Sicurezza: Roberti, corrette prescrizioni Questura su piazza Libertà
Trieste 17 ott - "Se in una piazza pubblica — nello specifico
in piazza della Libertà — si cucina, si distribuisce cibo, si
trasmette musica, si gioca a pallone e si sventolano bandiere,
non credo che ciò si possa configurare diversamente da una
manifestazione". Così oggi l'assessore regionale alla Sicurezza Pierpaolo Roberti
a commento del dibattito creatosi alla luce dell'ordinanza della
Questura di Trieste che riguarda piazza della Libertà a Trieste. Come ha spiegato il rappresentante della Giunta regionale, le
manifestazioni devono essere garantite, ma anche regolamentate
come previsto per chiunque, senza sconti per nessuno. "La situazione di piazza Libertà - ha affermato l'assessore - è
stata fin troppo tollerata: se passasse il principio che tutto
sia consentito, bisognerebbe chiedersi per quale motivo un
sindacato o un partito non potrebbero mettersi ogni giorno, e per
anni, a manifestare in piazza Unità o in qualche altra via". Secondo Roberti questo non è ammissibile. Chi manifesta — che lo
faccia distribuendo cibo, sventolando bandiere palestinesi o per
le motivazioni più disparate — ha il pieno diritto di farlo, ma
senza ledere il diritto altrui di godere degli spazi pubblici. "Ha fatto bene, quindi, il questore a stabilire delle
prescrizioni, come avviene da sempre e per tutti, senza che
nessuno debba poi andare a lamentarsi sui giornali al solo scopo
di creare guerre ideologiche in cui - ha concluso l'assessore -
l'ideologia non c'entra proprio nulla".
ARC/GG/pph
L'assessore Roberti
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