L'assessore alla conferenza dedicata alla figura
dell'ecclesiastico e diplomatico friulano, figura cardine nella
storia lituana e del movimento cattolico nel Friuli austriaco
San Leonardo, 5 set - "L'opera di monsignor Faidutti
rappresenta un'esperienza di estrema attualità, che va letta,
studiata e declinata nel presente: ha lavorato per tutta la vita
per affermare principi come la sussidiarietà, l'autonomismo e la
valorizzazione della cooperazione, cercando di ridurre le
distanze nelle condizioni sociali tra le persone. Il principio
del sistema cooperativo, la possibilità di utilizzare la raccolta
delle risorse per consentire alle persone di avere condizioni di
vita migliori, attività economiche più solide e risposte più
efficaci, assume oggi un significato particolarmente attuale in
una società dominata dalla sola cultura finanziaria. Appartengo a
una cultura liberale e ho un grande rispetto per l'economia di
mercato, ma credo che la lezione di Faidutti vada interpretata
alla luce di un valore fondamentale, quello dell'economia
sociale: penso sia necessario spostare il baricentro da
un'influenza troppo forte di una cultura esclusivamente
finanziaria per riappropriarci di spazi regolati da principi di
sussidiarietà".
Questo il commento dell'assessore regionale alla Salute, Riccardo
Riccardi, intervenuto a San Leonardo, nelle Valli del Natisone,
all'evento in cui è stata ripercorsa la storia straordinaria, e
forse non ancora diffusamente conosciuta ai più, di monsignor
Luigi Faidutti: "Un friulano tra Gorizia, Vienna e Vilnius" è
stato il titolo scelto dal Comune di San Leonardo con l'Istitut
Ladin Furlan "Pre Checo Placereani" per onorare e diffondere la
figura e l'opera dell'ecclesiastico, economista, diplomatico e
protagonista politico, promotore della Federazione delle Casse
rurali e dei sodalizi cooperativi per la parte italiana della
provincia di Gorizia nel 1899, nato a Scrutto nel 1861 e morto
nel 1931, sepolto nella cattedrale di Kaunas in Lituania.
Un'occasione, quella organizzata a San Leonardo alla presenza di
numerose autorità amministrative locali, a cui è intervenuta
anche l'ambasciatrice lituana presso la Santa Sede Sigita
Maslauskeité - Mazylienè, tracciando un accurato profilo della
figura di Faidutti, la cui salma riposa nella cattedrale di
Kaunas, la capitale storica, tra i "grandi di Lituania" a
testimonianza del segno indelebile nella storia della repubblica
baltica.
Incaricato dalla Santa Sede, Faidutti giunse a Kaunas nel 1924
come uditore della Delegazione apostolica in Lituania e la sua
opera diplomatica e la sua rettitudine morale favorirono la
riorganizzazione ecclesiastica e la nascita della provincia
ecclesiastica autonoma della Lituania. La sua attività trovò il
suo momento più alto con la stipula del concordato con la
Lituania, di cui il prossimo anno - ha ricordato l'ambasciatrice
- si celebra il centenario.
"È significativo che oggi abbiamo ascoltato la benedizione della
Santa Sede e ricordato che monsignor Faidutti riposa proprio in
Lituania. Questo dà la misura della figura di un uomo poliglotta
che, nella difesa delle radici della propria terra, ha saputo
aprirsi al mondo e rendersi protagonista indimenticato della
storia di quella comunità così provata dalla Storia", ha
commentato Riccardi.
L'intervento dell'ambasciatrice della Repubblica di Lituania
presso la Santa Sede, Sigita Maslauskeité-Mazylienè, ha tracciato
l'indelebile profilo storico del prelato in terra lituana. Giunto
a Kaunas nel 1924 come segretario del visitatore apostolico
Jurgis Matulaitis, Faidutti si distinse come uomo di grande
cultura e sensibilità pastorale. Pur in un clima di forte
nazionalismo, la sua opera diplomatica e la sua rettitudine
morale favorirono la riorganizzazione ecclesiastica e la nascita
della provincia ecclesiastica autonoma della Lituania.
