Mostre: Zilli, 'E fu mattina', l'arte racconta la rinascita del Friuli
A 50 anni dal sisma, 16 le opere di straordinaria importanza tra
Gemona del Friuli, Artegna e Osoppo per celebrare la memoria e la
forza del territorio. Udine, 14 ott - "A cinquant'anni dal terremoto, questa mostra
vuole essere un abbraccio al Friuli, alla sua storia e alla sua
capacità di rialzarsi. La memoria delle vittime e la gratitudine
verso quanti hanno contribuito alla ricostruzione si accompagnano
oggi alla volontà di guardare al futuro, trasmettendo alle nuove
generazioni il valore della solidarietà e della rinascita". Lo ha affermato l'assessore regionale alle Finanze, Barbara
Zilli, intervenuta oggi, nel palazzo della Regione a Udine, alla
conferenza stampa di presentazione di 'E fu mattina', la mostra
ideata da Illegio - Associazione culturale 'Comitato di San
Floriano' e curata da don Alessio Geretti, in programma dal 29
ottobre 2026 al 24 gennaio 2027 tra Gemona del Friuli, Artegna e
Osoppo. "Abbiamo voluto fortemente questa iniziativa - ha aggiunto Zilli
- perché il cinquantesimo anniversario del sisma non fosse
soltanto un momento di commemorazione, ma soprattutto
un'occasione per valorizzare il territorio e raccontare,
attraverso l'arte, la forza di una comunità che ha saputo
trasformare il dolore in coraggio e speranza. Il 'modello Friuli'
rappresenta una testimonianza importante per tutto il Paese e
merita di essere trasmesso ai giovani". La mostra sarà inaugurata il 28 ottobre alle 18 nel Duomo di
Gemona del Friuli, luogo simbolo del dramma del terremoto e della
rinascita del popolo friulano, e riunirà 16 opere di
straordinario valore artistico, molte provenienti da collezioni
private, con capolavori di artisti come Chagall, Guttuso,
Ligabue, Picasso, Miró, Canova e Caravaggio. Tra le opere esposte
più emblematiche figura 'Guernica' di Picasso, nella monumentale
versione su carta, simbolo universale della devastazione
provocata dalla guerra e della sofferenza dei popoli. Attraverso
l'arte, il percorso invita a riflettere sulle forze che
distruggono e su quelle che resistono e permettono di rinascere. "L'arte ha la capacità di parlare al cuore e di trasmettere
emozioni che vanno oltre le parole - ha sottolineato Zilli -.
Accompagnare il ricordo del terremoto con opere di questa
importanza significa offrire una nuova chiave di lettura della
nostra storia, capace di unire memoria e futuro. Particolare
attenzione sarà riservata ai giovani: saranno infatti ragazzi del
territorio ad accompagnare i visitatori lungo il percorso
espositivo. Ci auguriamo una significativa partecipazione delle
scuole, perché conoscere questa pagina della storia friulana
significa comprenderne i valori e raccoglierne l'eredità". L'iniziativa nasce dalla collaborazione tra la Regione Friuli
Venezia Giulia, Illegio - Associazione culturale 'Comitato di San
Floriano', i Comuni di Gemona del Friuli, Artegna e Osoppo e le
relative parrocchie, con il contributo di PrimaCassa - Credito
Cooperativo Fvg. Si tratta di un progetto che unisce tre comunità
in un percorso culturale condiviso, valorizzando il patrimonio
artistico e rafforzando l'attrattività di un territorio che
guarda al futuro senza dimenticare le proprie radici. Il percorso
espositivo coinvolgerà tre luoghi del territorio: dodici opere
saranno ospitate a Palazzo Elti a Gemona del Friuli, tre al
Castello Savorgnan di Artegna e un'opera sopravvissuta al
terremoto nella chiesa di Santa Maria ad Nives a Osoppo. "Il Friuli ha dimostrato cinquant'anni fa che è possibile
rialzarsi, anche dopo una devastazione immensa. Questa mostra
celebra quella capacità di rinascita e la consegna alle nuove
generazioni, attraverso la bellezza dell'arte e la forza della
memoria" ha concluso Zilli. Le prenotazioni sono disponibili sul sito www.efumattina.it, via
e-mail all'indirizzo efumattina@gmail.com e al numero 0433
1950019. Alla presentazione sono intervenuti anche il sindaco di Gemona
del Friuli, Roberto Revelant, il sindaco di Artegna, Alessandro
Marangoni, il presidente di PrimaCassa, Marco Gasparini, la
presidente dell'associazione culturale 'Comitato di San
Floriano', Lara Iob, insieme al curatore della mostra, don
Alessio Geretti, al mons. Valentino Costante e al mons. Angelo
Zanello.
ARC/GIM/al
Mostre: Zilli, 'E fu mattina', l'arte racconta la rinascita del Friuli