Si tratta di Croseraz Val Bona e Pian dele Stele in Cansiglio e
Bosco Vintulins a Paularo
Pordenone, 14 set - "Esprimo soddisfazione per l'individuazione
di questi primi tre boschi vetusti di proprietà regionale
inseriti nella Rete nazionale, risultato di un'attività svolta in
sinergia dal Servizio foreste con l'Università degli Studi di
Udine e che porterà a ulteriori sviluppi con l'obiettivo di
consolidare la sostenibilità della gestione delle foreste sotto
tutti i punti di vista: produttivo, ambientale e sociale".
Lo afferma l'assessore regionale alle Risorse agroalimentari,
ittiche e forestali Stefano Zannier in merito all'inserimento
nella Rete nazionale dei Boschi vetusti di tre aree forestali di
proprietà della Regione Friuli Venezia Giulia. Si tratta di
Croseraz Val Bona, nel Comune di Budoia, e Pian dele Stele, nel
Comune di Polcenigo, entrambe nella foresta del Cansiglio nel
territorio pordenonese, e del Bosco Vintulins, nella foresta di
Forchiutta, nel Comune di Paularo, in territorio udinese.
I boschi vetusti sono ecosistemi forestali caratterizzati dalla
presenza di specie autoctone e da un'evoluzione naturale
protratta per oltre sessant'anni senza significative interferenze
antropiche. Si tratta di ambienti di particolare valore
naturalistico e scientifico, ricchi di biodiversità e nei quali
convivono piante secolari, giovani individui, alberi adulti,
fusti senescenti e legno morto. La loro tutela si inserisce in
una gestione complessiva e sostenibile del patrimonio forestale,
che comprende anche le utilizzazioni boschive. Il legno
rappresenta infatti una materia prima rinnovabile di rilievo per
l'economia, impiegata in numerosi settori, dall'arredo
all'edilizia fino alla produzione di strumenti musicali, e
contribuisce allo stoccaggio duraturo dell'anidride carbonica.
Il percorso, avviato a seguito del decreto legislativo 34 del
2018 e delle successive linee guida ministeriali approvate nel
2021, è entrato nella fase operativa nel 2022, quando il
Ministero ha assegnato alle Regioni specifiche risorse destinate
all'individuazione dei boschi vetusti. La Regione, attraverso il
Servizio foreste, ha quindi stipulato una convenzione con il
Dipartimento di Scienze agroalimentari, ambientali e animali
dell'Università di Udine per lo svolgimento delle attività
tecniche necessarie all'identificazione delle aree.
Per giungere a questo risultato, il lavoro ha riguardato
l'analisi dei Piani di gestione forestale, dei Piani di gestione
di parchi e riserve regionali, di studi e ricerche scientifiche,
di fonti storiche e archivistiche, oltre al confronto con
professionisti, Comuni, enti parco e gestori delle aree naturali
protette. La ricerca ha inoltre utilizzato banche dati regionali
e dati lidar per individuare ulteriori popolamenti forestali
potenzialmente vetusti. Con la delibera della Giunta regionale
del primo agosto 2025, l'Amministrazione regionale ha recepito i
risultati del lavoro, individuando le tre aree da proporre per
l'inserimento nella Rete nazionale e un quarto sito quale bosco
potenzialmente vetusto. La definitiva pubblicazione in Gazzetta
Ufficiale del 17 agosto 2026 ha formalizzato l'ingresso dei tre
boschi friulani nella Rete nazionale.
"I prossimi passi - conclude Zannier - saranno rivolti ad
ampliare ulteriormente la rete regionale e nazionale dei boschi
vetusti, coinvolgendo altre proprietà forestali e proseguendo il
lavoro coordinato dal Servizio foreste con la collaborazione
tecnica dell'Università di Udine".
ARC/AL/ma
L'assessore regionale alle Risorse agroalimentari, ittiche e forestali Stefano Zannier
Uno scorcio del bosco di Vintulins a Paularo
Uno scorcio del bosco di Croseraz Val Bona nel Cansiglio
Uno scorcio del bosco di Pian dele Stele in Cansiglio