L'assessore in dialogo con don Vincenzo Barbante all'evento
organizzato dalla Fondazione ProgettoAutismo Fvg
Tavagnacco 23 ott - Oggi l'integrazione sociosanitaria è
chiamata a compiere un salto di qualità: occorre in parte
superare l'impostazione incentrata in prevalenza
sull'invecchiamento della popolazione e sulla gestione della non
autosufficienza, per rivolgere massima attenzione anche alle
nuove fragilità legate all'adolescenza e al mondo giovanile. Di
fronte ai recenti episodi di disagio tra le nuove generazioni, la
risposta non può essere affidata solo a scorciatoie repressive o
a letture semplificate, ma richiede una giusta mediazione
responsabile capace di indagare le cause profonde dei fenomeni.
La salute, infatti, rappresenta la sintesi indissolubile tra la
dimensione clinico-sanitaria e la tenuta sociale della comunità".
Lo ha detto oggi a Tavagnacco l'assessore regionale alla Salute,
politiche sociali e disabilità Riccardo Riccardi intervenendo,
all'interno dell'evento "Oltre il confine" organizzato dalla
Fondazione ProgettoAutismo Fvg, in un panel moderato dalla
giornalista Eva Ciuk e dedicato al dialogo tra lo stesso Riccardi
e don Vincenzo Barbante sul tema "Dalla cura alla comunità:
evoluzione sociale e istituzionale". Presenti, tra il pubblico,
gli studenti di due classi dell'Istituto comprensivo di
Tavagnacco.
Come ha sottolineato il rappresentante della Giunta regionale,
l'attuale contesto evidenzia un netto divario tra la velocità con
cui mutano i bisogni dei cittadini e i tempi di risposta dei
modelli organizzativi pubblici (Comuni, Regione e Aziende
Sanitarie), imbrigliati da regole e abitudini consolidate.
"A fronte di una rete sanitaria altamente strutturata - ha
affermato l'assessore -, la domanda di protezione sociale cresce
a ritmi estremamente sostenuti; senza un profondo rinnovamento
dell'assetto istituzionale, con il coinvolgimento del Terzo
Settore, il rischio concreto è l'inefficienza e del collasso del
sistema".
Infatti, secondo Riccardi, per evitare che le difficoltà del
settore pubblico aprano la strada a un mercato privato della
salute accessibile unicamente alle fasce abbienti, la risposta
della Regione risiede in una "terza via" fondata sull'economia
sociale di mercato e sul principio di sussidiarietà. Tale modello
promuove un'alleanza strategica con il Terzo Settore — di cui
realtà come ProgettoAutismo offrono una testimonianza tangibile
—, superando la logica meramente prestazionale dell'intervento
pubblico. In questo quadro, le istituzioni mantengono la regia,
la definizione degli standard di qualità e l'attività di
vigilanza, mentre le energie del Terzo Settore garantiscono
risposte flessibili, efficaci e sostenibili a tutela dell'intero
territorio.
A tal riguardo, Riccardi ha ricordato come la Regione si appresti
ad affrontare uno snodo cruciale nel percorso di rinnovamento del
welfare territoriale: la riforma del Terzo Settore. In una
società contrassegnata dalla frammentazione dei punti di
riferimento tradizionali e da un crescente isolamento
relazionale, la sfida principale risiede nella capacità di
intercettare tempestivamente i bisogni sociali emergenti, prima
che si convertano in una domanda sanitaria diffusa che il sistema
pubblico, da solo, non sarebbe in grado di sostenere.
"Di fronte a trasformazioni sociali così rapide - ha concluso
l'assessore -, l'azione amministrativa deve evitare l'errore di
un dirigismo rigido e centralizzato. La risposta istituzionale
non può fondarsi sulla presunzione di soluzioni precostituite, né
può essere delegata alle sole dinamiche di mercato accessibili a
chi ha disponibilità economiche. La strada maestra consiste nel
liberare le energie della comunità, promuovendo sperimentazioni
flessibili nel solco del principio di sussidiarietà. Modelli
innovativi e progetti nati dal basso rappresentano un patrimonio
prezioso da accompagnare, verificare e progressivamente
strutturare all'interno della programmazione regionale".
ARC/GG/al