"Da luoghi simbolo della Guerra Fredda a motori di
rigenerazione". Lo studio individua 200 possibili progettualità e
52 scenari per il loro futuro. Udine, 15 lug - "Le aree militari rappresentano una
straordinaria opportunità per ridisegnare il futuro del Friuli
Venezia Giulia. Con il Masterplan vogliamo trasformare un
patrimonio che ha segnato la storia della nostra regione, in una
leva di sviluppo, rigenerazione e attrattività, offrendo ai
Comuni strumenti concreti per costruire una nuova visione del
territorio". Lo ha affermato oggi l'assessore regionale alle Infrastrutture e
territorio, Cristina Amirante, al convegno "Esercizi di futuro
aperto. Una strategia per le aree militari dismesse del Friuli
Venezia Giulia", durante il quale la Regione ha presentato il
Masterplan delle aree militari, uno dei pilastri strategici della
Variante al Piano di Governo del Territorio (PGT). L'iniziativa, che si è tenuta nell'auditorium del palazzo della
Regione, a Udine, ha riunito amministratori locali, Università,
professionisti ed esperti per approfondire il tema della
riconversione delle infrastrutture militari, partendo dalla
consapevolezza che il Friuli Venezia Giulia è stato il territorio
più militarizzato d'Italia e uno dei più militarizzati d'Europa. "Per guardare al futuro dobbiamo prima conoscere il nostro
territorio e comprenderne la storia - ha proseguito Amirante -.
La presenza militare ha modellato profondamente il Friuli Venezia
Giulia e, con la fine della Guerra Fredda e il processo di
riorganizzazione dell'Esercito, molte strutture sono rimaste
prive di una strategia complessiva di riutilizzo. Oggi colmiamo
quel vuoto con uno strumento di pianificazione di area vasta che
mette finalmente a sistema questo patrimonio". Per l'assessore Amirante, il Masterplan rappresenta uno degli
strumenti più innovativi del nuovo Piano di Governo del
Territorio, pensato per accompagnare le trasformazioni della
regione mantenendo un equilibrio tra sviluppo, qualità della vita
e coesione territoriale. "Il Piano di Governo del Territorio nasce per accompagnare le
trasformazioni del Friuli Venezia Giulia con una visione di area
vasta. Vogliamo mantenere la distribuzione della popolazione nei
215 Comuni, contrastando i fenomeni di concentrazione urbana e
rafforzando l'attrattività dei territori. Per farlo servono
strumenti moderni, capaci di accompagnare amministrazioni e
comunità nelle sfide dei prossimi decenni" ha continuato
l'esponente della Giunta regionale.
Il Masterplan integra inoltre le principali strategie regionali
in materia di rigenerazione urbana, politiche abitative, comunità
energetiche, mobilità ciclabile e infrastrutture, mettendo in
relazione le potenzialità delle ex aree militari con le future
opportunità di finanziamento regionali, nazionali ed europee. Lo studio censisce circa 480 siti militari, distribuiti in 107
Comuni, dei quali 178 risultano oggi non utilizzati a seguito del
processo di dismissione e ottimizzazione delle infrastrutture
militari. Per questi luoghi il Masterplan individua 52 scenari di
rigenerazione e quasi 200 possibili progettualità, calibrate
sulle caratteristiche e sulle vocazioni dei diversi territori. "Non consegniamo soltanto uno studio, ma una vera cassetta degli
attrezzi - ha sottolineato Amirante -. Abbiamo costruito un
metodo di lavoro che mette a disposizione dei Comuni dati,
analisi, georeferenziazioni, scenari e possibili linee di
sviluppo, evitando che ogni amministrazione debba ripartire da
zero". Il documento propone metodologie di soft e deep regeneration,
mettendo in relazione ogni area con le strategie regionali in
materia di rigenerazione urbana, politiche abitative, comunità
energetiche, mobilità ciclabile, sviluppo economico e
infrastrutture, nonché con le future opportunità di finanziamento
regionali, nazionali ed europee. "Ogni area ha una propria vocazione - ha continuato Amirante -.
In alcuni casi la scelta migliore sarà restituire suolo
permeabile o terreni all'agricoltura; in altri realizzare
impianti per la produzione di energia rinnovabile, nuovi parchi
urbani, servizi pubblici, parcheggi, edilizia convenzionata o
funzioni a supporto delle aree produttive. L'obiettivo è
individuare, caso per caso, la soluzione più efficace per ciascun
territorio". Nel corso del convegno sono stati illustrati i risultati della
ricerca e gli strumenti messi a disposizione delle
amministrazioni locali, seguiti da una tavola rotonda dedicata
alle prospettive di recupero delle ex aree militari.
In conclusione, Amirante ha sottolineato come il recupero delle
aree militari dismesse rappresenti una sfida che può essere
affrontata solo attraverso una pianificazione di area vasta,
fondata sul dialogo tra Regione, Comuni e territori. L'assessore
ha quindi ribadito "l'urgenza di dotare il Friuli Venezia Giulia
di una nuova legge urbanistica, indispensabile per favorire
processi di rigenerazione urbana e territoriale, superando una
normativa ormai non più adeguata alle esigenze attuali". "La rigenerazione delle aree dismesse è uno degli strumenti più
importanti per perseguire l'obiettivo del consumo di suolo zero"
ha evidenziato Amirante, richiamando anche la necessità di
guardare all'innovazione, dall'intelligenza artificiale alle
nuove tecniche costruttive, come leve per progettare città più
sostenibili e competitive. "L'urbanistica è prima di tutto un percorso culturale: solo da
una visione condivisa possono nascere le trasformazioni che
disegneranno il futuro del nostro territorio" ha concluso
l'assessore regionale.
ARC/GIM/gg
L'assessore regionale alle Infrastrutture e Territorio, Cristina Amirante, al convegno"Esercizi di futuro aperto. Una strategia per le aree militari dismesse del Friuli Venezia Giulia"
L'assessore regionale alle Infrastrutture e Territorio, Cristina Amirante, al convegno "Esercizi di futuro aperto. Una strategia per le aree militari dismesse del Friuli Venezia Giulia"
L'assessore regionale alle Infrastrutture e Territorio, Cristina Amirante, al convegno "Esercizi di futuro aperto. Una strategia per le aree militari dismesse del Friuli Venezia Giulia"
L'assessore regionale alle Infrastrutture e Territorio, Cristina Amirante, al convegno "Esercizi di futuro aperto. Una strategia per le aree militari dismesse del Friuli Venezia Giulia".
L'assessore regionale alle Infrastrutture e Territorio, Cristina Amirante, al convegno "Esercizi di futuro aperto. Una strategia per le aree militari dismesse del Friuli Venezia Giulia"
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