Tavolo di monitoraggio dell'area udinese. "L'autonomia degli
istituti va conciliata con la necessità di garantire agli
studenti di tutto il territorio un servizio di trasporto efficace"
Trieste, 25 set - "Garantire agli studenti la possibilità di
raggiungere gli istituti scolastici attraverso un servizio di
trasporto pubblico efficace è una priorità. Dal confronto di oggi
è emersa con chiarezza la necessità di lavorare insieme per
trovare una maggiore conciliazione tra i diversi orari scolastici
e l'organizzazione del trasporto pubblico extraurbano. Regione,
azienda di trasporto e istituti devono quindi continuare questo
lavoro comune, nel rispetto dell'autonomia scolastica, ma con
l'obiettivo condiviso di garantire il diritto alla mobilità degli
studenti indipendentemente dal Comune nel quale risiedono".
Lo ha affermato l'assessore regionale alle Infrastrutture e
Territorio Cristina Amirante al termine del tavolo di
monitoraggio che ha coinvolto la Regione Friuli Venezia Giulia,
con la Direzione centrale Infrastrutture e Territorio, TPL FVG
Scarl con Arriva Udine e gli istituti scolastici dell'area
udinese.
L'incontro si è svolto in modalità da remoto proprio per
consentire la più ampia partecipazione possibile e analizzare
puntualmente le numerose segnalazioni pervenute in questa prima
fase dell'anno scolastico relative alle difficoltà riscontrate su
alcune tratte, in particolare quelle del servizio extraurbano
utilizzato quotidianamente da migliaia di studenti per
raggiungere Udine.
Le difficoltà registrate quest'anno, come ha spiegato Amirante,
derivano dalla diversa organizzazione adottata dagli istituti
scolastici tra settimana corta su 5 giorni di lezione e settimana
lunga su 6 giorni, a differenza dello scorso anno scolastico in
cui tutti i plessi operavano su sei giorni. Questa variazione ha
determinato la necessità di riprogrammare radicalmente gli orari
dei servizi, che non potranno più tornare a essere quelli di
prima. La scelta di molte scuole di passare al modello sui cinque
giorni comporta infatti un orario di uscita mediamente più
tardivo rispetto a quello degli istituti strutturati su sei
giorni".
Nel corso del confronto sono state analizzate le diverse
criticità e le esigenze rappresentate dagli istituti. È emerso
come uno degli elementi principali sia costituito dalla forte
differenziazione degli orari di ingresso e soprattutto di uscita
dalle scuole, conseguenza delle differenti organizzazioni
didattiche adottate dagli istituti nell'ambito della propria
autonomia.
"Il problema che dobbiamo affrontare - ha spiegato Amirante - è
estremamente concreto. Non possiamo pensare a un autobus diverso
per ogni singolo orario di uscita di ciascun istituto. Il
trasporto pubblico deve riuscire a servire una pluralità di
scuole e di territori e, per farlo in maniera efficiente, ha
bisogno di individuare alcune fasce orarie che consentano di
aggregare la domanda e organizzare adeguatamente le corse".
La complessità è particolarmente evidente nel territorio udinese,
caratterizzato da un bacino extraurbano molto ampio. Ogni mattina
gli studenti convergono verso Udine provenendo da territori molto
diversi: dalle Valli del Natisone alla Carnia, dalla Bassa
friulana fino all'area settentrionale del Pordenonese
Spilimberghese. Al termine delle lezioni lo stesso sistema deve
funzionare in senso inverso, riportando gli studenti verso le
rispettive comunità.
"È un sistema che potremmo definire centripeto al mattino e
centrifugo all'uscita dalle scuole - ha osservato Amirante - e
che deve quindi riuscire a coordinare un numero elevatissimo di
origini, destinazioni e orari. Se ogni istituto adotta
articolazioni orarie significativamente differenti diventa
estremamente complesso costruire un servizio extraurbano capace
di rispondere contemporaneamente a tutte le necessità".
Da qui la disponibilità manifestata durante il tavolo dagli
istituti scolastici a proseguire il confronto per verificare la
possibilità di individuare una maggiore armonizzazione delle
fasce orarie, senza mettere in discussione l'autonomia
organizzativa delle singole scuole.
"Accogliamo con grande interesse questa disponibilità - ha
sottolineato l'assessore - perché il tavolo non nasce per
stabilire responsabilità, ma per risolvere problemi. L'autonomia
scolastica è un principio che va rispettato, così come deve
essere rispettata la necessità delle scuole di organizzare la
propria attività didattica. Allo stesso tempo dobbiamo trovare
una sintesi con un servizio pubblico che deve trasportare
contemporaneamente studenti provenienti da decine di Comuni".
La Regione ha ribadito la propria disponibilità a svolgere un
ruolo di coordinamento e raccordo tra istituti scolastici e
gestore del servizio, verificando insieme a TPL FVG e Arriva
Udine gli adeguamenti tecnicamente realizzabili sulla rete e,
parallelamente, lavorando con le scuole per ridurre, dove
possibile, le incompatibilità tra gli orari.
Il trasporto pubblico locale automobilistico regionale è
organizzato attraverso il contratto di servizio con TPL FVG
Scarl, gestore unico del bacino regionale, che comprende i
servizi urbani ed extraurbani e rappresenta uno dei principali
impegni finanziari della Regione nel settore della mobilità.
"La Regione destina ogni anno risorse pubbliche molto rilevanti
al trasporto pubblico locale - ha evidenziato Amirante - proprio
perché consideriamo la mobilità un servizio essenziale. A maggior
ragione abbiamo il dovere di utilizzare queste risorse nel modo
più efficace possibile e di intervenire quando emergono
criticità, cercando soluzioni attraverso il confronto tra tutti i
soggetti coinvolti".
Particolare attenzione è stata posta durante l'incontro al
principio della parità di accesso all'istruzione tra chi vive nei
centri urbani e chi risiede nei territori più periferici.
"Uno studente che vive in Carnia, nelle Valli del Natisone, nella
Bassa friulana o in un altro Comune distante da Udine - ha
concluso Amirante - deve poter frequentare la scuola scelta
potendo contare su un sistema di mobilità pubblica adeguato. È
anche una questione di equità territoriale: vivere lontano dal
capoluogo non può significare avere minori possibilità di accesso
alla scuola. Per raggiungere questo obiettivo serve però la
collaborazione di tutti. Il tavolo di oggi ha mostrato una
disponibilità concreta da parte degli istituti, del gestore e
della Regione. Ora dobbiamo trasformare questa disponibilità in
soluzioni organizzative che rendano il servizio più efficace per
gli studenti e per le loro famiglie".
ARC/COM/gg