Trieste, 16 lug - "Con il disegno di legge sulla riforma del
governo del territorio stiamo costruendo un sistema
pianificatorio finalmente coerente, in cui il Piano di governo
del territorio regionale diventa la cornice strategica entro cui
Comuni, Consorzi industriali e altri soggetti pubblici possono
operare con regole più semplici, coordinate e orientate alla
rigenerazione urbana".
Lo ha affermato l'assessore regionale alle Infrastrutture e
territorio Cristina Amirante intervenendo oggi in IV Commissione
consiliare per la prosecuzione dell'illustrazione del ddl 90.
Nel corso della seduta l'assessore ha illustrato gli articoli
successivi al 13 del provvedimento, soffermandosi in particolare
sui livelli della pianificazione territoriale previsti dalla
riforma. Il nuovo impianto distingue un livello regionale,
fondato sul Sistema territoriale regionale (STR), sui Sistemi
territoriali locali (STL) e sui Piani territoriali infraregionali
(PTI) dei Consorzi di sviluppo economico, e un livello intermedio
di area vasta, che diventa la sede di concertazione e
copianificazione tra Regione, Comuni e soggetti aventi funzioni
pianificatorie.
"Una delle novità più significative - ha spiegato Amirante - è
l'inclusione delle Province all'interno del sistema di
pianificazione intermedia. A queste sarà attribuito un ruolo
specifico nella redazione dei Piani urbani della mobilità
sostenibile (Pums) e dei Piani della mobilità ciclabile,
strumenti indispensabili per coordinare le politiche di
trasporto, accessibilità e qualità urbana su scala sovracomunale".
L'assessore ha inoltre evidenziato come la riforma introduca in
modo strutturato gli accordi di pianificazione e
copianificazione, pensati per affrontare in maniera condivisa le
trasformazioni territoriali che superano i confini comunali e
richiedono una visione d'insieme.
Ampio spazio è stato dedicato anche all'articolo 33 relativo al
nuovo Piano operativo, lo strumento destinato ad accompagnare gli
interventi di rigenerazione urbana e territoriale.
Nel corso dell'illustrazione Amirante ha mostrato alcuni esempi
di mappatura elaborati secondo il nuovo modello di piano,
evidenziando concretamente come le future zonizzazioni saranno
sostituite da ambiti fisico-funzionali più flessibili e coerenti
con le trasformazioni già presenti sul territorio.
"È importante chiarire un aspetto che talvolta genera equivoci:
il disegno di legge non coincide con il Piano di governo del
territorio. La legge definisce il quadro normativo, gli
strumenti, le competenze e le procedure che consentiranno poi di
elaborare il Piano, che sarà costruito con un percorso successivo
e partecipato. Allo stesso modo, non vanno confusi con il testo
di legge né la parte strategica del Piano, né i regolamenti
attuativi, che saranno predisposti in una fase successiva per
dare concreta applicazione alla riforma. Oggi stiamo costruendo
l'architettura normativa sulla quale si svilupperà la nuova
pianificazione del territorio regionale".
"L'obiettivo - ha sottolineato ancora l'assessore - è superare la
logica rigida delle vecchie classificazioni urbanistiche e
costruire strumenti capaci di governare la complessità reale
delle città, delle aree produttive e dei territori rurali con
l'obiettivo ultimo, a lungo termine, di rigenerare il territorio
e renderlo attrattivo in contrasto al fenomeno di spopolamento e
calo demografico".
In relazione al Piano paesaggistico regionale, Amirante ha
ricordato che oggi sono 110 i Comuni che hanno avviato o concluso
il percorso di conformazione dei propri Prgc.
L'assessore ha ribadito che il Ppr è uno strumento di tutela
paesaggistica e vincolistica, non un piano urbanistico generale,
e che proprio l'assenza di un quadro pianificatorio territoriale
di riferimento aveva reso per anni estremamente difficile la
conformazione dei piani comunali.
"Con la legge regionale 2/2024 - ha concluso Amirante - abbiamo
chiarito che la conformazione al Ppr non può essere assimilata a
una variante generale del piano regolatore e abbiamo introdotto
procedure più efficaci. I risultati dimostrano che la direzione è
quella giusta: il sistema si è finalmente sbloccato e i Comuni
possono lavorare con maggiore certezza normativa".
ARC/SSA/ep