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22.10.2026 14:26

Lavoro: Rosolen, rafforzato il sostegno a centri antimobbing Fvg

Dalla Regione 280mila euro nel 2026 per i Punti di ascolto di Trieste, Udine, Pordenone e Gorizia
Trieste, 22 ott - "I centri antimobbing di Trieste, Udine, Pordenone e Gorizia offrono supporto a chi subisce molestie lavorative garantendo un percorso di assistenza completo, che include consulenze legali, psicologiche e mediche. I numeri degli ultimi anni e del primo semestre 2026 confermano come la rete d'ascolto sia diventata un punto di riferimento cruciale per la tutela dei lavoratori in difficoltà. La Regione ha innalzato a 70mila euro il contributo massimo annuale per ogni centro ed esteso il ventaglio delle voci di spesa ammissibili a finanziamento".
Lo ha detto l'assessore regionale al Lavoro Alessia Rosolen in merito all'attività dei Punti di ascolto antimobbing del Friuli Venezia Giulia, i cui dati sono stati illustrati in conferenza stampa oggi a Trieste.
Nel 2026 tutti e quattro i centri beneficiano della quota massima di finanziamento regionale (70mila euro a testa), in ragione della costante crescita del volume di utenza che, lo scorso anno, ha raggiunto la quota di 544 persone (di cui 361 donne), per un totale di 1.431 colloqui erogati tra consulenze legali, psicologiche e mediche. Rispetto al 2017, il numero di utenti è aumentato del 37%, mentre quello dei colloqui è quasi triplicato.
Nel primo semestre del 2026 sono stati seguiti complessivamente 351 utenti (124 uomini e 227 donne), di cui 297 costituiscono nuovi accessi. La distribuzione territoriale vede Udine in testa con 147 persone, seguita da Gorizia con 77, Pordenone con 65 e Trieste con 62. Su 341 schede anagrafiche rilevate, per titolo di studio prevalgono i diplomati di scuola superiore (155) e i laureati (116), seguiti da chi possiede la licenza media (68) ed elementare (2).
In ambito lavorativo i contratti a tempo indeterminato (295) sono in forte maggioranza rispetto a quelli a tempo determinato e di apprendistato (40). I dipendenti del settore privato sono 245, mentre nel pubblico se ne contano 96, afferenti principalmente ad autonomie locali (34) e istruzione (30). Tra le mansioni più rappresentate figurano gli impiegati (94 persone), gli operai (35) e gli insegnanti (30).
L'esame dei casi chiusi in regione indica che tra le cause di disagio figurano fattori socio-anagrafici (75) e richieste espresse dalla persona (68). Le azioni vessatorie più diffuse sono umiliazioni e critiche continue (301 episodi), eccesso di controllo (147) e attribuzione di compiti esorbitanti (73). I soggetti responsabili sono in larga maggioranza superiori o titolari (294 casi su 375 soggetti indicati), seguiti da colleghi di pari grado (72). Per quanto riguarda il genere dei vessatori, 152 sono uomini, 105 donne e 84 casi coinvolgono entrambi i sessi. La principale criticità riscontrata sul lavoro resta la violazione dei diritti (284 casi), seguita dalle problematiche organizzative (83).
A livello locale, Trieste registra un'utenza femminile al 68%, con il 52% di laureati e il 74% di impiegati nel privato. Udine conta 147 utenti (86 donne e 61 uomini) con 128 violazioni di diritti e 134 vessazioni attribuite a superiori. Infine, Gorizia registra 77 persone seguite (52 donne e 25 uomini), con 56 occupati nel settore privato e 21 nel pubblico. ARC/PAU/gg