Electrolux: Bini-Rosolen, nuovo piano è significativo cambio di passo
Gli assessori al tavolo del Mimit: "Positivo il cambio di
atteggiamento dell'impresa. Ora lavorare a un piano industriale
sostenibile che tuteli nel tempo produzione e occupazione" Pordenone, 5 ott - "Registriamo positivamente il cambio di
atteggiamento dell'impresa, che crea le condizioni per l'avvio di
un percorso realmente condiviso. Il fatto che non si parli più di
licenziamenti, ma di uscite incentivate e volontarie, da gestire
nell'arco di tre anni attraverso tutti gli ammortizzatori sociali
e gli strumenti possibili, rappresenta un elemento importante.
Allo stesso tempo, siamo consapevoli che il percorso è ancora da
costruire e che il lavoro da fare nelle prossime settimane sarà
importante". Lo hanno dichiarato gli assessori regionali Sergio Emidio Bini
(Attività produttive) e Alessia Rosolen (Lavoro) al termine
dell'incontro sulla vertenza Electrolux al ministero delle
Imprese e del made in Italy, al quale hanno partecipato tutte le
istituzioni locali e le parti sociali coinvolte. Il prossimo
incontro del tavolo in seduta plenaria è convocato per il 29
ottobre. La nuova proposta di piano presentata dalla multinazionale
prevede il ritiro dei licenziamenti unilaterali e un piano di
incentivazione alle uscite volontarie fino a 1.250 addetti, 600
impiegati e 650 operai, nell'arco di tre anni e attraverso
l'utilizzo della cassa integrazione straordinaria e di altri
strumenti. Sono inoltre previsti una revisione del piano con
nuovi prodotti e 90 milioni di euro di investimenti nei siti
italiani, oltre a un impegno congiunto per sostenere la
competitività delle produzioni italiane, anche attraverso
l'inserimento dell'elettrodomestico nell'Agenda europea e
interventi di efficientamento organizzativo. "Si tratta di elementi che prendiamo in considerazione con
attenzione, senza però perdere di vista l'obiettivo principale -
hanno aggiunto Bini e Rosolen -. Ora l'impegno da parte di tutti
deve essere rivolto alla definizione di un piano industriale
sostenibile, capace di tutelare nel tempo la produzione e
l'occupazione dei siti italiani. La gestione nell'arco dei tre
anni delle uscite volontarie può inoltre creare un margine
temporale utile per lavorare, anche in sede europea,
all'attivazione di misure di sostegno a un settore che sta
attraversando una fase complessa". Gli assessori hanno quindi evidenziato la necessità di
comprendere nel dettaglio le ricadute della nuova proposta sui
singoli territori. "Come Regione Friuli Venezia Giulia - hanno
sottolineato Bini e Rosolen - siamo particolarmente interessati a
conoscere gli effetti del piano sui siti di Porcia e Pordenone: è
un passaggio indispensabile per valutare concretamente le
ricadute sul territorio e le eventuali misure da mettere in
campo". "Il cambio di atteggiamento registrato oggi è importante, ma non
può essere considerato un punto di arrivo - hanno concluso i due
assessori -. Le prossime settimane dovranno servire a entrare nel
merito del piano, a verificarne la sostenibilità e a costruire,
con il coinvolgimento di tutte le parti, una prospettiva
industriale in grado di garantire continuità produttiva e
occupazionale. Come Regione continueremo a fare la nostra parte,
insieme alle altre istituzioni e alle parti sociali, perché si
possa arrivare a una soluzione condivisa e duratura per i siti
italiani e per la filiera dell'elettrodomestico".
ARC/LIS/ma
L'assessore regionale alle Attività produttive Sergio Emidio Bini al tavolo ministeriale
L'assessore regionale al Lavoro e formazione Alessia Rosolen
L'assessore regionale Sergio Emidio Bini (sulla destra) al tavolo ministeriale Electrolux
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