"Risorsa limitata". La Regione segue la situazione nel territorio
udinese dove le elevate temperature aggravano la pressione sulle
disponibilità idriche e sulle colture. Attivati investimenti per
oltre 110,3 milioni di euro.
Udine, 5 ago - "Stiamo seguendo con particolare attenzione la
situazione di difficoltà determinata dalla carenza di risorsa
idrica nella zona udinese, dove la riduzione delle disponibilità
d'acqua sta mettendo sotto pressione il comparto agricolo. Tutti
i soggetti coinvolti stanno mettendo in campo ogni azione
possibile per garantire la massima disponibilità della risorsa,
destinandola prioritariamente alle attività agricole,
confrontandoci con i limiti oggettivi imposti dalla significativa
diminuzione dei volumi d'acqua disponibili".
Lo hanno affermato il governatore del Friuli Venezia Giulia,
Massimiliano Fedriga, e l'assessore regionale alle Risorse
agroalimentari, forestali e ittiche, Stefano Zannier,
intervenendo sulla situazione determinata dalla carenza di
risorsa idrica nel territorio udinese.
"In questa fase di criticità la Regione sta mettendo in campo,
per quanto di propria competenza, ogni azione possibile per
governare la situazione e sostenere i territori e le realtà che
stanno affrontando le maggiori difficoltà. Siamo al fianco, in
particolare, comparto agricolo, che più di altri sta subendo gli
effetti della riduzione della disponibilità di acqua", ha
commentato Fedriga.
"Le riduzioni e le sospensioni della fornitura adottate in questi
giorni - ha puntualizzato Zannier - sono la diretta conseguenza
di questa situazione. Le misure adottate sono finalizzate a
contenere il più possibile i danni alle produzioni agricole
derivanti dalla mancanza di irrigazione, nella consapevolezza che
le elevate temperature registrate nelle ultime settimane stanno
incidendo negativamente sulle colture anche nelle aree
regolarmente servite dai sistemi irrigui".
Dal 15 luglio, su indicazione dell'Autorità di bacino, è stata
attivata un'oculata gestione delle derivazioni irrigue, con una
parziale riduzione delle portate, con l'obiettivo di preservare
le scorte presenti negli invasi.
"Nonostante questa gestione prudenziale - ha sottolineato
l'esponente della Giunta regionale - le scorte si sono
progressivamente esaurite, a fronte di una condizione climatica
che si sta rivelando ancora più critica di quella registrata nel
2003".
In questo contesto, la Regione conferma l'impegno a rafforzare il
sistema irriguo e ad aumentarne la capacità di adattamento agli
effetti dei cambiamenti climatici. Sono stati infatti attivati
investimenti per oltre 110,3 milioni di euro, attraverso due
principali linee di intervento: tra il 2022 e il 2024, 28,6
milioni di euro destinati al Piano Laghetti, previsto dalla legge
regionale 13 del 5 agosto 2022, e 81,7 milioni di euro attraverso
il Fondo per lo Sviluppo e la Coesione 2021-2027, nell'ambito
dell'Accordo per la Coesione Stato-Regione Friuli Venezia Giulia
dell'8 marzo 2024.
A queste risorse si aggiungono 21,1 milioni di euro di fondi Pnrr
e ulteriori 35,36 milioni di euro assegnati attraverso le risorse
della legge 178/2020, derivanti dalla graduatoria Pnrr. Gli
interventi coinvolgono i Consorzi di bonifica del Friuli Venezia
Giulia e, in particolare, il Consorzio di Bonifica Pianura
Friulana.
"Questi investimenti - ha concluso l'assessore Zannier - sono
fondamentali per aumentare la capacità del nostro sistema irriguo
di affrontare condizioni climatiche sempre più difficili.
L'obiettivo è rendere il territorio più resiliente, migliorando
la disponibilità e la gestione della risorsa idrica e tutelando,
per quanto possibile, le produzioni agricole anche nelle annate
caratterizzate da temperature elevate e prolungati periodi di
siccità".
ARC/GIM/pph
L'assessore regionale Stefano Zannier
Il governatore Massimiliano Fedriga