Dalla lunetta di Gorizia al potenziamento della linea
Udine-Gorizia-Monfalcone, la Regione lavora con Rfi e i partner
transfrontalieri per rafforzare i servizi ferroviari.
Udine, 21 ott - "Il Friuli Venezia Giulia ha una posizione
strategica nei collegamenti ferroviari tra l'Italia e l'Europa
centrale e orientale. Per valorizzarla dobbiamo lavorare su più
fronti: completare le infrastrutture che possono rilanciare il
traffico merci, aumentare la capacità della rete e rafforzare la
collaborazione con Austria e Slovenia per sviluppare nuovi
servizi passeggeri".
Lo ha dichiarato oggi, in IV Commissione, l'assessore regionale
alle Infrastrutture e territorio, Cristina Amirante, facendo il
punto sulle prospettive dei collegamenti ferroviari
internazionali e sul ruolo del nodo di Gorizia.
Per quanto riguarda i collegamenti con l'Austria, Amirante ha
ricordato che i servizi ferroviari a mercato, come quello tra
Trieste e Vienna, sono gestiti dagli operatori sulla base di
autonome valutazioni commerciali. La Regione mantiene
un'interlocuzione con i soggetti interessati e sta lavorando a
una proposta per un collegamento tra Venezia e Salisburgo lungo
la linea Pontebbana, con fermate a Pordenone e Udine. Un elemento
determinante per lo sviluppo di nuovi servizi è il potenziamento
tecnologico della tratta Udine-Gorizia-Monfalcone, lunga circa 46
chilometri e inserita nella programmazione del contratto di
programma di Rfi. L'aggiornamento dei sistemi di distanziamento e
gestione della circolazione consentirà di aumentare la capacità
della linea, ampliare la disponibilità di tracce ferroviarie e
migliorare gli standard di sicurezza.
"Gli operatori ferroviari chiedono infrastrutture in grado di
garantire maggiore capacità e affidabilità. L'aggiornamento
tecnologico programmato da Rfi rappresenta pertanto un passaggio
importante per valutare nuove opportunità di servizio, anche nei
collegamenti internazionali" ha puntualizzato l'esponente della
Giunta regionale.
Un tema altrettanto strategico riguarda il raccordo Ronchi
Sud-Ronchi Nord, la cui valorizzazione rientra nella prospettiva
di potenziamento della rete ferroviaria regionale. La Regione
sostiene il potenziamento della linea Monfalcone-Udine, il cui
sviluppo rappresenta una condizione importante per rivalutare le
potenzialità del raccordo e ampliare l'offerta dei servizi,
comprese le possibilità di sosta a Mossa.
Per il nodo goriziano, un passaggio strategico è la realizzazione
della lunetta ferroviaria, per la quale Rfi ha confermato l'avvio
dei lavori entro la fine del 2026.
"La lunetta è un'opera importante per il territorio, frutto anche
dell'impegno della senatrice Tubetti e della Regione. Il suo
valore va letto insieme agli interventi previsti sul versante
sloveno, che consentiranno di rafforzare i collegamenti tra
Trieste, Gorizia, Udine e Venezia e le direttrici verso Vrtojba e
Sežana".
Il progetto punta a creare un itinerario alternativo verso
l'Europa orientale e i Balcani, aumentando la flessibilità della
rete anche in caso di indisponibilità del valico di Villa
Opicina. Un'opportunità particolarmente rilevante per il traffico
merci: i transiti ferroviari al valico di Gorizia, passati da
circa 21mila nel 2000 a 12mila nel 2015, risultano oggi azzerati,
mentre le Ferrovie slovene hanno concentrato la gestione dei
convogli merci a Villa Opicina.
"La riduzione del traffico merci sul valico goriziano non è stata
determinata da una decisione dell'Italia o della Regione, ma da
scelte operative delle Ferrovie slovene. Mantenere disponibile
questo collegamento è importante per offrire un'alternativa a
Villa Opicina e rafforzare la competitività del sistema logistico
regionale", ha spiegato Amirante.
