L'assessore alla prima Giornata del Triveneto dei Commercialisti:
Semplificazione, credito ed export sono le leve su cui intervenire
Udine, 9 ott - "Lo sviluppo del Nord Est può avvenire solo
facendo sistema: serve una filiera più integrata tra chi
programma le politiche pubbliche, chi rappresenta le imprese, chi
mette a disposizione gli strumenti e chi accompagna
professionalmente le decisioni aziendali".
Lo ha sottolineato l'assessore regionale alle Attività produttive
e Turismo, Sergio Emidio Bini, intervenendo in videoconferenza
alla prima Giornata del Triveneto dei Commercialisti, in
programma questa mattina a Treviso.
Si tratta di un appuntamento, promosso da Adcec Tre Venezie, che
nasce per mettere a sistema tutte le componenti della
professione: rappresentanza nazionale, Giovani commercialisti,
presidenti degli Ordini territoriali, conferenza Odcec del
Triveneto, Adcec Tre Venezie, Saf Triveneta, Consiglieri
nazionali, istituzioni, imprese e interlocutori
economico-finanziari del territorio.
"Iniziative come questa sono importanti - ha aggiunto Bini -. In
questa filiera commercialiste e commercialisti possono svolgere
un ruolo di raccordo, aiutando le imprese a leggere i propri
fabbisogni, valutare la sostenibilità dei progetti, dialogare con
il credito e con gli strumenti pubblici e costruire percorsi di
crescita più consapevoli".
Nel panel dedicato al Triveneto come laboratorio di sviluppo,
istituzioni, strumenti e finanza territoriale, Bini ha
individuato tre leve prioritarie per sostenere imprese e
competitività in una fase caratterizzata da forte incertezza: "La
semplificazione normativa, l'accesso al credito, per garantire
liquidità e investimenti, e il sostegno all'export, da cui
dipende una parte rilevante del Pil del Nord Est".
Sul fronte della semplificazione, l'assessore ha ricordato il
nuovo Codice regionale del commercio e del turismo, che ha
riunito in un unico testo 14 leggi, riducendo gli articoli da 567
a 147.
"Attraverso i fondi di rotazione - ha continuato Bini - nel solo
2025 abbiamo concesso alle imprese finanziamenti agevolati per
circa 358 milioni di euro, mentre con la garanzie dei Confidi
regionali le imprese del Friuli Venezia Giulia hanno avuto
accesso ad un credito stimabile in 405 milioni di euro".
Sul fronte dell'internazionalizzazione, l'assessore ha ricordato
la collaborazione con la Regione Veneto e la Provincia autonoma
di Trento attraverso lo sportello Sprint e l'urgenza di
accompagnare verso nuovi mercati le piccole imprese.
"Rappresentano il 95% del nostro tessuto produttivo - ha
evidenziato - e per loro natura non sono strutturate per reggere
la competizione globale. Per questo, con l'Agenda Fvg Manifattura
2030, abbiamo messo in campo misure contributive e un indirizzo
chiaro per sostenerle nell'export".
"Proprio in questo contesto - ha concluso Bini - emerge la
necessità di rafforzare la collaborazione tra istituzioni,
imprese e professioni economiche, in particolare per la difesa
delle nostre filiere strategiche e per la revisione delle
politiche in tema di sviluppo industriale, attrazione degli
investimenti e tutela delle nostre produzioni".
Al panel, moderato da Debora Rosciani di Radio 24, hanno
partecipato anche l'assessore allo Sviluppo economico, ricerca e
innovazione e attrazione investimenti della Regione Veneto,
Massimo Bitonci, il presidente dell'associazione Parco
industriale Prealpi trevigiane e Venice International Foundation
Ets, Katia Da Ros, il vicepresidente e assessore all'Istruzione,
formazione e cultura italiana, sviluppo economico della Provincia
autonoma di Bolzano, Marco Galateo, il vicepresidente Veneto
sviluppo e direttore di Confartigianato imprese Veneto, Tiziana
Pettenuzzo, e il presidente di Unioncamere Veneto, Antonio
Santocono.
ARC/GIM/ep