Con il nuovo aggiornamento 572 schede e 1.695 esemplari tutelati.
Altri 1.010 alberi censiti come "notevoli". "Un patrimonio
naturale che tuteliamo; strategia costruita nel tempo"
Trieste, 27 set - "Il Friuli Venezia Giulia si conferma la
regione italiana con il maggior numero di schede di alberi
monumentali: con il nuovo aggiornamento arriviamo a 572 schede,
corrispondenti a 1.695 esemplari complessivi, grazie all'ingresso
di 39 nuove schede. È un patrimonio straordinario, diffuso in
quasi tre Comuni su quattro, che stiamo tutelando attraverso un
lavoro costruito negli anni e che unisce censimento, cura,
sostegno agli enti locali, ricerca scientifica e valorizzazione".
Lo ha affermato l'assessore regionale alle Infrastrutture e
Territorio Cristina Amirante, annunciando l'imminente conclusione
dell'iter relativo all'aggiornamento degli elenchi regionali
degli Alberi Monumentali e degli Alberi Notevoli.
È attualmente in fase di firma da parte del direttore centrale la
nota di trasmissione del Decreto del Presidente della Regione
relativo all'aggiornamento degli elenchi, preventivamente
concordato con il Ministero competente e approvato dalla
Soprintendenza.
Accanto agli alberi monumentali cresce infatti anche il
patrimonio degli alberi notevoli, categoria che il Friuli Venezia
Giulia ha introdotto per primo in Italia per individuare e
tutelare gli esemplari che, per caratteristiche e sviluppo,
possono rappresentare i monumentali del futuro. Con
l'aggiornamento le schede censite salgono a 305, con 42 nuovi
inserimenti, per un patrimonio complessivo di 1.010 esemplari.
"Questi numeri - ha evidenziato Amirante - acquistano ancora più
valore se osserviamo la distribuzione geografica: quasi il 75 per
cento dei Comuni del Friuli Venezia Giulia ospita almeno un
albero tutelato. Non siamo quindi di fronte a poche presenze
eccezionali concentrate in alcune zone, ma a un patrimonio che
appartiene all'intero territorio regionale, dalla montagna alla
pianura fino alle aree urbane".
L'aggiornamento rappresenta un ulteriore passaggio di una
strategia avviata negli anni scorsi dall'Amministrazione
regionale e progressivamente ampliata. Nel 2024 la Regione ha
innovato il sistema dei contributi per la cura e la conservazione
degli alberi monumentali, estendendo la programmazione degli
interventi su base triennale e includendo nella gestione anche
gli alberi notevoli e di pregio.
"La tutela - ha sottolineato l'assessore - non può esaurirsi
nell'inserimento di un albero in un elenco. Censire significa
assumersi anche la responsabilità di conservare. Alberi che hanno
attraversato decenni o addirittura secoli richiedono
monitoraggio, interventi specialistici e una programmazione di
lungo periodo. Per questo abbiamo voluto affiancare alla tutela
normativa strumenti concreti a sostegno degli enti locali e dei
soggetti chiamati a prendersene cura".
A questo lavoro si è aggiunto nel 2025 l'avvio di un progetto
scientifico dedicato alla conservazione del patrimonio genetico
degli alberi monumentali, attraverso la collaborazione con gli
Orti botanici di Trieste e Udine, quelli di Palermo e Padova,
altri istituti di ricerca anche internazionali, la Direzione
regionale competente in materia forestale e il Vivaio regionale
di Tarcento.
L'obiettivo è studiare e preservare il patrimonio genetico di
esemplari caratterizzati da particolare longevità e resilienza,
arrivando alla definizione di un piano di riproduzione che
consenta di conservarne il genoma anche per le generazioni future.
"Abbiamo voluto compiere un passo ulteriore - ha spiegato
Amirante - perché questi alberi non sono importanti soltanto per
le loro dimensioni, per l'età o per il valore storico e
paesaggistico. Sono anche custodi di un patrimonio genetico che
merita di essere studiato e conservato. Tutela, ricerca e
riproduzione diventano così parti della stessa strategia".
Simbolo di questo straordinario patrimonio è l'abete bianco "La
Dane" di Paularo, alto 53,34 metri, con una circonferenza di 3,32
metri e un'età stimata superiore ai due secoli. Le misurazioni
effettuate dai tecnici regionali lo hanno riconosciuto come
l'albero autoctono più alto d'Italia e il terzo albero più alto
in assoluto nel Paese.
"La Dane è forse l'esempio più immediato - ha osservato Amirante
- ma dietro ogni scheda ci sono alberi che raccontano un
territorio, la sua storia e spesso anche il rapporto di diverse
generazioni con quel luogo. La loro tutela ha quindi un valore
ambientale, paesaggistico e culturale".
Proprio per raccontare questo patrimonio è inoltre in fase di
completamento, entro la fine dell'anno in corso, la nuova
pubblicazione regionale dedicata ai "Giganti" del Friuli Venezia
Giulia, nella quale saranno raccolte storie, caratteristiche,
record e peculiarità di alcuni degli esemplari più significativi
presenti sul territorio.
"Siamo partiti dalla tutela, abbiamo rafforzato gli strumenti per
la cura, abbiamo avviato la ricerca sul patrimonio genetico e ora
vogliamo far conoscere sempre di più questi alberi ai cittadini.
I nostri giganti verdi sono monumenti viventi: proteggerli
significa conservare una parte dell'identità del Friuli Venezia
Giulia e consegnarla alle generazioni che verranno", ha concluso
l'assessore.
ARC/Com/pph