L'assessore in audizione in II Commissione: "Efficace
l'introduzione del Cin. Necessaria una mappatura regionale del
fenomeno per valutare eventuali interventi legislativi"
Udine, 13 ott - "Il fenomeno degli affitti brevi merita
attenzione e approfondimenti, tenendo conto però delle diverse
realtà territoriali del Friuli Venezia Giulia. Prima di
intervenire sul piano legislativo è necessario disporre di una
mappatura puntuale della situazione regionale, per individuare le
eventuali criticità e adottare misure adeguate, evitando
provvedimenti che rischierebbero di rivelarsi inefficaci".
È quanto ha affermato l'assessore regionale alle Attività
produttive e turismo Sergio Emidio Bini, intervenuto oggi in
audizione davanti alla II Commissione del Consiglio regionale sul
tema delle locazioni brevi a uso turistico.
"L'espansione di questa forma di locazione, che negli ultimi anni
ha registrato una forte accelerazione, richiede una riflessione
sull'evoluzione del settore e sugli eventuali correttivi da
introdurre - ha osservato Bini -. A livello nazionale sono già
stati adottati provvedimenti importanti, tra cui l'introduzione
del Codice identificativo nazionale (Cin), che sta contribuendo a
far emergere progressivamente le attività precedentemente non
censite. Rimangono aspetti sui quali lavorare, ma occorre
valutare attentamente gli effetti delle misure già in vigore".
L'assessore ha evidenziato come il fenomeno presenti
caratteristiche differenti nelle diverse aree della regione, con
una maggiore pressione nelle località che hanno conosciuto una
significativa crescita delle presenze turistiche.
"Trieste sta attraversando una fase particolarmente positiva dal
punto di vista turistico e avverte maggiormente alcune
problematiche legate alla diffusione degli affitti brevi. La
situazione è diversa in numerosi centri del Friuli Venezia
Giulia, dove queste forme di ospitalità rappresentano
un'opportunità per valorizzare il territorio e sostenere
l'economia locale. Pensiamo alle zone montane o ai piccoli
borghi, dove la realizzazione di strutture alberghiere di grandi
dimensioni risulta più difficile e le locazioni turistiche
consentono di ampliare l'offerta ricettiva attraverso soluzioni
flessibili", ha spiegato Bini.
Nel corso dell'audizione l'assessore si è soffermato anche sulle
difficoltà del mercato delle locazioni residenziali, osservando
come la scelta di destinare un immobile agli affitti brevi possa
dipendere dalle maggiori garanzie percepite dai proprietari
rispetto alle locazioni tradizionali, e non necessariamente dalla
prospettiva di ricavi più elevati.
Rispetto alle proposte di regolamentazione, Bini ha richiamato la
necessità di considerare il quadro normativo nazionale e le
competenze dei diversi livelli istituzionali, anche alla luce
delle criticità emerse in altre esperienze regionali.
"Grazie al nuovo Codice regionale del Commercio e del Turismo,
abbiamo a disposizione uno strumento importante, ovvero il Tavolo
di discussione e confronto sullo sviluppo dei settori commerciale
e turistico, che vede coinvolte le associazioni di categoria e i
principali stakeholder del settore. È quella la sede deputata ad
avviare gli approfondimenti necessari ed elaborare una
ricognizione complessiva del fenomeno su scala regionale. È da
questa base conoscitiva che dobbiamo partire per valutare
l'opportunità e i contenuti di eventuali interventi", ha
precisato l'assessore.
"Il Friuli Venezia Giulia - ha concluso Bini - presenta una
situazione diversa rispetto alle grandi destinazioni turistiche
europee maggiormente interessate dal fenomeno dell'overtourism.
Abbiamo quindi la possibilità di approfondire il tema senza
accelerazioni, ascoltando gli operatori e valutando le
specificità dei territori. L'obiettivo deve essere quello di
arrivare, qualora necessari, a interventi mirati e realmente
applicabili, evitando soluzioni generalizzate che potrebbero
penalizzare realtà nelle quali gli affitti brevi costituiscono
una risorsa importante per il turismo", ha concluso Bini.
ARC/PT/gg
L'assessore regionale alle Attività produttive e turismo Sergio Emidio Bini, durante l'audizione davanti alla II Commissione del Consiglio regionale.