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05.10.2026 15:05

Electrolux: Bini-Rosolen, nuovo piano è significativo cambio di passo

Gli assessori al tavolo del Mimit: "Positivo il cambio di atteggiamento dell'impresa. Ora lavorare a un piano industriale sostenibile che tuteli nel tempo produzione e occupazione"
Pordenone, 5 ott - "Registriamo positivamente il cambio di atteggiamento dell'impresa, che crea le condizioni per l'avvio di un percorso realmente condiviso. Il fatto che non si parli più di licenziamenti, ma di uscite incentivate e volontarie, da gestire nell'arco di tre anni attraverso tutti gli ammortizzatori sociali e gli strumenti possibili, rappresenta un elemento importante. Allo stesso tempo, siamo consapevoli che il percorso è ancora da costruire e che il lavoro da fare nelle prossime settimane sarà importante".
Lo hanno dichiarato gli assessori regionali Sergio Emidio Bini (Attività produttive) e Alessia Rosolen (Lavoro) al termine dell'incontro sulla vertenza Electrolux al ministero delle Imprese e del made in Italy, al quale hanno partecipato tutte le istituzioni locali e le parti sociali coinvolte. Il prossimo incontro del tavolo in seduta plenaria è convocato per il 29 ottobre.
La nuova proposta di piano presentata dalla multinazionale prevede il ritiro dei licenziamenti unilaterali e un piano di incentivazione alle uscite volontarie fino a 1.250 addetti, 600 impiegati e 650 operai, nell'arco di tre anni e attraverso l'utilizzo della cassa integrazione straordinaria e di altri strumenti. Sono inoltre previsti una revisione del piano con nuovi prodotti e 90 milioni di euro di investimenti nei siti italiani, oltre a un impegno congiunto per sostenere la competitività delle produzioni italiane, anche attraverso l'inserimento dell'elettrodomestico nell'Agenda europea e interventi di efficientamento organizzativo.
"Si tratta di elementi che prendiamo in considerazione con attenzione, senza però perdere di vista l'obiettivo principale - hanno aggiunto Bini e Rosolen -. Ora l'impegno da parte di tutti deve essere rivolto alla definizione di un piano industriale sostenibile, capace di tutelare nel tempo la produzione e l'occupazione dei siti italiani. La gestione nell'arco dei tre anni delle uscite volontarie può inoltre creare un margine temporale utile per lavorare, anche in sede europea, all'attivazione di misure di sostegno a un settore che sta attraversando una fase complessa".
Gli assessori hanno quindi evidenziato la necessità di comprendere nel dettaglio le ricadute della nuova proposta sui singoli territori. "Come Regione Friuli Venezia Giulia - hanno sottolineato Bini e Rosolen - siamo particolarmente interessati a conoscere gli effetti del piano sui siti di Porcia e Pordenone: è un passaggio indispensabile per valutare concretamente le ricadute sul territorio e le eventuali misure da mettere in campo".
"Il cambio di atteggiamento registrato oggi è importante, ma non può essere considerato un punto di arrivo - hanno concluso i due assessori -. Le prossime settimane dovranno servire a entrare nel merito del piano, a verificarne la sostenibilità e a costruire, con il coinvolgimento di tutte le parti, una prospettiva industriale in grado di garantire continuità produttiva e occupazionale. Come Regione continueremo a fare la nostra parte, insieme alle altre istituzioni e alle parti sociali, perché si possa arrivare a una soluzione condivisa e duratura per i siti italiani e per la filiera dell'elettrodomestico". ARC/LIS/ma