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15.07.2026 16:22

Aree militari: Amirante, presentato Masterplan regionale

"Da luoghi simbolo della Guerra Fredda a motori di rigenerazione". Lo studio individua 200 possibili progettualità e 52 scenari per il loro futuro.
Udine, 15 lug - "Le aree militari rappresentano una straordinaria opportunità per ridisegnare il futuro del Friuli Venezia Giulia. Con il Masterplan vogliamo trasformare un patrimonio che ha segnato la storia della nostra regione, in una leva di sviluppo, rigenerazione e attrattività, offrendo ai Comuni strumenti concreti per costruire una nuova visione del territorio".
Lo ha affermato oggi l'assessore regionale alle Infrastrutture e territorio, Cristina Amirante, al convegno "Esercizi di futuro aperto. Una strategia per le aree militari dismesse del Friuli Venezia Giulia", durante il quale la Regione ha presentato il Masterplan delle aree militari, uno dei pilastri strategici della Variante al Piano di Governo del Territorio (PGT).
L'iniziativa, che si è tenuta nell'auditorium del palazzo della Regione, a Udine, ha riunito amministratori locali, Università, professionisti ed esperti per approfondire il tema della riconversione delle infrastrutture militari, partendo dalla consapevolezza che il Friuli Venezia Giulia è stato il territorio più militarizzato d'Italia e uno dei più militarizzati d'Europa.
"Per guardare al futuro dobbiamo prima conoscere il nostro territorio e comprenderne la storia - ha proseguito Amirante -. La presenza militare ha modellato profondamente il Friuli Venezia Giulia e, con la fine della Guerra Fredda e il processo di riorganizzazione dell'Esercito, molte strutture sono rimaste prive di una strategia complessiva di riutilizzo. Oggi colmiamo quel vuoto con uno strumento di pianificazione di area vasta che mette finalmente a sistema questo patrimonio".
Per l'assessore Amirante, il Masterplan rappresenta uno degli strumenti più innovativi del nuovo Piano di Governo del Territorio, pensato per accompagnare le trasformazioni della regione mantenendo un equilibrio tra sviluppo, qualità della vita e coesione territoriale.
"Il Piano di Governo del Territorio nasce per accompagnare le trasformazioni del Friuli Venezia Giulia con una visione di area vasta. Vogliamo mantenere la distribuzione della popolazione nei 215 Comuni, contrastando i fenomeni di concentrazione urbana e rafforzando l'attrattività dei territori. Per farlo servono strumenti moderni, capaci di accompagnare amministrazioni e comunità nelle sfide dei prossimi decenni" ha continuato l'esponente della Giunta regionale. Il Masterplan integra inoltre le principali strategie regionali in materia di rigenerazione urbana, politiche abitative, comunità energetiche, mobilità ciclabile e infrastrutture, mettendo in relazione le potenzialità delle ex aree militari con le future opportunità di finanziamento regionali, nazionali ed europee.
Lo studio censisce circa 480 siti militari, distribuiti in 107 Comuni, dei quali 178 risultano oggi non utilizzati a seguito del processo di dismissione e ottimizzazione delle infrastrutture militari. Per questi luoghi il Masterplan individua 52 scenari di rigenerazione e quasi 200 possibili progettualità, calibrate sulle caratteristiche e sulle vocazioni dei diversi territori.
"Non consegniamo soltanto uno studio, ma una vera cassetta degli attrezzi - ha sottolineato Amirante -. Abbiamo costruito un metodo di lavoro che mette a disposizione dei Comuni dati, analisi, georeferenziazioni, scenari e possibili linee di sviluppo, evitando che ogni amministrazione debba ripartire da zero".
Il documento propone metodologie di soft e deep regeneration, mettendo in relazione ogni area con le strategie regionali in materia di rigenerazione urbana, politiche abitative, comunità energetiche, mobilità ciclabile, sviluppo economico e infrastrutture, nonché con le future opportunità di finanziamento regionali, nazionali ed europee.
"Ogni area ha una propria vocazione - ha continuato Amirante -. In alcuni casi la scelta migliore sarà restituire suolo permeabile o terreni all'agricoltura; in altri realizzare impianti per la produzione di energia rinnovabile, nuovi parchi urbani, servizi pubblici, parcheggi, edilizia convenzionata o funzioni a supporto delle aree produttive. L'obiettivo è individuare, caso per caso, la soluzione più efficace per ciascun territorio".
Nel corso del convegno sono stati illustrati i risultati della ricerca e gli strumenti messi a disposizione delle amministrazioni locali, seguiti da una tavola rotonda dedicata alle prospettive di recupero delle ex aree militari. In conclusione, Amirante ha sottolineato come il recupero delle aree militari dismesse rappresenti una sfida che può essere affrontata solo attraverso una pianificazione di area vasta, fondata sul dialogo tra Regione, Comuni e territori. L'assessore ha quindi ribadito "l'urgenza di dotare il Friuli Venezia Giulia di una nuova legge urbanistica, indispensabile per favorire processi di rigenerazione urbana e territoriale, superando una normativa ormai non più adeguata alle esigenze attuali".
"La rigenerazione delle aree dismesse è uno degli strumenti più importanti per perseguire l'obiettivo del consumo di suolo zero" ha evidenziato Amirante, richiamando anche la necessità di guardare all'innovazione, dall'intelligenza artificiale alle nuove tecniche costruttive, come leve per progettare città più sostenibili e competitive.
"L'urbanistica è prima di tutto un percorso culturale: solo da una visione condivisa possono nascere le trasformazioni che disegneranno il futuro del nostro territorio" ha concluso l'assessore regionale. ARC/GIM/gg