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07.09.2026 17:04

Innovazione: Rosolen, Regione investe su competenze, imprese e talenti

Trasferimento tecnologico, formazione, capitale umano al centro della strategia regionale per rafforzare la competitività del sistema produttivo.
Udine, 7 set - "L'innovazione non è soltanto una questione tecnologica, è una trasformazione profonda della nostra società e del modo in cui produciamo, lavoriamo e costruiamo il futuro. Il compito dell'Amministrazione regionale è creare le condizioni perché l'innovazione sia accessibile alle imprese, soprattutto alle piccole, perché le competenze possano trasferirsi dai luoghi della formazione al sistema produttivo e perché il talento che formiamo possa trovare in Friuli Venezia Giulia opportunità di lavoro qualificato e adeguatamente retribuito".
Lo ha affermato l'assessore regionale al Lavoro, formazione, istruzione, ricerca, università e famiglia della Regione Friuli Venezia Giulia Alessia Rosolen, intervenendo questo pomeriggio al workshop 'Tecnologie innovative e sostenibilità nei sistemi manifatturieri avanzati', a palazzo Garzolini di Toppo Wassermann, a Udine, portando i saluti del governatore Massimiliano Fedriga.
L'iniziativa, organizzata dall'Associazione italiana delle tecnologie manifatturiere (Aitem) e dal dipartimento Politecnico di ingegneria ed architettura dell'Università degli Studi di Udine, in occasione dell'assemblea soci annuale, ha posto al centro il rapporto tra innovazione, sostenibilità e competitività del sistema manifatturiero. "Il Friuli Venezia Giulia - ha sottolineato Rosolen - ha un sistema manifatturiero forte, caratterizzato sia da grandi imprese e di filiere di eccellenza, sia da un tessuto composto in larga parte da piccole e micro imprese. Se vogliamo continuare a competere, dobbiamo fare in modo che anche queste realtà possano avere accesso al trasferimento tecnologico, ai 'test before invest', alle competenze e alle consulenze necessarie per accompagnare i processi di innovazione. È questa una delle responsabilità che la Regione ha assunto e che intendiamo rafforzare".
"La vera sfida - ha continuato l'esponente della Giunta regionale - è costruire un ecosistema nel quale università, imprese, parchi scientifici e tecnologici, cluster e istituzioni lavorino come una rete, mettendo in comune competenze, infrastrutture e opportunità. La Regione sta lavorando in questa direzione sostenendo il sistema universitario, la rete Inest (Interconnected Nord-Est Innovation Ecosystem), i parchi scientifici e tecnologici, i cluster e le filiere produttive".
Rosolen ha quindi richiamato la necessità di superare una visione tradizionale dei cluster: "Le nuove tecnologie e le nuove sfide impongono di mettere in relazione settori e competenze differenti. È quello che stiamo facendo, ad esempio, attraverso l'evoluzione del sistema legato al mare, aprendolo alle connessioni con aerospazio, energia e altri ambiti strategici. L'innovazione nasce sempre più dall'intersezione tra competenze diverse".
Un approccio che, secondo l'assessore, deve avere anche una dimensione territoriale più ampia: "Dobbiamo essere capaci di costruire vere e proprie 'valli dell'innovazione', come indica anche la strategia europea, superando i confini amministrativi e mettendo in rete infrastrutture, competenze, docenti, studenti e ricercatori. La dimensione regionale è fondamentale, ma non può essere un limite quando la sfida è quella della competitività internazionale".
Al centro della strategia regionale c'è quindi il capitale umano. "Nessuna politica dell'innovazione - ha evidenziato Rosolen - può prescindere dalle persone. Il capitale umano è la vera infrastruttura sulla quale si costruisce il futuro del nostro sistema produttivo. Per questo dobbiamo continuare a investire nella formazione continua e nei percorsi di riqualificazione, costruendo filiere formative capaci di rispondere concretamente alle trasformazioni tecnologiche e ai fabbisogni delle imprese". In questo quadro, "il raccordo tra università, ITS Academy e imprese è determinante. Il trasferimento tecnologico si compie davvero quando le competenze entrano nelle aziende e diventano innovazione, produttività e crescita".
Da qui la necessità, ha evidenziato Rosolen, di affrontare anche la questione occupazionale come "una vera priorità politica". "Nei prossimi 6-8 anni il Friuli Venezia Giulia dovrà riuscire a immettere nel mercato del lavoro 45mila nuove persone soltanto per mantenere stabile l'attuale tasso di occupazione. Dobbiamo quindi aumentare la partecipazione dei giovani, delle donne e di tutte le persone che oggi sono ancora fuori dal mercato del lavoro. E dobbiamo soprattutto essere capaci di trattenere i giovani che formiamo - ha rimarcato l'assessore -".
"Negli ultimi dieci anni circa 10mila giovani hanno lasciato il Friuli Venezia Giulia. Non possiamo limitarci a formarli per poi accompagnarli, di fatto, verso altre regioni o altri Paesi. Non è una battaglia autarchica e non significa limitare la libertà di movimento delle persone: significa costruire le condizioni perché chi ha acquisito competenze possa scegliere di restare, tornare o investire professionalmente in questo territorio".
In questa prospettiva si inserisce il sostegno regionale al sistema universitario. "Negli ultimi anni abbiamo garantito un forte investimento sui dottorati di ricerca, con quasi 400 percorsi garantiti e abbiamo previsto ulteriori 6 milioni di euro per il prossimo biennio. Ma l'investimento sulla formazione deve trovare una risposta concreta nel mondo produttivo".
La stessa logica guida le misure regionali per favorire l'attrazione e la permanenza dei talenti. "Con la norma Talenti - ha ricordato l'assessore - abbiamo scelto di sostenere sia le imprese che assumono personale qualificato, sia rendendo il territorio più attrattivo per le persone. Perché la competizione non è più soltanto tra imprese: è una competizione tra territori per le competenze, per i giovani e per le persone capaci di generare innovazione".
"Su questi assi - ha concluso l'assessore Rosolen - deve muoversi la politica regionale: reti sempre più forti per l'innovazione e il trasferimento tecnologico, formazione capace di accompagnare le trasformazioni, un sistema universitario e dell'alta formazione sempre più integrato con le imprese e, soprattutto, un lavoro concreto sul capitale umano. Perché sono le persone a produrre le idee, e sono le idee a trasformare la società e il nostro sistema produttivo. Questa è la sfida che abbiamo davanti e sulla quale il Friuli Venezia Giulia vuole continuare a giocare un ruolo da protagonista".
Presenti all'evento anche il rettore dell'Università degli Studi di Udine Angelo Montanari, il direttore del dipartimento Politecnico di ingegneria e architettura Alessandro Gasparetto, il presidente dell'Aitem Antonino Squillace, il sindaco di Udine Alberto Felice De Toni, il presidente di Confindustria Udine Luigino Pozzo. ARC/GIM/al