Trasferimento tecnologico, formazione, capitale umano al centro
della strategia regionale per rafforzare la competitività del
sistema produttivo.
Udine, 7 set - "L'innovazione non è soltanto una questione
tecnologica, è una trasformazione profonda della nostra società e
del modo in cui produciamo, lavoriamo e costruiamo il futuro. Il
compito dell'Amministrazione regionale è creare le condizioni
perché l'innovazione sia accessibile alle imprese, soprattutto
alle piccole, perché le competenze possano trasferirsi dai luoghi
della formazione al sistema produttivo e perché il talento che
formiamo possa trovare in Friuli Venezia Giulia opportunità di
lavoro qualificato e adeguatamente retribuito".
Lo ha affermato l'assessore regionale al Lavoro, formazione,
istruzione, ricerca, università e famiglia della Regione Friuli
Venezia Giulia Alessia Rosolen, intervenendo questo pomeriggio al
workshop 'Tecnologie innovative e sostenibilità nei sistemi
manifatturieri avanzati', a palazzo Garzolini di Toppo
Wassermann, a Udine, portando i saluti del governatore
Massimiliano Fedriga.
L'iniziativa, organizzata dall'Associazione italiana delle
tecnologie manifatturiere (Aitem) e dal dipartimento Politecnico
di ingegneria ed architettura dell'Università degli Studi di
Udine, in occasione dell'assemblea soci annuale, ha posto al
centro il rapporto tra innovazione, sostenibilità e competitività
del sistema manifatturiero. "Il Friuli Venezia Giulia - ha
sottolineato Rosolen - ha un sistema manifatturiero forte,
caratterizzato sia da grandi imprese e di filiere di eccellenza,
sia da un tessuto composto in larga parte da piccole e micro
imprese. Se vogliamo continuare a competere, dobbiamo fare in
modo che anche queste realtà possano avere accesso al
trasferimento tecnologico, ai 'test before invest', alle
competenze e alle consulenze necessarie per accompagnare i
processi di innovazione. È questa una delle responsabilità che la
Regione ha assunto e che intendiamo rafforzare".
"La vera sfida - ha continuato l'esponente della Giunta regionale
- è costruire un ecosistema nel quale università, imprese, parchi
scientifici e tecnologici, cluster e istituzioni lavorino come
una rete, mettendo in comune competenze, infrastrutture e
opportunità. La Regione sta lavorando in questa direzione
sostenendo il sistema universitario, la rete Inest
(Interconnected Nord-Est Innovation Ecosystem), i parchi
scientifici e tecnologici, i cluster e le filiere produttive".
Rosolen ha quindi richiamato la necessità di superare una visione
tradizionale dei cluster: "Le nuove tecnologie e le nuove sfide
impongono di mettere in relazione settori e competenze
differenti. È quello che stiamo facendo, ad esempio, attraverso
l'evoluzione del sistema legato al mare, aprendolo alle
connessioni con aerospazio, energia e altri ambiti strategici.
L'innovazione nasce sempre più dall'intersezione tra competenze
diverse".
Un approccio che, secondo l'assessore, deve avere anche una
dimensione territoriale più ampia: "Dobbiamo essere capaci di
costruire vere e proprie 'valli dell'innovazione', come indica
anche la strategia europea, superando i confini amministrativi e
mettendo in rete infrastrutture, competenze, docenti, studenti e
ricercatori. La dimensione regionale è fondamentale, ma non può
essere un limite quando la sfida è quella della competitività
internazionale".
Al centro della strategia regionale c'è quindi il capitale umano.
"Nessuna politica dell'innovazione - ha evidenziato Rosolen - può
prescindere dalle persone. Il capitale umano è la vera
infrastruttura sulla quale si costruisce il futuro del nostro
sistema produttivo. Per questo dobbiamo continuare a investire
nella formazione continua e nei percorsi di riqualificazione,
costruendo filiere formative capaci di rispondere concretamente
alle trasformazioni tecnologiche e ai fabbisogni delle imprese".
In questo quadro, "il raccordo tra università, ITS Academy e
imprese è determinante. Il trasferimento tecnologico si compie
davvero quando le competenze entrano nelle aziende e diventano
innovazione, produttività e crescita".
Da qui la necessità, ha evidenziato Rosolen, di affrontare anche
la questione occupazionale come "una vera priorità politica".
"Nei prossimi 6-8 anni il Friuli Venezia Giulia dovrà riuscire a
immettere nel mercato del lavoro 45mila nuove persone soltanto
per mantenere stabile l'attuale tasso di occupazione. Dobbiamo
quindi aumentare la partecipazione dei giovani, delle donne e di
tutte le persone che oggi sono ancora fuori dal mercato del
lavoro. E dobbiamo soprattutto essere capaci di trattenere i
giovani che formiamo - ha rimarcato l'assessore -".
"Negli ultimi dieci anni circa 10mila giovani hanno lasciato il
Friuli Venezia Giulia. Non possiamo limitarci a formarli per poi
accompagnarli, di fatto, verso altre regioni o altri Paesi. Non è
una battaglia autarchica e non significa limitare la libertà di
movimento delle persone: significa costruire le condizioni perché
chi ha acquisito competenze possa scegliere di restare, tornare o
investire professionalmente in questo territorio".
In questa prospettiva si inserisce il sostegno regionale al
sistema universitario. "Negli ultimi anni abbiamo garantito un
forte investimento sui dottorati di ricerca, con quasi 400
percorsi garantiti e abbiamo previsto ulteriori 6 milioni di euro
per il prossimo biennio. Ma l'investimento sulla formazione deve
trovare una risposta concreta nel mondo produttivo".
La stessa logica guida le misure regionali per favorire
l'attrazione e la permanenza dei talenti. "Con la norma Talenti -
ha ricordato l'assessore - abbiamo scelto di sostenere sia le
imprese che assumono personale qualificato, sia rendendo il
territorio più attrattivo per le persone. Perché la competizione
non è più soltanto tra imprese: è una competizione tra territori
per le competenze, per i giovani e per le persone capaci di
generare innovazione".
"Su questi assi - ha concluso l'assessore Rosolen - deve muoversi
la politica regionale: reti sempre più forti per l'innovazione e
il trasferimento tecnologico, formazione capace di accompagnare
le trasformazioni, un sistema universitario e dell'alta
formazione sempre più integrato con le imprese e, soprattutto, un
lavoro concreto sul capitale umano. Perché sono le persone a
produrre le idee, e sono le idee a trasformare la società e il
nostro sistema produttivo. Questa è la sfida che abbiamo davanti
e sulla quale il Friuli Venezia Giulia vuole continuare a giocare
un ruolo da protagonista".
Presenti all'evento anche il rettore dell'Università degli Studi
di Udine Angelo Montanari, il direttore del dipartimento
Politecnico di ingegneria e architettura Alessandro Gasparetto,
il presidente dell'Aitem Antonino Squillace, il sindaco di Udine
Alberto Felice De Toni, il presidente di Confindustria Udine
Luigino Pozzo.
ARC/GIM/al
L'assessore regionale al Lavoro, formazione, istruzione, ricerca, università e famiglia della Regione Friuli Venezia Giulia Alessia Rosolen.
L'assessore regionale al Lavoro, formazione, istruzione, ricerca, università e famiglia della Regione Friuli Venezia Giulia Alessia Rosolen.
La platea del workshop 'Tecnologie innovative e sostenibilità nei sistemi manifatturieri avanzati', a palazzo Garzolini di Toppo Wassermann, a Udine.