San Daniele del Friuli, 3 set - "Questo ospedale è un elemento
di connessione dinamico tra una serie di soggetti che concorrono
a rispondere con intelligenza alle complessità della salute. La
grande alleanza tra il Terzo settore, le istituzioni locali, le
realtà che operano sul mercato e l'eccellenza dei nostri
professionisti sanitari rappresenta la vera risposta moderna ed
efficiente alla fragilità: il Progetto Orchidea è un modello e un
esempio da seguire, una catena lunga in cui il sistema sanitario
si apre alla straordinaria generosità del terzo settore e dei
volontari per non lasciare nessuno da solo".
Lo ha affermato l'assessore regionale alla Salute, Riccardo
Riccardi, intervenendo all'ospedale di San Daniele del Friuli
alla presentazione del Progetto Orchidea, il servizio
odontoiatrico dedicato alle persone con disabilità che da oltre
venticinque anni rappresenta un'eccellenza e un modello di cura.
Riccardi nel suo intervento ha sottolineato come integrare la
risposta sociale con quella sanitaria rappresenti una sfida
cruciale: intercettare e dare risposta alle fragilità e alle
disabilità sul territorio permette di evitare che queste
problematiche si traducano in bisogni esclusivamente sanitari.
"Una simile sinergia non solo allevia la sofferenza delle
famiglie e il carico dei caregiver, ma riduce notevolmente la
pressione su un sistema sanitario che vive le complessità del
periodo attuale" ha affermato l'assessore, rivolgendo un
ringraziamento a tutto il personale medico e infermieristico, il
cui quotidiano e complesso impegno non si esaurisce nella sola
erogazione di una prestazione specialistica, "ma si esprime - ha
evidenziato Riccardi - nella capacità di accogliere ogni paziente
nella sua interezza, rispettandone la storia personale, le paure
e i vissuti intimi".
All'incontro - a cui sono intervenuti il direttore generale
dell'Azienda sanitaria universitaria Friuli Centrale (Asufc)
Denis Caporale, il referente del progetto Mario Di Pietro, il
sindaco di San Daniele del Friuli Pietro Valent e numerosi
amministratori locali - è stato ricordato il percorso del
Progetto Orchidea, nato nel 1998 dall'intuizione dei medici del
territorio e strutturato stabilmente dal 2004 come obiettivo
aziendale strategico.
Il progetto si distingue per un'azione multidisciplinare
integrata che unisce professionalità odontoiatriche,
anestesiologiche, pediatriche e di medicina interna e si rivolge
sia a pazienti collaboranti che non collaboranti: per questi
ultimi, le cure vengono effettuate in sedazione profonda in
regime di day hospital all'ospedale di San Daniele. Nel corso del
2025, l'attività ha registrato numeri straordinari con ben 2.309
prestazioni erogate e 798 pazienti curati in 167 giornate di cura
complessive, confermando l'importanza di un approccio improntato
alla "terapia familiare", volto ad alleviare anche il carico
quotidiano dei caregiver.
Progetto Orchidea nasce nel 1998 su impulso di Pietro Garlant,
specialista ambulatoriale nel distretto sanitario di San Daniele
del Friuli e Ugo Cugini, primario Anestesista che, rispondendo
alle richieste di aiuto della direttrice dell'Istituto Santa
Maria dei Colli di Tricesimo, iniziarono a curare i disabili
gravi che non collaboravano alle cure odontoiatriche. Con il
benestare dell'allora Azienda Medio Friuli, prima in forma
sperimentale nel 2000, e poi nel 2004 come Progetto obiettivo
strategico aziendale, nacque, con attività programmata quattro
volte al mese il vero e proprio progetto Orchidea, un'azione
multidisciplinare integrata, finalizzata alla risoluzione delle
problematiche odontostomatologiche in persone con disabilità con
il coinvolgimento di professionalità anestesiologiche e
pediatriche ospedaliere e odontoiatriche distrettuali.
Inizialmente il Progetto era rivolto solo ai pazienti non
collaboranti e operava una volta alla settimana; dal 2013 ora
l'offerta si è ampliata anche ai soggetti disabili collaboranti.
Si articola in 4 giornate di cura: 3 dedicate ai pazienti
collaboranti, uno ai pazienti non collaboranti trattati in
Sedazione Profonda; vengono visitati circa 20 pazienti alla
settimana. Attualmente il personale medico in servizio è composto
da Giovanni Cattani, capo progetto e direttore del Distretto
sanitario; due odontoiatri, un medico specialista in Chirurgia
Maxillo-Facciale, da anestesisti diretti da Massimo Nordio e dai
pediatri diretti da Maria Paola Miani.
La qualità delle prestazioni e l'approccio basato sulla "terapia
familiare" del Progetto Orchidea hanno innescato una formidabile
catena di solidarietà sul territorio. Nata dalla necessità
immediata di acquistare un sollevatore per facilitare il
trasferimento in sicurezza dei pazienti non deambulanti,
l'iniziativa ha preso il via grazie al Coro Picozza di Carpacco e
al Coro Vôs di Mont di Tricesimo, che hanno organizzato un
concerto celebrativo per i 25 anni di attività del progetto e
hanno ccordinato la raccolta delle successive donazioni sei
singoli e per tutto il tessuto associativo.
La generosità collettiva ha permesso di superare ampiamente
l'obiettivo iniziale dei 4.000 euro raccogliendone ben 30.000,
consentendo l'acquisto non solo del sollevatore, ma anche di una
sedia a rotelle, un sistema Piezosurgery per estrazioni
mini-invasive, un ecografo portatile per l'anestesia e due
monitor per la Pediatria.
Forte del profondo legame e del riconoscimento consolidato in
oltre un quarto di secolo, il referente clinico ha proposto di
elevare il Progetto Orchidea a "campo scuola". L'attivazione di
un percorso di tirocinio formativo strutturato dedicato a futuri
odontoiatri, anestesisti, pediatri e internisti rappresenterebbe
la via ideale per formare nuovi specialisti, garantendo la
continuità nel tempo e la diffusione di un modello di cura
multidisciplinare.
ARC/EP/ma
L'assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi interviene a San Daniele
Numerosi amministratori locali alla presentazione dei progessi del progetto Orchidea all'ospedale di San Daniele
La consegna delle donazioni del Progetto Orchidea