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27.09.2026 10:24

Territorio:Amirante, Fvg prima in Italia per schede alberi monumentali

Con il nuovo aggiornamento 572 schede e 1.695 esemplari tutelati. Altri 1.010 alberi censiti come "notevoli". "Un patrimonio naturale che tuteliamo; strategia costruita nel tempo"
Trieste, 27 set - "Il Friuli Venezia Giulia si conferma la regione italiana con il maggior numero di schede di alberi monumentali: con il nuovo aggiornamento arriviamo a 572 schede, corrispondenti a 1.695 esemplari complessivi, grazie all'ingresso di 39 nuove schede. È un patrimonio straordinario, diffuso in quasi tre Comuni su quattro, che stiamo tutelando attraverso un lavoro costruito negli anni e che unisce censimento, cura, sostegno agli enti locali, ricerca scientifica e valorizzazione".
Lo ha affermato l'assessore regionale alle Infrastrutture e Territorio Cristina Amirante, annunciando l'imminente conclusione dell'iter relativo all'aggiornamento degli elenchi regionali degli Alberi Monumentali e degli Alberi Notevoli. È attualmente in fase di firma da parte del direttore centrale la nota di trasmissione del Decreto del Presidente della Regione relativo all'aggiornamento degli elenchi, preventivamente concordato con il Ministero competente e approvato dalla Soprintendenza.
Accanto agli alberi monumentali cresce infatti anche il patrimonio degli alberi notevoli, categoria che il Friuli Venezia Giulia ha introdotto per primo in Italia per individuare e tutelare gli esemplari che, per caratteristiche e sviluppo, possono rappresentare i monumentali del futuro. Con l'aggiornamento le schede censite salgono a 305, con 42 nuovi inserimenti, per un patrimonio complessivo di 1.010 esemplari.
"Questi numeri - ha evidenziato Amirante - acquistano ancora più valore se osserviamo la distribuzione geografica: quasi il 75 per cento dei Comuni del Friuli Venezia Giulia ospita almeno un albero tutelato. Non siamo quindi di fronte a poche presenze eccezionali concentrate in alcune zone, ma a un patrimonio che appartiene all'intero territorio regionale, dalla montagna alla pianura fino alle aree urbane".
L'aggiornamento rappresenta un ulteriore passaggio di una strategia avviata negli anni scorsi dall'Amministrazione regionale e progressivamente ampliata. Nel 2024 la Regione ha innovato il sistema dei contributi per la cura e la conservazione degli alberi monumentali, estendendo la programmazione degli interventi su base triennale e includendo nella gestione anche gli alberi notevoli e di pregio.
"La tutela - ha sottolineato l'assessore - non può esaurirsi nell'inserimento di un albero in un elenco. Censire significa assumersi anche la responsabilità di conservare. Alberi che hanno attraversato decenni o addirittura secoli richiedono monitoraggio, interventi specialistici e una programmazione di lungo periodo. Per questo abbiamo voluto affiancare alla tutela normativa strumenti concreti a sostegno degli enti locali e dei soggetti chiamati a prendersene cura".
A questo lavoro si è aggiunto nel 2025 l'avvio di un progetto scientifico dedicato alla conservazione del patrimonio genetico degli alberi monumentali, attraverso la collaborazione con gli Orti botanici di Trieste e Udine, quelli di Palermo e Padova, altri istituti di ricerca anche internazionali, la Direzione regionale competente in materia forestale e il Vivaio regionale di Tarcento.
L'obiettivo è studiare e preservare il patrimonio genetico di esemplari caratterizzati da particolare longevità e resilienza, arrivando alla definizione di un piano di riproduzione che consenta di conservarne il genoma anche per le generazioni future. "Abbiamo voluto compiere un passo ulteriore - ha spiegato Amirante - perché questi alberi non sono importanti soltanto per le loro dimensioni, per l'età o per il valore storico e paesaggistico. Sono anche custodi di un patrimonio genetico che merita di essere studiato e conservato. Tutela, ricerca e riproduzione diventano così parti della stessa strategia".
Simbolo di questo straordinario patrimonio è l'abete bianco "La Dane" di Paularo, alto 53,34 metri, con una circonferenza di 3,32 metri e un'età stimata superiore ai due secoli. Le misurazioni effettuate dai tecnici regionali lo hanno riconosciuto come l'albero autoctono più alto d'Italia e il terzo albero più alto in assoluto nel Paese. "La Dane è forse l'esempio più immediato - ha osservato Amirante - ma dietro ogni scheda ci sono alberi che raccontano un territorio, la sua storia e spesso anche il rapporto di diverse generazioni con quel luogo. La loro tutela ha quindi un valore ambientale, paesaggistico e culturale". Proprio per raccontare questo patrimonio è inoltre in fase di completamento, entro la fine dell'anno in corso, la nuova pubblicazione regionale dedicata ai "Giganti" del Friuli Venezia Giulia, nella quale saranno raccolte storie, caratteristiche, record e peculiarità di alcuni degli esemplari più significativi presenti sul territorio.
"Siamo partiti dalla tutela, abbiamo rafforzato gli strumenti per la cura, abbiamo avviato la ricerca sul patrimonio genetico e ora vogliamo far conoscere sempre di più questi alberi ai cittadini. I nostri giganti verdi sono monumenti viventi: proteggerli significa conservare una parte dell'identità del Friuli Venezia Giulia e consegnarla alle generazioni che verranno", ha concluso l'assessore. ARC/Com/pph