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16.07.2026 16:24

Territorio: Amirante, con PGT sistema chiaro, condiviso e di visione

Trieste, 16 lug - "Con il disegno di legge sulla riforma del governo del territorio stiamo costruendo un sistema pianificatorio finalmente coerente, in cui il Piano di governo del territorio regionale diventa la cornice strategica entro cui Comuni, Consorzi industriali e altri soggetti pubblici possono operare con regole più semplici, coordinate e orientate alla rigenerazione urbana".
Lo ha affermato l'assessore regionale alle Infrastrutture e territorio Cristina Amirante intervenendo oggi in IV Commissione consiliare per la prosecuzione dell'illustrazione del ddl 90. Nel corso della seduta l'assessore ha illustrato gli articoli successivi al 13 del provvedimento, soffermandosi in particolare sui livelli della pianificazione territoriale previsti dalla riforma. Il nuovo impianto distingue un livello regionale, fondato sul Sistema territoriale regionale (STR), sui Sistemi territoriali locali (STL) e sui Piani territoriali infraregionali (PTI) dei Consorzi di sviluppo economico, e un livello intermedio di area vasta, che diventa la sede di concertazione e copianificazione tra Regione, Comuni e soggetti aventi funzioni pianificatorie.
"Una delle novità più significative - ha spiegato Amirante - è l'inclusione delle Province all'interno del sistema di pianificazione intermedia. A queste sarà attribuito un ruolo specifico nella redazione dei Piani urbani della mobilità sostenibile (Pums) e dei Piani della mobilità ciclabile, strumenti indispensabili per coordinare le politiche di trasporto, accessibilità e qualità urbana su scala sovracomunale".
L'assessore ha inoltre evidenziato come la riforma introduca in modo strutturato gli accordi di pianificazione e copianificazione, pensati per affrontare in maniera condivisa le trasformazioni territoriali che superano i confini comunali e richiedono una visione d'insieme.
Ampio spazio è stato dedicato anche all'articolo 33 relativo al nuovo Piano operativo, lo strumento destinato ad accompagnare gli interventi di rigenerazione urbana e territoriale. Nel corso dell'illustrazione Amirante ha mostrato alcuni esempi di mappatura elaborati secondo il nuovo modello di piano, evidenziando concretamente come le future zonizzazioni saranno sostituite da ambiti fisico-funzionali più flessibili e coerenti con le trasformazioni già presenti sul territorio.
"È importante chiarire un aspetto che talvolta genera equivoci: il disegno di legge non coincide con il Piano di governo del territorio. La legge definisce il quadro normativo, gli strumenti, le competenze e le procedure che consentiranno poi di elaborare il Piano, che sarà costruito con un percorso successivo e partecipato. Allo stesso modo, non vanno confusi con il testo di legge né la parte strategica del Piano, né i regolamenti attuativi, che saranno predisposti in una fase successiva per dare concreta applicazione alla riforma. Oggi stiamo costruendo l'architettura normativa sulla quale si svilupperà la nuova pianificazione del territorio regionale".
"L'obiettivo - ha sottolineato ancora l'assessore - è superare la logica rigida delle vecchie classificazioni urbanistiche e costruire strumenti capaci di governare la complessità reale delle città, delle aree produttive e dei territori rurali con l'obiettivo ultimo, a lungo termine, di rigenerare il territorio e renderlo attrattivo in contrasto al fenomeno di spopolamento e calo demografico".
In relazione al Piano paesaggistico regionale, Amirante ha ricordato che oggi sono 110 i Comuni che hanno avviato o concluso il percorso di conformazione dei propri Prgc.
L'assessore ha ribadito che il Ppr è uno strumento di tutela paesaggistica e vincolistica, non un piano urbanistico generale, e che proprio l'assenza di un quadro pianificatorio territoriale di riferimento aveva reso per anni estremamente difficile la conformazione dei piani comunali.
"Con la legge regionale 2/2024 - ha concluso Amirante - abbiamo chiarito che la conformazione al Ppr non può essere assimilata a una variante generale del piano regolatore e abbiamo introdotto procedure più efficaci. I risultati dimostrano che la direzione è quella giusta: il sistema si è finalmente sbloccato e i Comuni possono lavorare con maggiore certezza normativa". ARC/SSA/ep