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05.09.2026 14:52

Eventi: Riccardi, lezione ed esempio di monsignor Faidutti

L'assessore alla conferenza dedicata alla figura dell'ecclesiastico e diplomatico friulano, figura cardine nella storia lituana e del movimento cattolico nel Friuli austriaco
San Leonardo, 5 set - "L'opera di monsignor Faidutti rappresenta un'esperienza di estrema attualità, che va letta, studiata e declinata nel presente: ha lavorato per tutta la vita per affermare principi come la sussidiarietà, l'autonomismo e la valorizzazione della cooperazione, cercando di ridurre le distanze nelle condizioni sociali tra le persone. Il principio del sistema cooperativo, la possibilità di utilizzare la raccolta delle risorse per consentire alle persone di avere condizioni di vita migliori, attività economiche più solide e risposte più efficaci, assume oggi un significato particolarmente attuale in una società dominata dalla sola cultura finanziaria. Appartengo a una cultura liberale e ho un grande rispetto per l'economia di mercato, ma credo che la lezione di Faidutti vada interpretata alla luce di un valore fondamentale, quello dell'economia sociale: penso sia necessario spostare il baricentro da un'influenza troppo forte di una cultura esclusivamente finanziaria per riappropriarci di spazi regolati da principi di sussidiarietà".
Questo il commento dell'assessore regionale alla Salute, Riccardo Riccardi, intervenuto a San Leonardo, nelle Valli del Natisone, all'evento in cui è stata ripercorsa la storia straordinaria, e forse non ancora diffusamente conosciuta ai più, di monsignor Luigi Faidutti: "Un friulano tra Gorizia, Vienna e Vilnius" è stato il titolo scelto dal Comune di San Leonardo con l'Istitut Ladin Furlan "Pre Checo Placereani" per onorare e diffondere la figura e l'opera dell'ecclesiastico, economista, diplomatico e protagonista politico, promotore della Federazione delle Casse rurali e dei sodalizi cooperativi per la parte italiana della provincia di Gorizia nel 1899, nato a Scrutto nel 1861 e morto nel 1931, sepolto nella cattedrale di Kaunas in Lituania.
Un'occasione, quella organizzata a San Leonardo alla presenza di numerose autorità amministrative locali, a cui è intervenuta anche l'ambasciatrice lituana presso la Santa Sede Sigita Maslauskeité - Mazylienè, tracciando un accurato profilo della figura di Faidutti, la cui salma riposa nella cattedrale di Kaunas, la capitale storica, tra i "grandi di Lituania" a testimonianza del segno indelebile nella storia della repubblica baltica.
Incaricato dalla Santa Sede, Faidutti giunse a Kaunas nel 1924 come uditore della Delegazione apostolica in Lituania e la sua opera diplomatica e la sua rettitudine morale favorirono la riorganizzazione ecclesiastica e la nascita della provincia ecclesiastica autonoma della Lituania. La sua attività trovò il suo momento più alto con la stipula del concordato con la Lituania, di cui il prossimo anno - ha ricordato l'ambasciatrice - si celebra il centenario.
"È significativo che oggi abbiamo ascoltato la benedizione della Santa Sede e ricordato che monsignor Faidutti riposa proprio in Lituania. Questo dà la misura della figura di un uomo poliglotta che, nella difesa delle radici della propria terra, ha saputo aprirsi al mondo e rendersi protagonista indimenticato della storia di quella comunità così provata dalla Storia", ha commentato Riccardi.
L'intervento dell'ambasciatrice della Repubblica di Lituania presso la Santa Sede, Sigita Maslauskeité-Mazylienè, ha tracciato l'indelebile profilo storico del prelato in terra lituana. Giunto a Kaunas nel 1924 come segretario del visitatore apostolico Jurgis Matulaitis, Faidutti si distinse come uomo di grande cultura e sensibilità pastorale. Pur in un clima di forte nazionalismo, la sua opera diplomatica e la sua rettitudine morale favorirono la riorganizzazione ecclesiastica e la nascita della provincia ecclesiastica autonoma della Lituania.
A restituire lo spessore dell'opera di Faidutti sul territorio goriziano è stato l'intervento di Ivan Portelli, presidente dell'Istituto di Storia Sociale e Religiosa di Gorizia, che anni fa ha curato il riordino del suo archivio personale, di proprietà di Gian Francesco Cromaz. Portelli ha ripercorso la formazione di Faidutti nel seminario centrale di Gorizia negli anni Ottanta dell'Ottocento, un ambiente pluri-etnico che rispecchiava la complessità politica del territorio e l'emergere delle rivendicazioni identitarie del mondo slavo, guidate proprio dal clero locale. Grazie ai suoi eccellenti meriti di studio, Faidutti ottenne una borsa di studio statale a Vienna per conseguire il dottorato in teologia, avviandosi a una prestigiosa carriera di docente e guida ecclesiale.
La svolta cruciale del suo operato avvenne all'inizio degli anni Novanta, sotto l'influsso dell'enciclica Rerum Novarum, che esortava i sacerdoti a "uscire di sacrestia" e ad agire concretamente nella società. Da quel momento, Faidutti concepì il ministero sacerdotale come un impegno politico volto a riscattare le persone dalla povertà. Nel 1896 fondò la prima cassa rurale del Friuli austriaco per permettere ai contadini senza terra di diventare piccoli proprietari e riacquistare dignità morale ed economica. Per consolidare questa azione, nel 1899 diede vita alla Federazione delle casse rurali e dei sodalizi agrari, strutturando una rete di istituti di credito cooperativo e di formazione finanziaria per i gestori. La sua ascesa politica lo portò nei consigli comunali, nella dieta provinciale e infine al parlamento di Vienna, dove collaborò con i deputati popolari trentini, tra cui Alcide De Gasperi, in battaglie comuni per lo sviluppo economico, l'istruzione e la salute, come la lotta alla pellagra. Nominato Capitano Provinciale nel 1913 riuscì a far approvare la storica legge sui "patti colonici" a tutela dei contadini. Durante la prima guerra mondiale, gestì la provincia devastata dal conflitto e sostenne materialmente e moralmente i profughi goriziani internati in Austria. Al termine del conflitto, la sua fedeltà a un progetto di autonomia regionale nel contesto asburgico lo pose in contrasto con le nuove autorità italiane, che lo considerarono un nemico politico impedendogli il rientro a Gorizia e aprendo così la strada al suo successivo esilio diplomatico in Lituania.
In conclusione, lo storico Gianfranco Ellero ha sintetizzato magistralmente la figura di monsignor Faidutti definendolo un "friulano aquileiese, costruttore di ponti, poliglotta". Un sacerdote che predicava il Vangelo fondando strutture sociali all'avanguardia, un vero e proprio apostolo dell'economia sociale.
La celebrazione è iniziata con la benedizione e la preghiera presso la lapide commemorativa nella chiesa parrocchiale di San Leonardo per poi proseguire nel centro civico in cui sono intervenuti, tra gli altri, il presidente dell'Istitut Ladin Furlan "Pre Checo Placerean" Geremia Gomboso, il sindaco di San Leonardo Antonio Comugnaro, la console onoraria d'Austria a Trieste Sabrina Stolego. ARC/EP/pph