Intervento da oltre 222mila euro nell'ambito di un programma di
rigenerazione urbana da 5,36 milioni. Previsti 12 nuovi alloggi
di edilizia residenziale pubblica
Pordenone, 13 ott - "L'avvio dei lavori di bonifica e
demolizione delle prime sei casette del quartiere Pater di Ronchi
dei Legionari rappresenta un passaggio importante nel percorso di
rigenerazione di un'area storica dell'edilizia residenziale
pubblica dell'Isontino. Con questo intervento non ci limitiamo a
eliminare edifici degradati e ormai inutilizzabili, ma poniamo le
basi per una riqualificazione complessiva che consentirà di
realizzare nuovi alloggi, migliorare la qualità dell'abitare e
preservare l'identità sociale del quartiere".
Lo afferma l'assessore regionale alle Infrastrutture e Territorio
Cristina Amirante, annunciando l'avvio dell'intervento promosso
da Ater Gorizia nel comprensorio situato tra via Matteotti e via
Redipuglia a Ronchi dei Legionari. I lavori, per un importo di
222.767 euro, riguardano sei edifici bifamiliari attualmente
sfitti e caratterizzati da un avanzato stato di degrado. Le
operazioni prevedono la bonifica dei materiali contenenti
amianto, la successiva demolizione dei fabbricati e il recupero o
smaltimento dei materiali, nel rispetto delle normative
ambientali e di sicurezza. Si tratta del primo intervento di un
più ampio programma di rigenerazione urbana da 5,36 milioni di
euro, inserito nel Programma integrato di edilizia residenziale
sociale e finanziato con circa 2,92 milioni di risorse statali,
1,5 milioni di fondi regionali e ulteriori risorse proprie di
Ater Gorizia.
"Questo progetto - sottolinea Amirante - dimostra l'importanza
della collaborazione tra Regione, Ater e amministrazioni locali
per affrontare situazioni di degrado consolidate nel tempo. La
rigenerazione urbana richiede una visione che vada oltre la
semplice manutenzione degli immobili, puntando su sicurezza,
sostenibilità ambientale, qualità degli edifici e attenzione alle
esigenze delle famiglie".
Il quartiere delle Case Pater, realizzato nei primi anni
Quaranta, si estende su circa 89mila metri quadrati e comprende
56 edifici bifamiliari. Il programma di Ater Gorizia prevede una
trasformazione graduale del comparto, anche attraverso il
progressivo trasferimento degli attuali residenti, con
l'obiettivo di salvaguardare, per quanto possibile, i legami con
il contesto sociale e urbano di appartenenza. "Rigenerare un
quartiere - evidenzia l'assessore - non significa cancellarne la
storia, ma offrire a chi vi abita condizioni di vita migliori.
Per questo il programma è stato concepito per accompagnare
gradualmente il trasferimento degli attuali residenti, mantenendo
per quanto possibile il loro legame con il contesto urbano e
sociale di appartenenza".
Conclusa la fase di bonifica e demolizione, è prevista la
costruzione di due nuovi edifici di edilizia residenziale
pubblica sovvenzionata, per complessivi 12 alloggi, realizzati
secondo elevati standard energetici e costruttivi e dotati di
spazi di servizio e aree verdi comuni. Il progetto riserva
inoltre particolare attenzione alla sostenibilità ambientale del
cantiere, attraverso misure per il contenimento delle polveri, il
monitoraggio degli impatti delle lavorazioni e la corretta
gestione dei materiali derivanti dalle demolizioni.
"Il recupero del patrimonio abitativo pubblico - prosegue
Amirante - è una delle sfide più importanti delle politiche
regionali per la casa. Non basta disporre di immobili se questi,
per le loro condizioni, non possono più essere assegnati o non
garantiscono standard adeguati. Dobbiamo trasformare il
patrimonio esistente in una risorsa effettivamente utilizzabile,
intervenendo dove è necessario con manutenzioni e
riqualificazioni e, nei casi in cui il recupero non sia più
sostenibile, attraverso la sostituzione edilizia".
ARC/AL/gg
L'assessore regionale alle Infrastrutture Cristina Amirante
L'assessore (seconnda da destra) durante il sopralluogo