A restituire lo spessore dell'opera di Faidutti sul territorio
goriziano è stato l'intervento di Ivan Portelli, presidente
dell'Istituto di Storia Sociale e Religiosa di Gorizia, che anni
fa ha curato il riordino del suo archivio personale, di proprietà
di Gian Francesco Cromaz. Portelli ha ripercorso la formazione di
Faidutti nel seminario centrale di Gorizia negli anni Ottanta
dell'Ottocento, un ambiente pluri-etnico che rispecchiava la
complessità politica del territorio e l'emergere delle
rivendicazioni identitarie del mondo slavo, guidate proprio dal
clero locale. Grazie ai suoi eccellenti meriti di studio,
Faidutti ottenne una borsa di studio statale a Vienna per
conseguire il dottorato in teologia, avviandosi a una prestigiosa
carriera di docente e guida ecclesiale.
La svolta cruciale del suo operato avvenne all'inizio degli anni
Novanta, sotto l'influsso dell'enciclica Rerum Novarum, che
esortava i sacerdoti a "uscire di sacrestia" e ad agire
concretamente nella società. Da quel momento, Faidutti concepì il
ministero sacerdotale come un impegno politico volto a riscattare
le persone dalla povertà. Nel 1896 fondò la prima cassa rurale
del Friuli austriaco per permettere ai contadini senza terra di
diventare piccoli proprietari e riacquistare dignità morale ed
economica. Per consolidare questa azione, nel 1899 diede vita
alla Federazione delle casse rurali e dei sodalizi agrari,
strutturando una rete di istituti di credito cooperativo e di
formazione finanziaria per i gestori.
La sua ascesa politica lo portò nei consigli comunali, nella
dieta provinciale e infine al parlamento di Vienna, dove
collaborò con i deputati popolari trentini, tra cui Alcide De
Gasperi, in battaglie comuni per lo sviluppo economico,
l'istruzione e la salute, come la lotta alla pellagra. Nominato
Capitano Provinciale nel 1913 riuscì a far approvare la storica
legge sui "patti colonici" a tutela dei contadini. Durante la
prima guerra mondiale, gestì la provincia devastata dal conflitto
e sostenne materialmente e moralmente i profughi goriziani
internati in Austria. Al termine del conflitto, la sua fedeltà a
un progetto di autonomia regionale nel contesto asburgico lo pose
in contrasto con le nuove autorità italiane, che lo considerarono
un nemico politico impedendogli il rientro a Gorizia e aprendo
così la strada al suo successivo esilio diplomatico in Lituania.
In conclusione, lo storico Gianfranco Ellero ha sintetizzato
magistralmente la figura di monsignor Faidutti definendolo un
"friulano aquileiese, costruttore di ponti, poliglotta". Un
sacerdote che predicava il Vangelo fondando strutture sociali
all'avanguardia, un vero e proprio apostolo dell'economia sociale.
La celebrazione è iniziata con la benedizione e la preghiera
presso la lapide commemorativa nella chiesa parrocchiale di San
Leonardo per poi proseguire nel centro civico in cui sono
intervenuti, tra gli altri, il presidente dell'Istitut Ladin
Furlan "Pre Checo Placerean" Geremia Gomboso, il sindaco di San
Leonardo Antonio Comugnaro, la console onoraria d'Austria a
Trieste Sabrina Stolego.
ARC/EP/pph
La lapide che ricorda monsignor Faidutti
Un momento dell'evento in memoria di monsignor Faidutti
L'assessore regionale Riccardo Riccardi
Un momento dell'evento in memoria di monsignor Faidutti
Un momento dell'evento in memoria di monsignor Faidutti
Un momento dell'evento in memoria di monsignor Faidutti
Un momento dell'evento in memoria di monsignor Faidutti