Udine, 26 ott - "La legge regionale sull'innovazione sociale,
approvata nel novembre 2025, è uno strumento che ci permette di
sviluppare ecosistemi territoriali e di costruire risposte
calibrate sui bisogni delle comunità. Dobbiamo superare gli
interventi isolati e mettere in rete istituzioni, imprese e parti
sociali, affinché le politiche pubbliche possano integrarsi con
azioni concrete nei luoghi di lavoro e nei territori".
È il messaggio dell'assessore regionale al Lavoro, Istruzione,
Università e Famiglia, Alessia Rosolen, intervenuta a chiusura
del convegno promosso dalla Commissione regionale per le pari
opportunità (Crpo Fvg).
Dedicato alla condizione femminile nel mercato del lavoro, il
convegno è stato aperto nella sede della Regione dalla presidente
della Crpo Dusy Marcolin alla presenza - tra gli altri - del
presidente del Consiglio regionale Mauro Bordin e della rettrice
dell'Università di Trieste Donata Vianelli.
Rosolen ha richiamato la necessità di affrontare in modo
integrato i divari occupazionali e retributivi, le difficoltà di
conciliazione tra vita e lavoro e la questione demografica,
sottolineando come le criticità riguardino non soltanto le donne,
ma anche le giovani generazioni. "I giovani non se ne vanno
soltanto perché cercano opportunità di crescita personale: spesso
partono perché all'estero trovano maggiore sicurezza
contrattuale, retribuzioni adeguate e un riconoscimento del
percorso di studio e delle competenze acquisite".
L'assessore ha evidenziato i risultati raggiunti dal Friuli
Venezia Giulia sul fronte della formazione, indicando nella
qualificazione delle competenze uno degli strumenti per favorire
l'ingresso e la permanenza nel mercato del lavoro. Accanto alla
formazione, ha rimarcato il ruolo decisivo dei servizi per le
famiglie, dal sistema dei nidi all'ampliamento del tempo scuola,
fino ai centri estivi e ai doposcuola.
"Abbiamo bisogno di costruire risposte omogenee su tutto il
territorio regionale, tenendo conto delle differenze tra le
comunità locali. Il primo bando per sostenere i servizi
integrativi al sistema scolastico ci ha permesso di rilevare
quanto siano ancora disomogenee le opportunità disponibili nei
diversi territori. È anche attraverso questo lavoro - ha
osservato Rosolen - che la Regione può contribuire alla
conciliazione tra tempi di vita e lavoro e sostenere
concretamente le famiglie", ha rimarcato Rosolen, aggiungendo che
questa azione deve accompagnarsi al coinvolgimento delle imprese
e delle parti sociali, anche attraverso la contrattazione di
secondo livello.
"Per molti decenni abbiamo discusso dei diritti delle donne
quando diventano madri, interrogandoci se fosse sufficiente
intervenire sulla condizione della madre lavoratrice o se fosse
necessario, contestualmente, modificare anche il ruolo del padre
e le prospettive di entrambi i genitori. Noi abbiamo scelto di
passare dalle discussioni agli interventi concreti: lo scorso
anno abbiamo introdotto un contributo di 250 euro al mese per i
primi dodici mesi dalla nascita di un figlio per ogni donna che
lavora in Friuli Venezia Giulia, importo che sale a 500 euro se
la madre ha meno di 30 anni. Una scelta che tiene conto delle
difficoltà di inserimento nel mercato del lavoro e della
precarietà che colpiscono soprattutto i più giovani" ha ricordato
Rosolen.
"Dobbiamo mettere insieme un quadro il più ampio possibile di
azioni per rendere attrattiva la nostra regione. È evidente che
non possiamo invertire la tendenza delle nascite con interventi
isolati: le questioni demografiche che affrontiamo oggi sono
anche il risultato di anni di politiche che non hanno investito
abbastanza sulla famiglia. Per questo dobbiamo immaginare anche
un ruolo diverso del settore pubblico" ha rilanciato Rosolen.
"In questi anni abbiamo imparato che sono le persone a scegliere
quali condizioni rispondono davvero alle loro esigenze. Lo
abbiamo visto dopo il Covid, con il fenomeno delle grandi
dimissioni: un fenomeno che forse è stato analizzato soprattutto
dal punto di vista lavorativo, ma che in realtà racchiudeva tutte
le richieste che oggi abbiamo sentito esprimere dalle
organizzazioni sindacali e che sono condivise da molte delle
persone presenti in questa sala. Riguardava il rapporto con il
lavoro, la contrattazione, le situazioni personali e il valore
che ciascuno attribuisce alla propria vita lavorativa".
"In passato incentivavamo le assunzioni senza distinguere. Oggi
riteniamo sia importante premiare in modo specifico le assunzioni
di giovani e donne" ha sottolineato Rosolen, rivendicando anche
il lavoro della Regione per mettere in campo interventi a
sostegno dei talenti e quindi per aumentare l'attrattività del
Friuli Venezia Giulia.
I dati sull'occupazione femminile in Friuli Venezia Giulia
confermano una crescita significativa. Nel 2025 le donne occupate
erano 239.913, il 6,6% in più rispetto al 2018, a fronte di un
aumento del 2% per gli uomini. Nel primo semestre 2026 le
occupate hanno superato quota 241.600, con una crescita del 9,1%
rispetto allo stesso periodo del 2018. Il tasso di occupazione
femminile ha raggiunto il 65,7% nel secondo trimestre 2026.
Migliora anche la qualità dell'occupazione: tra il 2018 e il 2025
le lavoratrici a tempo pieno sono aumentate dell'11%, mentre le
donne in part-time involontario sono diminuite del 30,1%,
passando da 41.864 a 29.269. Rimane tuttavia aperta la questione
retributiva: nel 2024 la retribuzione annua lorda media femminile
si attestava a 19.726 euro, contro i 29.292 euro degli uomini,
con una differenza di 9.566 euro.
ARC/EP/gg
L'assessore regionale Alessia Rosolen interviene al convegno della Commissione regionale Pari opportunità nella sede della Regione a Udine
L'assessore Rosolen interviene a Udine
Il convegno alla presenza dell'assessore Rosolen
Rosolen interviene al convegno della CRPO a Udine