L'assessore ha partecipato alla cerimonia di conferimento alla
memoria della Stella al Merito Sportivo al grande pugile
Trieste, 24 ott - "Nino Benvenuti non è stato soltanto uno dei
più grandi pugili della storia mondiale. È stato un uomo
straordinario, un simbolo della nostra città e delle nostre
terre, un esempio di sportività, generosità e rispetto
dell'avversario. Un insegnamento che porto con me nello sport,
nell'impresa e nella politica".
Lo ha dichiarato l'assessore regionale alla Difesa dell'ambiente,
energia e sviluppo sostenibile, Fabio Scoccimarro, in occasione
della cerimonia di conferimento alla memoria della Stella al
Merito Sportivo a Nino Benvenuti, svoltasi al Trieste Campus.
"Benvenuti appartiene a una generazione irripetibile di campioni.
Alle Olimpiadi di Roma del 1960 conquistò la medaglia d'oro e il
riconoscimento di miglior pugile del torneo, davanti a un
giovanissimo Cassius Clay, destinato a diventare Muhammad Ali.
Erano anni nei quali la boxe viveva una stagione straordinaria,
con una popolarità che persino il calcio faticava a raggiungere.
Le sue epiche sfide mondiali con Emile Griffith e Carlos Monzón
restano pagine indimenticabili dello sport".
"Venticinque anni fa ebbi l'onore di premiarlo come Sportivo del
Secolo della provincia di Trieste, al termine di una selezione
che aveva coinvolto una giuria popolare e una giuria composta da
giornalisti ed esperti sportivi - ha aggiunto Scoccimarro,
evocando un episodio personale -. Fu un riconoscimento
meritatissimo, che ricordo ancora con grande emozione".
"Nino sapeva vincere e sapeva perdere, ma soprattutto sapeva
rispettare. I suoi grandi avversari diventarono amici. Quando
Griffith si trovò malato e in difficoltà economiche, Nino si
mobilitò per aiutarlo. E quando Monzón, dopo una vita segnata
anche da vicende tragiche, morì, volle rendergli l'ultimo omaggio
portandone la bara a spalla. Questo significa essere grandi
uomini, prima ancora che grandi campioni", ha spiegato
l'assessore.
Un altro elemento centrale del ricordo è stato il legame di
Benvenuti con la storia del confine orientale. "Benvenuti era un
esule istriano. Lasciò Isola d'Istria nel 1954, nel contesto
della dolorosa vicenda dell'esodo giuliano-dalmata, seguita alla
Seconda guerra mondiale e alla ridefinizione dei confini
orientali italiani. Non dimenticò mai la propria terra - ha
proseguito Scoccimarro -. In lui si riconoscono la storia, il
dolore e l'orgoglio di tante famiglie che dovettero abbandonare
le proprie case. Nei suoi libri 'Il mondo in pugno' e 'L'isola
che non c'è' ritroviamo queste due dimensioni: il campione
conosciuto in tutto il mondo e l'uomo profondamente legato alle
proprie radici".
"Nino mi ha insegnato che la vita, come lo sport, è fatta di
vittorie e sconfitte. L'importante è saper imparare dalle
sconfitte, senza perdere mai il rispetto dell'avversario. È una
lezione che ho cercato di applicare nella mia esperienza
sportiva, imprenditoriale e politica. Perché si può essere
avversari senza essere nemici. Grazie Nino, per le tue vittorie,
ma soprattutto per il tuo esempio. Trieste e l'Italia non ti
dimenticheranno", ha concluso l'assessore.
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