Nella giornata europea dedicata ai caregiver ricordati gli
interventi compiuti dalla Regione nel settore, tra cui il piano
triennale da 1,5mln. Incrementate le risorse del Fondo per
l'Autonomia Possibile, passato dai 51,4 milioni di euro del 2022
ai 70,8 milioni del 2026
Pordenone, 6 ott - "Riconoscere e sostenere i caregiver
significa rafforzare una componente fondamentale del nostro
sistema di welfare. Il Friuli Venezia Giulia ha scelto di farlo
in modo concreto, dotandosi già nel 2023 di una legge dedicata e
costruendo negli anni un sistema sempre più strutturato, che
mette insieme risorse, servizi, formazione, sollievo,
domiciliarità e collaborazione con il Terzo settore".
Lo afferma l'assessore regionale alla Salute, politiche sociali e
disabilità Riccardo Riccardi in occasione del Caregiver Day, in
programma oggi in regione, sottolineando l'impegno del Friuli
Venezia Giulia a favore delle persone che quotidianamente
assistono familiari non autosufficienti.
"Con la legge regionale 8 del 24 febbraio 2023 - evidenzia
Riccardi - abbiamo riconosciuto formalmente il valore sociale del
lavoro di cura e il ruolo del caregiver quale parte integrante
della rete dei servizi sociali, sanitari e sociosanitari. A
questo riconoscimento abbiamo affiancato strumenti e
finanziamenti capaci di tradurre i principi in risposte
concrete". Tra gli interventi messi in campo figura il Piano
triennale per il caregiver 2024-2026, che prevede circa 1,5
milioni di euro per attività di formazione, informazione,
comunicazione e valorizzazione delle competenze. Nel biennio
2024-2025 sono stati finanziati 24 progetti realizzati da Enti
del Terzo settore e Comuni per complessivi 133mila euro, mentre
per il 2026 sono stati stanziati 140mila euro.
L'azione regionale si inserisce nella più ampia strategia di
rafforzamento della domiciliarità. Dal 2019 il Friuli Venezia
Giulia sostiene sperimentazioni di abitare inclusivo e
domiciliarità comunitaria, attraverso percorsi che coinvolgono
Aziende sanitarie, Servizi sociali dei Comuni ed Enti del Terzo
settore con l'obiettivo di favorire la permanenza delle persone
non autosufficienti nel proprio contesto di vita e sostenere le
famiglie che se ne prendono cura. Particolare attenzione è
riservata alla coprogettazione, affinché chi vive quotidianamente
situazioni di fragilità possa contribuire alla definizione delle
risposte. Un approccio che trova spazio anche nelle Case della
Comunità, quali luoghi di integrazione tra servizi sanitari e
sociali e di collaborazione con associazioni, famiglie e comunità
locali.
Nel 2025 e 2026 parte delle risorse del Piano triennale per i
caregiver è stata destinata a percorsi di coprogettazione con il
Terzo settore, finalizzati a intercettare precocemente i bisogni
e costruire reti di prossimità capaci di accompagnare le persone
e condividere con le famiglie il carico della cura. "Vogliamo
consentire alle persone non autosufficienti di rimanere quanto
più possibile nel proprio contesto di vita - spiega Riccardi - e,
nello stesso tempo, evitare che la famiglia resti sola di fronte
al peso dell'assistenza".
Particolare attenzione è rivolta anche agli interventi di
sollievo. Per il 2024 le risorse nazionali assegnate al Friuli
Venezia Giulia nell'ambito dei Livelli essenziali delle
prestazioni sociali sono state pari a circa 1,3 milioni di euro.
Significativo anche l'incremento del Fondo per l'Autonomia
Possibile: il finanziamento regionale è passato dai 35,8 milioni
di euro del 2022 ai 53,3 milioni del 2026, con una crescita di
17,5 milioni, pari a quasi il 49 per cento. Se si include anche
il finanziamento nazionale, lo stanziamento complessivo per il
FAP è passato dai 51,4 milioni di euro del 2022 ai 70,8 milioni
del 2026, con un incremento di 19,4 milioni di euro. Nell'ambito
del FAP, anche l'Assegno per l'Autonomia Possibile (APA)
contribuisce a sostenere la rete familiare che assiste la persona
non autosufficiente. La quota dell'assegno non soggetta a
rendicontazione costituisce, infatti, una forma di sostegno che
può concorrere concretamente a fronteggiare il carico complessivo
che ricade sulla famiglia e, quindi, anche sul caregiver.
"La scadenza del Piano 2024-2026 - conclude Riccardi - sarà
l'occasione per avviare una nuova fase della programmazione,
valorizzando quanto realizzato e individuando, insieme ai
territori, ai servizi, alle associazioni e agli stessi caregiver,
le priorità dei prossimi anni. La cura non può essere considerata
soltanto una responsabilità privata della famiglia, ma deve
diventare sempre più una responsabilità condivisa tra
istituzioni, servizi e comunità".
ARC/Com/AL/gg
L'assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi