L'assessore all'inaugurazione della mostra di Confindustria Udine
Udine, 13 ott - "A cinquant'anni dal terremoto del 1976, questa
mostra racconta la rinascita di una terra che ha saputo ripartire
dalle proprie fabbriche. Ciò che cementa la nostra gente, oltre
allo spirito d'impresa, è il valore del lavoro iscritto nel dna
dei friulani, un vero e proprio biglietto da visita che ha
generato profonda solidarietà in tutto il mondo."
È il concetto espresso dall'assessore regionale alle Finanze,
Barbara Zilli, intervenuta a Udine all'inaugurazione della mostra
"Oltre la dimensione dell'esistente. Friuli 1976. La
ricostruzione che partì dalle fabbriche", allestita nella Torre
di Santa Maria nell'ambito delle celebrazioni per il
cinquantennale del sisma.
L'iniziativa, organizzata da Confindustria Udine assieme
all'Associazione Archimede e Domenico Taverna e alla Vetrina
dell'Ingegno, propone un percorso immersivo sulla ripartenza
industriale dell'epoca, con numerose interviste e testimonianze.
Nel corso del suo intervento, l'esponente della Giunta si è
soffermata sull'entusiasmo, non scontato, dei giovani studenti
che sono stati coinvolti nei progetti sulla memoria, evidenziando
la necessità di trasmettere alle nuove generazioni i valori del
lavoro, della ricerca e della formazione.
Zilli ha inoltre richiamato il ruolo guida dei "capitani
d'impresa" che hanno saputo fare da modello ed essere
riconosciuti a livello internazionale per competenza e visione.
Una storia che deve essere viatico per il futuro. "Se il Friuli
ce l'ha fatta cinquant'anni fa - ha affermato l'assessore - può
farcela ancora. In questo mezzo secolo c'è stato un movimento
silenzioso che ha continuato a tramandare il culto del lavoro,
consentendo a quella che era una terra di emigrazione di
trasformarsi in un modello di riscatto, riconosciuto e apprezzato
ovunque."
Come rimarcato dal presidente di Confindustria Udine Luigino
Pozzo e dal presidente della Commissione cultura Piero Petrucco,
il percorso espositivo illustra come la ricostruzione sia fondata
sul principio del "prima le fabbriche", che permise a oltre il
novanta per cento delle 280 realtà produttive colpite di
riprendere le attività già entro il primo anno dal sisma. La
mostra rimarrà visitabile a ingresso libero fino a settembre 2027.
"Raccontare il terremoto oggi - ha concluso Zilli - è un
esercizio di memoria e di profonda gratitudine verso chi ha
consegnato alle nuove generazioni un Friuli orgoglioso della
propria storia e proiettato al futuro", rivolgendo un
ringraziamento a Confindustria Udine per l'opera di testimonianza
e ricerca culturale realizzata.
Al taglio del nastro della mostra, visitabile a ingresso libero
fino a settembre 2027, sono intervenuti anche il vicepresidente
di Ance Udine Marco Cicuttin, il vicesindaco di Udine Alessandro
Venanzi e la curatrice dell'esposizione Sabrina Tonutti.
ARC/EP/gg
L'assessore regionale alle Finanze Barbara Zilli interviene all'inagurazione della mostra intitolata "Oltre la dimensione dell'esistente. Friuli 1976. La ricostruzione che partì dalle fabbriche", allestita nella Torre di Santa Maria a Udine
La mostravisitabile fino al settembre 2027
L'assessore Zilli interviene nella Vetrina dell'ingegno di Confindustria Udine