Istruzione: Rosolen, ITS Economia circolare risponde a forte domanda
Trieste, 15 set - "Il sistema ITS ha dimostrato velocità
nell'adeguarsi a un contesto economico e del lavoro in rapida
evoluzione e capacità di risposta alle esigenze delle imprese,
garantendo che ad esito del percorso formativo quasi il 93 per
cento dei ragazzi trovi un'occupazione: il percorso che viene
presentato oggi è dedicato alle nuove figure professionali
richieste dalle aziende del Friuli Venezia Giulia, in grado di
conoscere le normative trasversali in materia di tutela
ambientale ma anche di avere una preparazione pratica di alto
livello, specialisti capaci di porsi come ponte attivo tra le
aziende e gli enti di controllo per favorire l'innovazione di
processo e di prodotto." Così l'assessore regionale all'Istruzione, Lavoro, Università e
Ricerca, Alessia Rosolen, è intervenuta a Trieste presso la sede
della LifeTech ITS Academy per la presentazione del nuovo corso
di alta formazione tecnica post-diploma in "Circular Economy
Specialist". Si tratta di un percorso formativo biennale
fortemente sostenuto dalla Regione Friuli Venezia Giulia, ideato
per creare tecnici capaci di integrare competenze scientifiche e
normative per guidare la transizione ecologica del tessuto
industriale regionale. Il diploma consentirà di inserirsi all'interno di aziende,
impianti, laboratori e realtà che operano nella gestione delle
risorse e dei processi ambientali. I diplomati possono ricoprire posizioni tecniche in una vasta
gamma di ambiti professionali, tra cui quella di responsabile
tecnico della gestione ambientale, figura obbligatoria per le
imprese iscritte all'Albo nazionale gestori ambientali: il corso
prepara in modo mirato alla verifica di idoneità prevista per
tale figura ai fini dell'iscrizione all'Albo nazionale. Gli studenti e le studentesse acquisiranno competenze avanzate
nel recupero e nella valorizzazione dei rifiuti, nella
rigenerazione delle risorse, nell'uso di strumenti CAD e stampa
3D, e nelle analisi chimico-fisiche e microbiologiche per il
monitoraggio e la bonifica ambientale. Il percorso beneficia del sostegno della Regione, che assicura la
gratuità totale per le donne tramite voucher per l'incentivazione
delle competenze STEM e garantisce l'equiparazione degli studenti
ITS agli universitari per l'accesso ai servizi del diritto allo
studio Ardis e agli alloggi agevolati. Le iscrizioni al corso si chiuderanno il prossimo 5 ottobre.
L'accesso al percorso, a numero chiuso per un massimo di 25
partecipanti, prevede l'esame di selezione il 7 ottobre e l'avvio
delle lezioni a fine mese. La didattica comprende 2.000 ore
complessive, suddivise tra 1.250 ore di lezioni teoriche,
laboratori e visite guidate e 750 ore di stage aziendale.
Nel corso del suo intervento, l'esponente della Giunta ha
evidenziato come "la nascita degli ITS abbia sanato una
frammentazione, una storica mancanza di una connessione diretta
tra percorso universitario e mondo produttivo, garantendo una
formazione di quinto livello EQF e integrando in un'unica filiera
la scuola secondaria di secondo grado, la formazione
professionale e l'università, offrendo una risposta concreta alla
forte esigenza occupazionale del territorio". Confermando la centralità della formazione tecnica nelle
strategie economiche e di bilancio della Regione, Rosolen ha
affermato che "nei prossimi due anni la Regione investirà circa
15 milioni di euro nei percorsi ITS, compreso il diritto allo
studio, confermando così la scelta del Friuli Venezia Giulia di
essere l'unica Regione in Italia ad equiparare gli studenti degli
Istituti Tecnologici Superiori a quelli universitari". La presentazione del corso è stata preceduta dagli interventi del
presidente del LifeTech ITS Academy Alberto Steindler, della
dirigente scolastica dell'Istituto statale A.Volta, partner di
LifeTech, Igea Cuccia, e della dirigente dell'ITS G.
Deledda-M.Fabiani Tiziana Napolitano e ha visto poi confrontarsi
nella tavola rotonda "Circular Economy Specialist. Dalle esigenze
del territorio alle professioni del futuro" istituzioni, imprese
e università per fare sistema e avviare sinergie virtuose al fine
di rispondere concretamente alla crescente richiesta di
professionalità qualificate in ambito ambientale per affrontare
la transizione ecologica. Ciò che è emerso è la necessità di integrare scienza, tecnologia
e normative. I moderni processi di transizione richiedono figure
tecniche capaci di unire solide competenze scientifiche e
tecnologiche (come analisi chimico-fisiologiche, prototipazione,
ecc.) a una profonda conoscenza delle normative e degli aspetti
autorizzativi legati all'ambiente. Serve, cioè, una figura di
raccordo tra "controllore" e "controllato", capace di fare da
ponte tra le imprese e le istituzioni di controllo (quali ARPA o
NOAVA), interpretare le esigenze operative delle aziende e,
contemporaneamente, comprendere il quadro normativo degli
organismi di vigilanza, trasformando il controllo in un percorso
di confronto costruttivo e miglioramento continuo.
ARC/EP/gg
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