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13.10.2026 13:21

Turismo: Bini, su affitti brevi servono analisi prima di nuove norme

L'assessore in audizione in II Commissione: "Efficace l'introduzione del Cin. Necessaria una mappatura regionale del fenomeno per valutare eventuali interventi legislativi"
Udine, 13 ott - "Il fenomeno degli affitti brevi merita attenzione e approfondimenti, tenendo conto però delle diverse realtà territoriali del Friuli Venezia Giulia. Prima di intervenire sul piano legislativo è necessario disporre di una mappatura puntuale della situazione regionale, per individuare le eventuali criticità e adottare misure adeguate, evitando provvedimenti che rischierebbero di rivelarsi inefficaci".
È quanto ha affermato l'assessore regionale alle Attività produttive e turismo Sergio Emidio Bini, intervenuto oggi in audizione davanti alla II Commissione del Consiglio regionale sul tema delle locazioni brevi a uso turistico.
"L'espansione di questa forma di locazione, che negli ultimi anni ha registrato una forte accelerazione, richiede una riflessione sull'evoluzione del settore e sugli eventuali correttivi da introdurre - ha osservato Bini -. A livello nazionale sono già stati adottati provvedimenti importanti, tra cui l'introduzione del Codice identificativo nazionale (Cin), che sta contribuendo a far emergere progressivamente le attività precedentemente non censite. Rimangono aspetti sui quali lavorare, ma occorre valutare attentamente gli effetti delle misure già in vigore".
L'assessore ha evidenziato come il fenomeno presenti caratteristiche differenti nelle diverse aree della regione, con una maggiore pressione nelle località che hanno conosciuto una significativa crescita delle presenze turistiche.
"Trieste sta attraversando una fase particolarmente positiva dal punto di vista turistico e avverte maggiormente alcune problematiche legate alla diffusione degli affitti brevi. La situazione è diversa in numerosi centri del Friuli Venezia Giulia, dove queste forme di ospitalità rappresentano un'opportunità per valorizzare il territorio e sostenere l'economia locale. Pensiamo alle zone montane o ai piccoli borghi, dove la realizzazione di strutture alberghiere di grandi dimensioni risulta più difficile e le locazioni turistiche consentono di ampliare l'offerta ricettiva attraverso soluzioni flessibili", ha spiegato Bini.
Nel corso dell'audizione l'assessore si è soffermato anche sulle difficoltà del mercato delle locazioni residenziali, osservando come la scelta di destinare un immobile agli affitti brevi possa dipendere dalle maggiori garanzie percepite dai proprietari rispetto alle locazioni tradizionali, e non necessariamente dalla prospettiva di ricavi più elevati.
Rispetto alle proposte di regolamentazione, Bini ha richiamato la necessità di considerare il quadro normativo nazionale e le competenze dei diversi livelli istituzionali, anche alla luce delle criticità emerse in altre esperienze regionali.
"Grazie al nuovo Codice regionale del Commercio e del Turismo, abbiamo a disposizione uno strumento importante, ovvero il Tavolo di discussione e confronto sullo sviluppo dei settori commerciale e turistico, che vede coinvolte le associazioni di categoria e i principali stakeholder del settore. È quella la sede deputata ad avviare gli approfondimenti necessari ed elaborare una ricognizione complessiva del fenomeno su scala regionale. È da questa base conoscitiva che dobbiamo partire per valutare l'opportunità e i contenuti di eventuali interventi", ha precisato l'assessore.
"Il Friuli Venezia Giulia - ha concluso Bini - presenta una situazione diversa rispetto alle grandi destinazioni turistiche europee maggiormente interessate dal fenomeno dell'overtourism. Abbiamo quindi la possibilità di approfondire il tema senza accelerazioni, ascoltando gli operatori e valutando le specificità dei territori. L'obiettivo deve essere quello di arrivare, qualora necessari, a interventi mirati e realmente applicabili, evitando soluzioni generalizzate che potrebbero penalizzare realtà nelle quali gli affitti brevi costituiscono una risorsa importante per il turismo", ha concluso Bini. ARC/PT/gg