Istruzione: Rosolen, scuole italiano-tedesco è investimento su futuro
L'assessore in visita ai plessi coinvolti nella sperimentazione
negli istituti comprensivi del territorio montano di Lauco,
Sappada e Paluzza Pordenone, 8 ott - "Non si tratta solo di un progetto
scolastico, ma di una scelta per rafforzare i territori della
montagna, valorizzarne la cultura e le minoranze linguistiche e
costruire nuove opportunità per i giovani. Ringraziamo chi ha
lavorato e ci sta aiutando a fare delle scuole dell'area montana
veri centri di recupero della memoria e della cultura del
territorio, ma anche luoghi di sfida per il futuro dei bambini e
dei ragazzi che qui vivono". Lo ha affermato oggi l'assessore regionale all'Istruzione,
Alessia Rosolen, nel corso della visita, insieme all'Ufficio
scolastico regionale, alle scuole coinvolte nella sperimentazione
della Scuola bilingue italiano-tedesco, avviata lo scorso
settembre e autorizzata dal ministero dell'Istruzione e del
merito nel giugno scorso. Il percorso, della durata di otto anni, interessa gli Istituti
comprensivi "Val Tagliamento" di Ampezzo, con i plessi di Lauco e
Villa Santina, "Michele Gortani" di Comeglians, con il plesso di
Sappada, e "Linussio-Matiz" di Paluzza, coinvolgendo
progressivamente scuola dell'infanzia, primaria e secondaria di
primo grado, con l'obiettivo di rafforzare competenze
linguistiche e culturali e favorire sviluppo cognitivo,
flessibilità mentale e competenze utili anche per il futuro
ingresso nel mondo del lavoro. Nel corso della giornata l'assessore ha incontrato - insieme ai
sindaci del territorio - dirigenti scolastici, docenti, famiglie
e studenti. "Il confronto con le scuole e con i territori - ha
sottolineato Rosolen - ci ha permesso di verificare l'avvio della
sperimentazione e raccogliere le esigenze che dovremo affrontare
nei prossimi anni. È un confronto diretto fondamentale per
accompagnare un percorso di questa portata. La presenza così
ampia dei sindaci conferma inoltre che non riguarda soltanto tre
istituti, ma un territorio molto più ampio e una comunità che ha
scelto di investire sulla propria identità e sul proprio futuro". Il progetto prevede la collaborazione dell'Università degli Studi
di Trieste, dell'Università degli Studi di Udine, della Libera
Università di Bolzano, della Soprintendenza di lingua italiana
della Provincia autonoma di Bolzano, dell'Università di Graz,
delle Pädagogische Hochschulen di Graz e Klagenfurt, della
Bildungsdirektion Steiermark e delle scuole superiori di
Judenburg e Rottenmann, in Stiria. "È una sperimentazione seguita dalle Università di Udine e
Trieste e da diverse altre istituzioni - ha aggiunto l'assessore
- e realizzata grazie alla disponibilità dei dirigenti scolastici
e al supporto essenziale dell'Ufficio scolastico regionale. Anche
il recente intervento normativo nazionale che riconosce
espressamente alla Regione la possibilità di trasferire
all'Ufficio scolastico regionale, sulla base di un protocollo
d'intesa con il ministero dell'Istruzione e del merito, le
risorse necessarie alla stipula di contratti a tempo determinato
per personale docente di madrelingua tedesca o esperto
nell'insegnamento della lingua tedesca, è un passaggio importante
- ha osservato Rosolen - perché ci consente di utilizzare
strumenti più flessibili per rispondere a una necessità concreta". Tra le questioni affrontate anche la disponibilità di docenti di
madrelingua tedesca, elemento essenziale per garantire continuità
e qualità al percorso. "Stiamo lavorando per costruire una rete
di competenze e collaborazioni che assicuri alle scuole le
professionalità necessarie - ha spiegato l'esponente della Giunta
- attraverso l'organico dell'autonomia, la collaborazione con
università e scuole austriache e tedesche per favorire tirocini e
scambi di insegnanti e, dove necessario, il ricorso a esperti di
lingua tedesca. Abbiamo voluto accompagnare la sperimentazione
con risorse precise e immediatamente disponibili". Nell'ambito del Pacchetto scuola sono già stati messi a
disposizione 20mila euro per ciascuno dei tre istituti, con
26mila euro destinati all'Istituto comprensivo di Ampezzo anche
per le ulteriori spese connesse al "Progetto Ponte" tra Lauco e
Sauris, cui si aggiungono 10mila euro per ciascun istituto da
parte del Servizio lingue minoritarie e corregionali all'estero.
Le risorse potranno essere utilizzate anche per esperti di lingua
tedesca, incremento della dotazione oraria del personale interno,
consulenze e servizi connessi alla sperimentazione. "La scuola - ha concluso Rosolen - è uno dei servizi fondamentali
per consentire alle famiglie di vivere e restare nei territori.
Garantire un'offerta formativa qualificata significa creare
condizioni perché queste aree continuino a essere attrattive per
le nuove generazioni. Con questa sperimentazione la Regione
accompagna quindi le comunità montane nella costruzione di
prospettive di lungo periodo, investendo insieme sulla scuola,
sull'identità e sul futuro dei territori".
ARC/LIS/gg
Istruzione: Rosolen, scuole italiano-tedesco è investimento su futuro