo Piano superiamo il Piano urbanistico regionale del
1978 e il Piano di governo del territorio del 2013, che, pur
essendo stato approvato, non ha mai trovato concreta attuazione
per l'assenza di un adeguato quadro legislativo di riferimento.
Con l'approvazione in prima istanza della nuova legge urbanistica
regionale 11/2026 e l'adozione del PGT attuiamo contestualmente
due strumenti fondamentali per ripianificare e ripensare le
nostre città, i nostri paesi e l'intero territorio in una
prospettiva strategica" ha affermato l'assessore regionale a
Infrastrutture e territorio, Cristina Amirante. Il nuovo Piano introduce un approccio innovativo alla
pianificazione, fondato sulla valorizzazione delle diverse
caratteristiche del territorio regionale, dalla montagna agli
spazi agricoli, e sulla capacità di coniugare sviluppo,
sostenibilità e nuove opportunità economiche. "Tra le novità principali vi è un nuovo approccio allo spazio
agricolo, che non viene più considerato una superficie residuale,
ma una componente con una propria dignità e un valore specifico,
da riconoscere attraverso un'analisi e una classificazione più
puntuali. Allo stesso modo, la pianificazione territoriale punta
ad ampliare le opportunità turistiche, superando il modello delle
aree a vocazione esclusiva individuate negli anni Settanta e
favorendo una diffusione delle opportunità sull'intero
territorio", ha sottolineato Amirante. Uno degli assi strategici della Variante è la rigenerazione
urbana, strettamente connessa al contenimento del consumo di
suolo. L'obiettivo è recuperare e rivitalizzare il patrimonio
edilizio esistente, favorendo non soltanto la riqualificazione
fisica degli edifici, ma anche l'attivazione di nuove funzioni e
nuovi cicli di vita per città e paesi. In questa prospettiva, il PGT valorizza anche il patrimonio delle
aree militari dismesse, frutto di una parte significativa della
storia del Friuli Venezia Giulia. "Abbiamo compiuto un lavoro
importante sulle aree dismesse, con particolare attenzione a
quelle militari, che rappresentano una risorsa strategica per il
futuro delle nostre comunità. Il Piano individua un programma
articolato di possibili interventi che potranno essere sviluppati
dai Comuni e dai soggetti interessati" ha aggiunto Amirante. Il progetto è stato sviluppato sulla base delle linee guida
regionali e attraverso un percorso partecipativo che, tra gennaio
e luglio 2026, ha coinvolto amministrazioni pubbliche, enti
territoriali, categorie economiche, ordini professionali,
università e associazioni, con 23 incontri dedicati al confronto
sui contenuti e sugli obiettivi della Variante.
Dopo l'adozione preliminare da parte della Giunta regionale,
avvenuta il 31 luglio 2026, il progetto ha acquisito i pareri
favorevoli della IV Commissione consiliare permanente e del
Consiglio delle Autonomie locali. Parallelamente, è stata sviluppata la procedura di Valutazione
ambientale strategica, comprensiva della valutazione di incidenza
e delle consultazioni preliminari con i soggetti competenti in
materia ambientale. È stata inoltre attivata la consultazione
transfrontaliera, senza che Austria e Slovenia abbiano
manifestato interesse a partecipare. "La fase che si apre è essenziale per raccogliere contributi,
valutazioni e proposte utili a perfezionare il Piano. Il
confronto pubblico e la valutazione degli effetti ambientali sono
componenti fondamentali di un processo che punta a costruire uno
strumento condiviso, sostenibile e adeguato alle prospettive di
sviluppo del Friuli Venezia Giulia", ha concluso l'assessore.
ARC/SSA/gg
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