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30.07.2026 19:08

Vitivinicoltura: Zannier, Doc Friuli pronta al nuovo disciplinare

L'assessore al prevendemmiale di Assoenologi: concluso il percorso tecnico, si va verso la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale
Basiliano, 30 lug - "Il futuro della vitivinicoltura del Friuli Venezia Giulia continuerà a essere legato alla qualità che contraddistingue le nostre produzioni, ma proprio per questo è necessario affrontare senza preclusioni le trasformazioni del mercato e investire sempre di più nell'innovazione, per adattare la produzione ai cambiamenti climatici e alle nuove richieste dei consumatori".
Lo ha affermato l'assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali e ittiche Stefano Zannier intervenendo all'incontro "Prevendemmiale", organizzato da Assoenologi Friuli Venezia Giulia nella sede del Consorzio agrario Fvg e dedicato al tema "Vini low e no alcol: tecnologie, norme e mercato", oltre che all'analisi dell'andamento climatico della stagione vitivinicola.
Nel corso dell'incontro - avviato con la relazione del presidente di Assoenologi Matteo Lovo - è stato evidenziato come il comparto si trovi a confrontarsi contemporaneamente con una stagione anticipata, con gli effetti sempre più strutturali del cambiamento climatico e con un mercato in evoluzione, nel quale stanno emergendo nuove opportunità, tra cui quelle legate ai vini dealcolati. In questo contesto, secondo Assoenologi Fvg, è fondamentale approfondire gli scenari tecnologici e commerciali per mettere a disposizione di enologi, imprese e istituzioni gli strumenti necessari per affrontare le nuove sfide, senza rinunciare alla valorizzazione della qualità delle produzioni regionali.
Nel suo intervento Zannier ha sottolineato come il tema dei vini low e no alcol debba essere affrontato con pragmatismo "Chiudersi di fronte a ciò che sta accadendo sarebbe un errore. Non credo che il futuro della vitivinicoltura del Friuli Venezia Giulia sarà rappresentato dai vini dealcolati, ma penso che alcune realtà potranno cogliere questa opportunità mentre altre continueranno a puntare esclusivamente sulle produzioni tradizionali. Entrambe le scelte sono legittime: ciò che conta è valutare con attenzione l'evoluzione dei mercati e non rinunciare a confrontarsi con i cambiamenti".
Nell'occasione l'assessore ha reso noto che si è concluso positivamente il percorso di revisione del disciplinare della Doc Friuli. Dopo lo svolgimento delle audizioni pubbliche, già concluse con esito favorevole, sono infatti arrivate le comunicazioni ministeriali che consentiranno di procedere con la pubblicazione in Gazzetta ufficiale, aprendo i termini previsti per eventuali osservazioni. Zannier ha evidenziato che non si tratta di un semplice aggiornamento, ma di un disciplinare sostanzialmente nuovo, frutto di un lungo lavoro di confronto tra i diversi soggetti del comparto vitivinicolo regionale. L'assessore ha quindi ringraziato il Consorzio Doc Friuli e tutti coloro che hanno contribuito a costruire un testo condiviso, capace di rappresentare l'intero territorio regionale e di offrire al settore uno strumento più moderno e orientato alle prospettive future.
A margine dell'incontro, Zannier ha richiamato l'attenzione sull'andamento della stagione. "In questi giorni l'attenzione è inevitabilmente concentrata sulle condizioni meteorologiche. Temperature e precipitazioni influenzano in modo determinante sia la quantità sia le caratteristiche qualitative della vendemmia. I progressi compiuti nella gestione agronomica dei vigneti hanno però ampliato la capacità di intervento dei viticoltori e il contributo degli enologi continua a essere determinante per garantire gli elevati standard qualitativi che fanno del Friuli Venezia Giulia un punto di riferimento riconosciuto anche a livello internazionale".
Per l'assessore, il futuro del comparto passerà sempre più dall'innovazione: dall'impiego di sistemi avanzati per la gestione dei dati e delle tecniche agronomiche fino alla capacità di progettare produzioni che tengano conto di un cambiamento climatico ormai strutturale. "Questo - ha concluso - non significa che non si potrà più fare vino, ma che dovremo continuare ad adattarci per produrre vini capaci di rispondere alle caratteristiche richieste dal mercato, mantenendo inalterata la qualità che distingue il nostro territorio". ARC/EP/al