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08.10.2026 16:05

Istruzione: Rosolen, scuole italiano-tedesco è investimento su futuro

L'assessore in visita ai plessi coinvolti nella sperimentazione negli istituti comprensivi del territorio montano di Lauco, Sappada e Paluzza
Pordenone, 8 ott - "Non si tratta solo di un progetto scolastico, ma di una scelta per rafforzare i territori della montagna, valorizzarne la cultura e le minoranze linguistiche e costruire nuove opportunità per i giovani. Ringraziamo chi ha lavorato e ci sta aiutando a fare delle scuole dell'area montana veri centri di recupero della memoria e della cultura del territorio, ma anche luoghi di sfida per il futuro dei bambini e dei ragazzi che qui vivono".
Lo ha affermato oggi l'assessore regionale all'Istruzione, Alessia Rosolen, nel corso della visita, insieme all'Ufficio scolastico regionale, alle scuole coinvolte nella sperimentazione della Scuola bilingue italiano-tedesco, avviata lo scorso settembre e autorizzata dal ministero dell'Istruzione e del merito nel giugno scorso.
Il percorso, della durata di otto anni, interessa gli Istituti comprensivi "Val Tagliamento" di Ampezzo, con i plessi di Lauco e Villa Santina, "Michele Gortani" di Comeglians, con il plesso di Sappada, e "Linussio-Matiz" di Paluzza, coinvolgendo progressivamente scuola dell'infanzia, primaria e secondaria di primo grado, con l'obiettivo di rafforzare competenze linguistiche e culturali e favorire sviluppo cognitivo, flessibilità mentale e competenze utili anche per il futuro ingresso nel mondo del lavoro.
Nel corso della giornata l'assessore ha incontrato - insieme ai sindaci del territorio - dirigenti scolastici, docenti, famiglie e studenti. "Il confronto con le scuole e con i territori - ha sottolineato Rosolen - ci ha permesso di verificare l'avvio della sperimentazione e raccogliere le esigenze che dovremo affrontare nei prossimi anni. È un confronto diretto fondamentale per accompagnare un percorso di questa portata. La presenza così ampia dei sindaci conferma inoltre che non riguarda soltanto tre istituti, ma un territorio molto più ampio e una comunità che ha scelto di investire sulla propria identità e sul proprio futuro".
Il progetto prevede la collaborazione dell'Università degli Studi di Trieste, dell'Università degli Studi di Udine, della Libera Università di Bolzano, della Soprintendenza di lingua italiana della Provincia autonoma di Bolzano, dell'Università di Graz, delle Pädagogische Hochschulen di Graz e Klagenfurt, della Bildungsdirektion Steiermark e delle scuole superiori di Judenburg e Rottenmann, in Stiria.
"È una sperimentazione seguita dalle Università di Udine e Trieste e da diverse altre istituzioni - ha aggiunto l'assessore - e realizzata grazie alla disponibilità dei dirigenti scolastici e al supporto essenziale dell'Ufficio scolastico regionale. Anche il recente intervento normativo nazionale che riconosce espressamente alla Regione la possibilità di trasferire all'Ufficio scolastico regionale, sulla base di un protocollo d'intesa con il ministero dell'Istruzione e del merito, le risorse necessarie alla stipula di contratti a tempo determinato per personale docente di madrelingua tedesca o esperto nell'insegnamento della lingua tedesca, è un passaggio importante - ha osservato Rosolen - perché ci consente di utilizzare strumenti più flessibili per rispondere a una necessità concreta".
Tra le questioni affrontate anche la disponibilità di docenti di madrelingua tedesca, elemento essenziale per garantire continuità e qualità al percorso. "Stiamo lavorando per costruire una rete di competenze e collaborazioni che assicuri alle scuole le professionalità necessarie - ha spiegato l'esponente della Giunta - attraverso l'organico dell'autonomia, la collaborazione con università e scuole austriache e tedesche per favorire tirocini e scambi di insegnanti e, dove necessario, il ricorso a esperti di lingua tedesca. Abbiamo voluto accompagnare la sperimentazione con risorse precise e immediatamente disponibili".
Nell'ambito del Pacchetto scuola sono già stati messi a disposizione 20mila euro per ciascuno dei tre istituti, con 26mila euro destinati all'Istituto comprensivo di Ampezzo anche per le ulteriori spese connesse al "Progetto Ponte" tra Lauco e Sauris, cui si aggiungono 10mila euro per ciascun istituto da parte del Servizio lingue minoritarie e corregionali all'estero. Le risorse potranno essere utilizzate anche per esperti di lingua tedesca, incremento della dotazione oraria del personale interno, consulenze e servizi connessi alla sperimentazione.
"La scuola - ha concluso Rosolen - è uno dei servizi fondamentali per consentire alle famiglie di vivere e restare nei territori. Garantire un'offerta formativa qualificata significa creare condizioni perché queste aree continuino a essere attrattive per le nuove generazioni. Con questa sperimentazione la Regione accompagna quindi le comunità montane nella costruzione di prospettive di lungo periodo, investendo insieme sulla scuola, sull'identità e sul futuro dei territori". ARC/LIS/gg