Trieste, 27 ott - "Italo Zannier ha trascorso la vita a
trattenere la luce, e ora che la sua luce si è spenta
beneficeremo di quella che lui ha catturato.
Il Friuli perde un maestro, e con lui un modo di stare al mondo:
con pazienza, con rigore, con amore per ciò che il tempo consuma
e l'immagine custodisce".
Lo ha detto oggi il vicegovernatore della Regione e assessore
alla Cultura, Mario Anzil, alla notizia della scomparsa di Italo
Zannier, storico e fotografo nato a Spilimbergo nel 1932.
Come ha spiegato il rappresentante della Giunta regionale,
Zannier è stato il primo in Italia a salire su una cattedra
universitaria di storia della fotografia, quando ancora pochi
osavano chiamarla storia.
"Ha dato dignità di pensiero - ha aggiunto Anzil - a ciò che
veniva considerato un semplice mestiere dello sguardo, e con le
decine di libri che ha scritto ha fatto ragionare un intero Paese
su cosa significhi fotografare e su cosa resti, di noi, in una
fotografia".
Secondo il vicegovernatore, il gesto più generoso di Italo
Zannier resta la fondazione del Craf, il Centro di ricerca e
archiviazione della fotografia di Spilimbergo, un luogo dove le
immagini non vengono solo conservate, ma continuano a vivere. In
una piccola città del Friuli ha costruito una casa per la memoria
visiva di un intero territorio, e le ha dato la forza di parlare
al mondo.
"Ha anche fatto conoscere il Friuli, e prima ancora lo ha fatto
riconoscere ai friulani. Penso - ha sottolineato Anzil - a 'Una
casa è una casa', il libro con Elio Bartolini, di recente tornato
in libreria grazie al contributo del Consiglio regionale, dove i
muri, le soglie e i volti raccontano un mondo contadino senza
nostalgia di maniera. Penso, inoltre, a 'Il Cellina', scritto con
Carlo Sgorlon, in cui il fiume e la parola si specchiano l'uno
nell'altra. In queste pagine la fotografia incontrava la grande
letteratura friulana, e il Friuli diventava un paesaggio
dell'anima, oltre che un luogo".
"Era un uomo di questa terra, ma il suo sguardo non è mai stato
provinciale. A nome dell'Amministrazione regionale esprimo alla
famiglia, agli allievi, agli amici e alla comunità di Spilimbergo
il nostro cordoglio più sincero. Il modo migliore per ricordarlo
- ha concluso il vicegovernatore - sarà continuare a guardare con
la sua attenzione e a prenderci cura di ciò che ci ha insegnato a
vedere".
ARC/COM/gg
Il vicegovernatore Mario Anzil (a destra) con Italo Zannier in un'immagine di repertorio