Notizie dalla Giunta


25.09.2026 16:41

Tpl: Amirante, con scuole al lavoro per conciliare orari e trasporto

Tavolo di monitoraggio dell'area udinese. "L'autonomia degli istituti va conciliata con la necessità di garantire agli studenti di tutto il territorio un servizio di trasporto efficace"
Trieste, 25 set - "Garantire agli studenti la possibilità di raggiungere gli istituti scolastici attraverso un servizio di trasporto pubblico efficace è una priorità. Dal confronto di oggi è emersa con chiarezza la necessità di lavorare insieme per trovare una maggiore conciliazione tra i diversi orari scolastici e l'organizzazione del trasporto pubblico extraurbano. Regione, azienda di trasporto e istituti devono quindi continuare questo lavoro comune, nel rispetto dell'autonomia scolastica, ma con l'obiettivo condiviso di garantire il diritto alla mobilità degli studenti indipendentemente dal Comune nel quale risiedono".
Lo ha affermato l'assessore regionale alle Infrastrutture e Territorio Cristina Amirante al termine del tavolo di monitoraggio che ha coinvolto la Regione Friuli Venezia Giulia, con la Direzione centrale Infrastrutture e Territorio, TPL FVG Scarl con Arriva Udine e gli istituti scolastici dell'area udinese.
L'incontro si è svolto in modalità da remoto proprio per consentire la più ampia partecipazione possibile e analizzare puntualmente le numerose segnalazioni pervenute in questa prima fase dell'anno scolastico relative alle difficoltà riscontrate su alcune tratte, in particolare quelle del servizio extraurbano utilizzato quotidianamente da migliaia di studenti per raggiungere Udine.
Le difficoltà registrate quest'anno, come ha spiegato Amirante, derivano dalla diversa organizzazione adottata dagli istituti scolastici tra settimana corta su 5 giorni di lezione e settimana lunga su 6 giorni, a differenza dello scorso anno scolastico in cui tutti i plessi operavano su sei giorni. Questa variazione ha determinato la necessità di riprogrammare radicalmente gli orari dei servizi, che non potranno più tornare a essere quelli di prima. La scelta di molte scuole di passare al modello sui cinque giorni comporta infatti un orario di uscita mediamente più tardivo rispetto a quello degli istituti strutturati su sei giorni".
Nel corso del confronto sono state analizzate le diverse criticità e le esigenze rappresentate dagli istituti. È emerso come uno degli elementi principali sia costituito dalla forte differenziazione degli orari di ingresso e soprattutto di uscita dalle scuole, conseguenza delle differenti organizzazioni didattiche adottate dagli istituti nell'ambito della propria autonomia.
"Il problema che dobbiamo affrontare - ha spiegato Amirante - è estremamente concreto. Non possiamo pensare a un autobus diverso per ogni singolo orario di uscita di ciascun istituto. Il trasporto pubblico deve riuscire a servire una pluralità di scuole e di territori e, per farlo in maniera efficiente, ha bisogno di individuare alcune fasce orarie che consentano di aggregare la domanda e organizzare adeguatamente le corse".
La complessità è particolarmente evidente nel territorio udinese, caratterizzato da un bacino extraurbano molto ampio. Ogni mattina gli studenti convergono verso Udine provenendo da territori molto diversi: dalle Valli del Natisone alla Carnia, dalla Bassa friulana fino all'area settentrionale del Pordenonese Spilimberghese. Al termine delle lezioni lo stesso sistema deve funzionare in senso inverso, riportando gli studenti verso le rispettive comunità.
"È un sistema che potremmo definire centripeto al mattino e centrifugo all'uscita dalle scuole - ha osservato Amirante - e che deve quindi riuscire a coordinare un numero elevatissimo di origini, destinazioni e orari. Se ogni istituto adotta articolazioni orarie significativamente differenti diventa estremamente complesso costruire un servizio extraurbano capace di rispondere contemporaneamente a tutte le necessità".
Da qui la disponibilità manifestata durante il tavolo dagli istituti scolastici a proseguire il confronto per verificare la possibilità di individuare una maggiore armonizzazione delle fasce orarie, senza mettere in discussione l'autonomia organizzativa delle singole scuole.
"Accogliamo con grande interesse questa disponibilità - ha sottolineato l'assessore - perché il tavolo non nasce per stabilire responsabilità, ma per risolvere problemi. L'autonomia scolastica è un principio che va rispettato, così come deve essere rispettata la necessità delle scuole di organizzare la propria attività didattica. Allo stesso tempo dobbiamo trovare una sintesi con un servizio pubblico che deve trasportare contemporaneamente studenti provenienti da decine di Comuni".
La Regione ha ribadito la propria disponibilità a svolgere un ruolo di coordinamento e raccordo tra istituti scolastici e gestore del servizio, verificando insieme a TPL FVG e Arriva Udine gli adeguamenti tecnicamente realizzabili sulla rete e, parallelamente, lavorando con le scuole per ridurre, dove possibile, le incompatibilità tra gli orari.
Il trasporto pubblico locale automobilistico regionale è organizzato attraverso il contratto di servizio con TPL FVG Scarl, gestore unico del bacino regionale, che comprende i servizi urbani ed extraurbani e rappresenta uno dei principali impegni finanziari della Regione nel settore della mobilità.
"La Regione destina ogni anno risorse pubbliche molto rilevanti al trasporto pubblico locale - ha evidenziato Amirante - proprio perché consideriamo la mobilità un servizio essenziale. A maggior ragione abbiamo il dovere di utilizzare queste risorse nel modo più efficace possibile e di intervenire quando emergono criticità, cercando soluzioni attraverso il confronto tra tutti i soggetti coinvolti".
Particolare attenzione è stata posta durante l'incontro al principio della parità di accesso all'istruzione tra chi vive nei centri urbani e chi risiede nei territori più periferici.
"Uno studente che vive in Carnia, nelle Valli del Natisone, nella Bassa friulana o in un altro Comune distante da Udine - ha concluso Amirante - deve poter frequentare la scuola scelta potendo contare su un sistema di mobilità pubblica adeguato. È anche una questione di equità territoriale: vivere lontano dal capoluogo non può significare avere minori possibilità di accesso alla scuola. Per raggiungere questo obiettivo serve però la collaborazione di tutti. Il tavolo di oggi ha mostrato una disponibilità concreta da parte degli istituti, del gestore e della Regione. Ora dobbiamo trasformare questa disponibilità in soluzioni organizzative che rendano il servizio più efficace per gli studenti e per le loro famiglie". ARC/COM/gg