Gli operatori ferroviari merci presenti in Friuli Venezia Giulia
considerano infatti il collegamento goriziano una risorsa per i
traffici est-ovest, per le connessioni con l'Austria e per le
esigenze delle imprese del territorio (tra cui Acciaierie Bertoli
Safau, il gruppo Pittini e le aziende dell'area industriale
dell'Aussa Corno). Sul versante sloveno, la linea Nova
Gorica-Sežana presenta tuttavia limiti infrastrutturali, tra cui
la mancata elettrificazione e caratteristiche tecniche che
condizionano la circolazione dei convogli più pesanti. Anche la
disponibilità di locomotive diesel adeguate rappresenta un
elemento da considerare nello sviluppo dei servizi.
Ulteriori opportunità riguardano la gestione logistica dei
convogli: i cinque binari presenti sul lato sloveno in prossimità
del confine potrebbero consentire la sosta temporanea dei treni
merci, facilitando l'organizzazione dei flussi in relazione agli
orari di attività degli stabilimenti e alle esigenze operative
notturne o nei giorni festivi.
In questo quadro si inserisce anche la richiesta di Sdag di
essere integrata nel complesso ferroviario del nuovo Porto di
Trieste, in relazione alle infrastrutture retroportuali. La
lunetta contribuirebbe a creare un itinerario alternativo tra il
porto e Gorizia attraverso la Slovenia, rafforzando
l'integrazione tra le infrastrutture portuali e logistiche
regionali e il ruolo di Sdag come piattaforma intermodale.
"Il Friuli Venezia Giulia svolge, da sempre, una funzione di
collegamento commerciale tra l'Europa occidentale e quella
orientale. Migliorare l'integrazione delle infrastrutture
ferroviarie significa creare le condizioni per ridurre tempi e
costi di transito e rafforzare la competitività delle imprese.
Per questo il tema sarà portato all'attenzione del confronto con
i partner sloveni nell'ambito della collaborazione
transfrontaliera" ha proseguito Amirante.
Sul fronte del trasporto passeggeri, le iniziative realizzate in
occasione di GO! 2025 hanno contribuito a rafforzare i
collegamenti ferroviari tra Italia e Slovenia. Il servizio
transfrontaliero tra Venezia, Gorizia e Nova Gorica, avviato nel
2025 con un treno Blues in grado di circolare anche sulle linee
non elettrificate, è stato consolidato nel 2026 con collegamenti
che interessano anche Pordenone e Udine.
Nel 2027 è previsto un ulteriore collegamento tra Nova
Gorica-Gorizia e Pordenone, Capitale italiana della Cultura, con
prosecuzione verso Venezia. Dal 2025 Gorizia è inoltre collegata
direttamente a Roma con un servizio Freccia. La città è servita
anche dai collegamenti regionali lungo la direttrice
Trieste-Gorizia-Udine-Venezia e da servizi automobilistici urbani
ed extraurbani in corrispondenza della stazione ferroviaria.
La collaborazione transfrontaliera coinvolge la Regione, il Gect
Go, gli enti locali, Trenitalia, le Ferrovie slovene e Rfi. Per
quanto riguarda l'Austria, il confronto si sviluppa anche
attraverso il tavolo transfrontaliero nell'ambito del programma
Interreg Italia-Austria.
"L'esperienza di GO! 2025 ha dimostrato il valore della
collaborazione tra istituzioni e operatori per sviluppare servizi
concreti. Continueremo a lavorare con i partner transfrontalieri
per consolidare i collegamenti passeggeri e creare le condizioni
per il rilancio del traffico merci, valorizzando il ruolo
internazionale di Gorizia e le opportunità per l'intero sistema
economico regionale", ha concluso Amirante.
ARC/GIM/gg
L'assessore regionale alle Infrastrutture e territorio, Cristina Amirante