Notizie dalla Giunta


27.10.2026 19:55

Prot. civile: Riccardi, al lavoro su linee guida e ripresa attività

L'assessore ha incontrato coordinatori dei gruppi di Pc, sindaci e rappresentanti associazioni in un gremito auditorium Comelli a Udine
Udine, 27 ott - "Questa riunione è stata l'occasione per fare una ricognizione del lavoro svolto e riconoscere che abbiamo raggiunto un risultato tutt'altro che scontato. Oggi abbiamo strumenti che non erano affatto acquisiti e dobbiamo riconoscere il merito del percorso fatto insieme: dalla politica al volontariato, fino alla macchina organizzativa della Protezione civile. Abbiamo modificato le norme sulla sicurezza e sulla responsabilità, ma ci siamo resi conto che non era sufficiente. Abbiamo introdotto strumenti di tutela legale e una copertura integrativa rispetto alle assicurazioni, fino ad arrivare alla nuova norma sulla responsabilità penale. È stato un risultato importante, frutto del lavoro di tutti e della disponibilità che abbiamo trovato nel Governo e in Parlamento".
Lo ha dichiarato l'assessore regionale alla Protezione civile, Riccardo Riccardi, intervenendo all'incontro con i coordinatori dei gruppi comunali di Protezione civile, i sindaci dei Comuni del Friuli Venezia Giulia e i rappresentanti di circa 80 associazioni, convenzionate e non convenzionate con il sistema regionale di Protezione civile.
"Il tema centrale è quello della responsabilità. La nuova norma - ha ribadito Riccardi - non introduce un'immunità, ma riconosce le peculiarità delle attività svolte in condizioni di emergenza e interviene sui profili di responsabilità degli operatori. Comportamenti non corretti, imperizia, negligenza e imprudenza restano aspetti di cui bisogna rispondere. Quando si verifica un fatto, possono aprirsi un procedimento e un'indagine, fino all'esito giudiziario. La tutela di chi opera nella Protezione civile non significa quindi essere esenti da responsabilità, ma avere regole che tengano conto delle condizioni concrete in cui si interviene".
Ora, secondo Riccardi, il risultato raggiunto deve tradursi in indicazioni operative e in un percorso condiviso che consenta al sistema di proseguire le attività in condizioni di maggiore certezza. "Dobbiamo continuare a insistere, come abbiamo fatto per arrivare all'approvazione della norma in Parlamento, affinché il Dipartimento nazionale lavori alla definizione delle linee guida. Parallelamente, dobbiamo lavorare sulle buone pratiche, attraverso gli Stati generali e i tavoli operativi, per arrivare a un quadro chiaro e applicabile. Dobbiamo inoltre rafforzare ulteriormente le attività formative e proseguire con le misure che consentano agli operatori di essere adeguatamente preparati e attrezzati. Sono questi i temi sui quali dobbiamo concentrarci".
Un passaggio centrale dell'intervento ha riguardato la ripresa delle attività nei gruppi che, dopo la vicenda di Preone, hanno deciso di sospendere il servizio. Riccardi ha richiamato la necessità di affrontare la questione tenendo conto sia delle nuove tutele sia della tenuta complessiva del sistema regionale. "Le emergenze non si possono programmare. La nostra macchina oggi funziona, ma una parte del sistema è ancora bloccata. Rispetto le valutazioni di tutti e non intendo dire a nessuno che cosa deve fare: ciascuno deve assumersi le proprie responsabilità e valutare la situazione. Oggi, però, abbiamo un quadro normativo diverso. Questo deve essere un elemento su cui riflettere".
A confermare che il nuovo quadro può rappresentare un passaggio importante anche per chi finora è rimasto fermo, Riccardi ha citato il messaggio ricevuto nel pomeriggio da un sindaco del territorio. "Ho ricevuto un'e-mail dal sindaco di San Daniele che, dopo l'approvazione della norma, mi ha scritto di sentirsi nelle condizioni di sbloccare la situazione. È un segnale significativo. Non voglio andare oltre né forzare le decisioni di nessuno, ma lascio questa riflessione a chi è chiamato a decidere se riprendere le attività o continuare a rimanere fermo".
L'assessore ha quindi richiamato il valore della continuità del volontariato per la tenuta del sistema regionale. "Non è soltanto una questione di giornate di attività perse. La preoccupazione è che, se viene meno la partecipazione e si indebolisce la base del volontariato, nel tempo possa diventare più fragile l'intero sistema. In questi anni abbiamo fatto molto e siamo riusciti a costruire strumenti importanti. Adesso dobbiamo lavorare perché le nuove tutele si traducano in condizioni concrete per tornare a operare, nel rispetto delle regole e della sicurezza".
Al centro dell'incontro l'evoluzione del quadro normativo in materia di sicurezza e responsabilità nelle attività di Protezione civile, culminata con l'approvazione, il 21 ottobre scorso, del disegno di legge 1779, in attesa di pubblicazione. Il provvedimento introduce nel Codice della Protezione civile disposizioni specifiche sulla responsabilità penale colposa, riconoscendo le peculiarità delle attività svolte dai volontari e dagli altri soggetti del sistema.
La nuova disciplina prevede che, nei casi di reato colposo commesso nell'esercizio di attività di Protezione civile, la punibilità sia esclusa quando siano rispettate le raccomandazioni contenute nelle linee guida nazionali o, in loro assenza, le buone pratiche del settore, purché adeguate alle specificità del caso concreto. La norma stabilisce inoltre che il volontario di Protezione civile risponda esclusivamente per colpa grave. Per le autorità e gli operatori di Protezione civile, la limitazione alla colpa grave si applica invece quando i reati si verificano a seguito di misure e interventi urgenti nella gestione dell'emergenza.
Il provvedimento si inserisce in un percorso nel quale il Friuli Venezia Giulia ha svolto un ruolo attivo, intervenendo sia sul versante della sicurezza sia su quello della tutela legale ed economica degli operatori. La normativa regionale ha infatti previsto la copertura delle spese legali per i volontari, i sindaci e gli altri soggetti coinvolti in procedimenti connessi alle attività di Protezione civile, oltre a un contributo integrativo rispetto alle coperture assicurative per le somme dovute a titolo di risarcimento del danno e per altre spese non coperte dalle polizze.
La revisione delle responsabilità rappresenta un ulteriore passaggio dopo le modifiche introdotte nel decreto legislativo 81/2008, che hanno circoscritto l'equiparazione dei volontari ai lavoratori agli obblighi di formazione, informazione, addestramento, dispositivi di protezione individuale e controllo sanitario, prevedendo specifiche sanzioni interdittive o amministrative in caso di violazione degli obblighi.
Il percorso normativo è stato avviato anche alla luce delle conseguenze della vicenda di Preone, dove il 29 luglio 2023 un volontario comunale perse la vita, travolto da una ceppaia durante un intervento su una strada forestale. Da quell'episodio si è sviluppato un confronto regionale e nazionale sulla sicurezza, sulle responsabilità e sulle garanzie necessarie per chi opera nel volontariato di Protezione civile.
Nel corso dell'incontro, il direttore centrale della Protezione civile regionale, Amedeo Aristei, ha ricostruito le tappe di questo percorso, sottolineando che la nuova disciplina rappresenta il tassello conclusivo del quadro normativo avviato dopo la tragedia di Preone. ARC/EP/gg