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15.09.2026 11:55

Salute: Riccardi, rete oncologica tutela sicurezza e prossimità

"Gorizia e Monfalcone mantengono un ruolo centrale nella presa in carico dei pazienti"
Udine, 15 set - "La riorganizzazione della rete oncologica regionale risponde a criteri di sicurezza, appropriatezza e qualità delle cure definiti a livello nazionale. Nell'Isontino, Gorizia e Monfalcone mantengono un ruolo centrale nella presa in carico dei pazienti, mentre gli interventi chirurgici a maggiore complessità vengono concentrati nelle sedi che dispongono dei volumi di attività, delle competenze specialistiche e delle dotazioni necessarie a garantire i migliori standard assistenziali".
Lo ha affermato oggi in Consiglio regionale l'assessore alla Salute Riccardo Riccardi, rispondendo a un'interrogazione sulla riorganizzazione della rete oncologica nell'area isontina.
Come ha spiegato Riccardi, il Piano oncologico regionale recepisce un quadro programmatorio nazionale consolidato, dagli standard fissati dal decreto ministeriale 70 del 2015 al Piano oncologico nazionale 2023-2027, tenendo conto anche delle disposizioni contenute nel decreto ministeriale 77 del 2022.
"Le evidenze scientifiche - ha sottolineato l'assessore - indicano una correlazione tra elevati volumi di attività e riduzione della mortalità e della morbilità nelle principali procedure di chirurgia oncologica maggiore. La programmazione sanitaria deve quindi considerare l'intero contesto nel quale opera il professionista: organizzazione, multidisciplinarietà, tecnologie, dotazioni specialistiche e assistenza".
Riccardi ha evidenziato che la concentrazione della casistica oncologica più complessa "non comporta uno svuotamento funzionale degli ospedali di Gorizia e Monfalcone, che conservano competenze e attività chirurgiche e oncologiche ad alta prevalenza, nell'ambito di una rete integrata con l'hub di Trieste e con le altre strutture regionali".
L'assessore ha richiamato in particolare il principio della prossimità della presa in carico. Diagnostica, stadiazione, terapie oncologiche mediche, follow-up post-operatorio e riabilitazione continueranno a essere assicurati nelle strutture più vicine alla residenza del paziente. Il passaggio al centro hub riguarda la fase chirurgica nei casi di maggiore complessità.
"Per un paziente oncologico - ha rimarcato Riccardi - la prossimità assume un valore particolarmente importante nelle terapie che possono protrarsi per lunghi periodi. Ridurre gli spostamenti settimanali o mensili verso ospedali lontani dalla residenza permette di contenere anche quella che viene definita tossicità temporale delle cure".
La Regione favorisce inoltre l'integrazione delle équipe tra centri hub e spoke, permettendo ai professionisti dell'Isontino di mantenere e sviluppare competenze e training attraverso un modello di rete.
"Il dialogo tecnico con i professionisti e con le società scientifiche rimane aperto - ha concluso Riccardi -. La programmazione deve continuare a fondarsi sulle evidenze scientifiche più aggiornate e sulla riduzione del rischio clinico, ponendo al centro la sicurezza e le esigenze assistenziali dei cittadini del Friuli Venezia Giulia". ARC/PT/gg