Memoria: Scoccimarro, 40esimo ricordo militari caduti sul Carso
Trieste, 6 set - "Ricordare i giovani militari che persero la
vita durante un'attività di addestramento sul Carso significa
ricordare ragazzi di diciotto o diciannove anni ai quali,
nonostante la giovanissima età, venivano affidate responsabilità
importanti. Anch'io ho indossato quella divisa e quella cravatta
rossa e questo ricordo appartiene anche alla mia esperienza
personale e alla mia generazione". Lo ha detto oggi a Trieste l'assessore regionale alla Difesa
dell'ambiente Fabio Scoccimarro in occasione della cerimonia
commemorativa in memoria di tre commilitoni del 1° Battaglione
Fanteria Motorizzato "San Giusto" che persero la vita in attività
addestrativa a causa di un incidente nel 1986. Come ha ricordato il rappresentante della Giunta, l'esperienza
sotto le armi insegnava presto disciplina, responsabilità,
rispetto delle regole e soprattutto fiducia nel compagno che
avevamo accanto. "I ragazzi che oggi ricordiamo - ha aggiunto l'assessore - erano
preparati e addestrati e proprio per questo il loro sacrificio
merita rispetto e memoria". "In relazione a ciò - ha detto Scoccimarro -, non penso
necessariamente al ritorno del servizio militare così come lo
abbiamo conosciuto noi. Credo però che ai giovani possa fare bene
un'esperienza di servizio alla comunità, civile o militare,
capace di responsabilizzarli e di trasmettere autonomia, spirito
di sacrificio, solidarietà e senso di appartenenza". L'assessore ha poi richiamato il contributo offerto dai militari
italiani nelle missioni internazionali. "Penso - ha affermato
Scoccimarro - in particolare al Libano, dove i nostri uomini
hanno saputo conquistare rispetto e considerazione grazie a
professionalità, equilibrio e umanità. È la dimostrazione del
valore di una preparazione che non era soltanto militare, ma
anche umana". Un significato particolare ha assunto inoltre il gesto
dell'Associazione Cravatte Rosse di San Giusto che, in occasione
della successiva Santa Messa, ha deposto dei fiori davanti al
cippo che ricorda i caduti appartenenti alla minoranza slovena.
"È stato un gesto semplice ma di grande valore simbolico - ha
sottolineato Scoccimarro -. Su questa terra uomini di epoche
diverse sono morti sotto divise e bandiere differenti: alcuni
caduti della Prima guerra mondiale indossavano l'uniforme
austro-ungarica, mentre due caduti della Seconda non vestivano la
divisa dell'Esercito italiano. Rendere loro omaggio significa
riconoscere il valore della memoria al di là delle appartenenze a
chi ha perso la vita combattendo in tempo di guerra. Infine, l'assessore ha ringraziato le Associazioni d'Arma, le
Cravatte Rosse e le altre realtà del mondo grigioverde che
continuano a custodire la memoria, "il che non significa vivere
nel passato, ma trasmetterne alle nuove generazioni i valori
migliori. A queste associazioni va il mio grazie personale e
quello della Regione".
ARC/COM/gg
L'assessore Scoccimarro durante la cerimonia a fianco del sindaco di Trieste Roberto Dipiazza
L'assessore Scoccimarro durante la cerimonia
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