Gli assessori all'incontro al Mimit: "La vertenza deve restare
nazionale, nessun atto unilaterale e un vero piano industriale
per occupazione e competitività"
Pordenone, 21 lug - "La riunione odierna del tavolo Electrolux
al ministero delle Imprese e del Made in Italy non può che essere
definita interlocutoria. A fronte di un prospettato innalzamento
dei volumi subordinato al sostegno nazionale ed europeo, la
multinazionale continua a non aver ritirato il piano, non esclude
una ristrutturazione finalizzata alla vendita e parla
espressamente di delocalizzazioni. Inoltre, non prospetta una
riduzione delle eccedenze tra gli operai, non fornisce elementi
certi sui prospettati esuberi tra il personale impiegatizio e non
chiarisce come sarà riorganizzata la fondamentale attività di
ricerca e sviluppo".
Lo hanno dichiarato gli assessori regionali al Lavoro, Alessia
Rosolen, e alle Attività produttive, Sergio Emidio Bini, che
hanno partecipato oggi al quarto incontro del tavolo dedicato
alla vertenza Electrolux, convocato dal ministero delle Imprese e
del Made in Italy dopo i tre incontri tecnici bilaterali tra
azienda e organizzazioni sindacali svoltisi tra giugno e luglio.
Alla riunione plenaria hanno preso parte il ministro delle
Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, il ministro per i
Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani, le organizzazioni
sindacali, i vertici italiani di Electrolux, i rappresentanti di
Confindustria, le Regioni e i Comuni sedi degli stabilimenti
della multinazionale scandinava, oltre a una delegazione di
parlamentari.
"Da questo confronto - ha sottolineato Rosolen e Bini - emergono
con chiarezza tre punti fondamentali. Il primo è che la vertenza
deve restare di carattere nazionale, con il coordinamento del
Mimit, per garantire un'interlocuzione adeguata con una realtà
multinazionale come Electrolux. Per questo - hanno evidenziato i
rappresentanti dell'Esecutivo regionale - ringraziamo il
ministero per il lavoro svolto finora e per quello che continuerà
a garantire nel prosieguo della vertenza".
"Il secondo punto - continuano gli assessori - riguarda il
metodo. Per arrivare a una soluzione condivisa serve tempo, ma
questo tempo deve essere gestito nel pieno rispetto delle
istituzioni e dei lavoratori. È quindi indispensabile che
l'azienda non assuma iniziative unilaterali sulle questioni
relative all'organizzazione del lavoro, alle attività e ai volumi
produttivi, come invece risulterebbe stia già avvenendo in alcuni
siti".
"Infine - hanno concluso gli esponenti della Giunta - le Regioni
sono pronte a fare la propria parte, in raccordo con il Mimit e
con le parti sociali, ma nell'ambito di un autentico progetto
industriale che assicuri la salvaguardia degli stabilimenti,
dell'occupazione e dei volumi produttivi, accompagnato da un
percorso concreto di rafforzamento dell'efficienza e della
competitività dei siti italiani".
ARC/LIS/al
L'assessore regionale alle Attività produttive, Sergio Emidio Bini
L'assessore regionale al Lavoro, Formazione, Alessia Rosolen