Regioni:Fedriga, infrastrutture e incentivi per il "diritto a restare"
Governatore Fvg: servizi e connettività per contrastare lo
spopolamento. Su dipendenze digitali serve forte azione di
sensibilizzazione Firenze, 26 ott - Collegamenti viari, connettività digitale,
accessibilità ai servizi e incentivi fiscali per sostenere chi
sceglie di vivere nelle aree interne e montane. Sono questi
alcuni degli strumenti messi in campo dal Friuli Venezia Giulia
nell'ambito delle politiche per il "right to stay", il diritto a
restare nei territori contrastando lo spopolamento. Il tema è stato affrontato oggi a Firenze nell'ambito del
Festival delle Regioni in corso, durante uno dei panel di lavoro
al quale hanno partecipato il vicepresidente esecutivo della
Commissione europea Raffaele Fitto e il presidente della
Conferenza delle Regioni e governatore del Friuli Venezia Giulia
Massimiliano Fedriga. "Negli ultimi anni - ha osservato Fedriga - si è registrato un
fenomeno in controtendenza che, pur partendo da numeri ridotti,
ha iniziato a invertire lo spopolamento della montagna. Non
possiamo però tutelare la qualità della vita soltanto nelle
grandi città e nelle metropoli, lasciando i piccoli centri in una
condizione di abbandono". Per il governatore, il primo nodo da
affrontare è quello infrastrutturale. "Dobbiamo garantire
collegamenti viari adeguati e una connettività digitale che
consenta di lavorare anche al di fuori dei grandi agglomerati
urbani". A questo si aggiunge il tema dei servizi, che devono
essere realmente accessibili ai cittadini. "Questo non significa
avere ogni presidio sotto casa in ciascun Comune - ha precisato
-, ma assicurare la possibilità concreta di usufruirne. Penso in
primo luogo alla sanità, che deve avere una presenza capillare
sul territorio". Sul versante degli strumenti di sostegno,
Fedriga ha ricordato che il Friuli Venezia Giulia sta già
intervenendo con "incentivi di natura fiscale rivolti a chi
sceglie di vivere e rimanere nelle aree interne e nelle zone
montane, provvedimento che, in 4 anni, ha prodotto una inversione
di tendenza pari al 2 per cento. Il nostro obiettivo è quello di
mettere in rete le diverse possibilità a disposizione, in una
visione di coordinamento condiviso con più istituzioni, facendo
diventare così ogni azione più efficace in una prospettiva di
lungo periodo". Il presidente della Conferenza delle Regioni e governatore del
Friuli Venezia Giulia nel corso della giornata di lavori si è
quindi soffermato sul tema delle dipendenze digitali tra i
giovani insieme al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio
Alfredo Mantovano. Informazione e coinvolgimento di scuola e
famiglia, secondo Fedriga, rappresentano il primo livello di
intervento. "Serve maggiore consapevolezza dei rischi - ha
evidenziato -. Non parliamo soltanto di un calo nel rendimento
scolastico, ma anche di situazioni di vero isolamento sociale,
con ragazzi e ragazze che si chiudono nella propria stanza e
perdono progressivamente i rapporti con gli altri". Fedriga ha
ribadito anche la propria proposta, definita dallo stesso
governatore "forte", di introdurre un divieto di utilizzo degli
smartphone sotto i 14 anni come misura di forte impatto
comunicativo nei confronti delle famiglie. "Il problema non è un
utilizzo limitato e controllato - ha spiegato -, ma la
disponibilità continua del dispositivo, 24 ore su 24, che può
favorire lo sviluppo della dipendenza". In chiusura, il governatore ha ricordato che al termine delle due
giornate del Festival sarà predisposto un documento che confluirà
nei lavori della Conferenza delle Regioni e sarà tradotto in
proposte concrete da sottoporre al Governo. "La Conferenza - ha
sottolineato Fedriga - non svolge soltanto una funzione
consultiva, ma esprime anche intese vincolanti per il Governo.
Porteremo all'attenzione dell'esecutivo istanze che arrivano da
tutti i territori, riuscendo a costruire una sintesi unitaria che
supera le divisioni partitiche e rappresenta le esigenze
dell'intero Paese".
ARC/AL/gg
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