Colloredo di Monte Albano, 9 ott - "I professionisti tecnici sono
stati protagonisti della ricostruzione del 'com'era, dov'era',
contribuendo a restituire al territorio le case, le fabbriche e
le chiese. Le loro testimonianze rappresentano un patrimonio di
competenze ed esperienza che merita di essere tramandato".
È il messaggio che l'assessore regionale a Infrastrutture e
territorio Cristina Amirante ha portato alla presentazione del
volume "Friuli: terremoto, ricostruzione, il contributo dei
tecnici, 1976, 2026", edito da Forum e curato dall'architetto
Giorgio Dri direttore della rivista Rassegna Tecnica del Friuli
Venezia Giulia.
"Era fondamentale sostenere i nostri professionisti tecnici,
affinché potessero raccontare, attraverso questa importante
pubblicazione monografica, la storia della ricostruzione e il
contributo che il mondo delle professioni ha dato a un percorso
di cui tutto il Friuli Venezia Giulia è orgoglioso" ha
evidenziato l'assessore.
La presentazione si è tenuta a Colloredo di Monte Albano in una
delle sale dell'Ala Nievo del compendio recentemente riconsegnato
al pubblico dopo il lungo lavoro di ricostruzione seguito dalla
direzione Infrastrutture della Regione.
"Il Castello di Colloredo di Monte Albano è un luogo simbolo,
restituito alla collettività attraverso un intervento che coniuga
tecniche costruttive contemporanee, sicurezza antisismica e
rispetto filologico dell'architettura storica" ha detto Amirante
aggiungendo che "Grazie all'impegno della Regione e al lavoro
portato avanti negli anni, un bene che prima del terremoto era
interamente privato è stato progressivamente restituito alla
comunità, diventando in buona parte uno spazio pubblico. È un
esempio concreto di come la ricostruzione possa trasformarsi in
un'opportunità di valorizzazione e restituzione del patrimonio
collettivo".
Il libro raccoglie le testimonianze e le voci dei professionisti,
ingegneri, architetti, geologi, geometri, periti industriali che,
da più versanti disciplinari e con diversi incarichi pubblici,
furono impegnati nella rigenerazione del Friuli.
Vi sono riportati studi, progetti e proposte innovative per
ricomporre un territorio profondamente ferito, spesso elaborando
soluzioni ingegneristiche nuove che trovarono applicazione in
futuro in infrastrutture strategiche o abitazioni private.
La "Rassegna Tecnica del Friuli Venezia Giulia" inaugurò il primo
numero proprio nel 1976 con la collaborazione degli Ordini degli
ingegneri, degli architetti e dei geologi del Friuli, pubblicando
oltre 300 articoli sul terremoto e sulla ricostruzione.
ARC/SSA/ep