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15.09.2026 12:11

Istruzione: Rosolen, ITS Economia circolare risponde a forte domanda

Trieste, 15 set - "Il sistema ITS ha dimostrato velocità nell'adeguarsi a un contesto economico e del lavoro in rapida evoluzione e capacità di risposta alle esigenze delle imprese, garantendo che ad esito del percorso formativo quasi il 93 per cento dei ragazzi trovi un'occupazione: il percorso che viene presentato oggi è dedicato alle nuove figure professionali richieste dalle aziende del Friuli Venezia Giulia, in grado di conoscere le normative trasversali in materia di tutela ambientale ma anche di avere una preparazione pratica di alto livello, specialisti capaci di porsi come ponte attivo tra le aziende e gli enti di controllo per favorire l'innovazione di processo e di prodotto."
Così l'assessore regionale all'Istruzione, Lavoro, Università e Ricerca, Alessia Rosolen, è intervenuta a Trieste presso la sede della LifeTech ITS Academy per la presentazione del nuovo corso di alta formazione tecnica post-diploma in "Circular Economy Specialist". Si tratta di un percorso formativo biennale fortemente sostenuto dalla Regione Friuli Venezia Giulia, ideato per creare tecnici capaci di integrare competenze scientifiche e normative per guidare la transizione ecologica del tessuto industriale regionale.
Il diploma consentirà di inserirsi all'interno di aziende, impianti, laboratori e realtà che operano nella gestione delle risorse e dei processi ambientali.
I diplomati possono ricoprire posizioni tecniche in una vasta gamma di ambiti professionali, tra cui quella di responsabile tecnico della gestione ambientale, figura obbligatoria per le imprese iscritte all'Albo nazionale gestori ambientali: il corso prepara in modo mirato alla verifica di idoneità prevista per tale figura ai fini dell'iscrizione all'Albo nazionale.
Gli studenti e le studentesse acquisiranno competenze avanzate nel recupero e nella valorizzazione dei rifiuti, nella rigenerazione delle risorse, nell'uso di strumenti CAD e stampa 3D, e nelle analisi chimico-fisiche e microbiologiche per il monitoraggio e la bonifica ambientale.
Il percorso beneficia del sostegno della Regione, che assicura la gratuità totale per le donne tramite voucher per l'incentivazione delle competenze STEM e garantisce l'equiparazione degli studenti ITS agli universitari per l'accesso ai servizi del diritto allo studio Ardis e agli alloggi agevolati.
Le iscrizioni al corso si chiuderanno il prossimo 5 ottobre. L'accesso al percorso, a numero chiuso per un massimo di 25 partecipanti, prevede l'esame di selezione il 7 ottobre e l'avvio delle lezioni a fine mese. La didattica comprende 2.000 ore complessive, suddivise tra 1.250 ore di lezioni teoriche, laboratori e visite guidate e 750 ore di stage aziendale. Nel corso del suo intervento, l'esponente della Giunta ha evidenziato come "la nascita degli ITS abbia sanato una frammentazione, una storica mancanza di una connessione diretta tra percorso universitario e mondo produttivo, garantendo una formazione di quinto livello EQF e integrando in un'unica filiera la scuola secondaria di secondo grado, la formazione professionale e l'università, offrendo una risposta concreta alla forte esigenza occupazionale del territorio".
Confermando la centralità della formazione tecnica nelle strategie economiche e di bilancio della Regione, Rosolen ha affermato che "nei prossimi due anni la Regione investirà circa 15 milioni di euro nei percorsi ITS, compreso il diritto allo studio, confermando così la scelta del Friuli Venezia Giulia di essere l'unica Regione in Italia ad equiparare gli studenti degli Istituti Tecnologici Superiori a quelli universitari".
La presentazione del corso è stata preceduta dagli interventi del presidente del LifeTech ITS Academy Alberto Steindler, della dirigente scolastica dell'Istituto statale A.Volta, partner di LifeTech, Igea Cuccia, e della dirigente dell'ITS G. Deledda-M.Fabiani Tiziana Napolitano e ha visto poi confrontarsi nella tavola rotonda "Circular Economy Specialist. Dalle esigenze del territorio alle professioni del futuro" istituzioni, imprese e università per fare sistema e avviare sinergie virtuose al fine di rispondere concretamente alla crescente richiesta di professionalità qualificate in ambito ambientale per affrontare la transizione ecologica.
Ciò che è emerso è la necessità di integrare scienza, tecnologia e normative. I moderni processi di transizione richiedono figure tecniche capaci di unire solide competenze scientifiche e tecnologiche (come analisi chimico-fisiologiche, prototipazione, ecc.) a una profonda conoscenza delle normative e degli aspetti autorizzativi legati all'ambiente. Serve, cioè, una figura di raccordo tra "controllore" e "controllato", capace di fare da ponte tra le imprese e le istituzioni di controllo (quali ARPA o NOAVA), interpretare le esigenze operative delle aziende e, contemporaneamente, comprendere il quadro normativo degli organismi di vigilanza, trasformando il controllo in un percorso di confronto costruttivo e miglioramento continuo. ARC/EP/gg