La III Commissione approva i nuovi criteri per il fabbisogno di
posti nei centri diurni e nelle strutture residenziali dedicate
agli over 70 non autosufficienti
Pordenone, 15 lug - "L'approvazione dei nuovi criteri e
parametri per il fabbisogno di posti destinati alle persone non
autosufficienti con oltre 70 anni rappresenta un passaggio
fondamentale per adeguare la nostra rete dei servizi ai profondi
cambiamenti demografici in atto. È un provvedimento che consente
di dare risposte più appropriate ai bisogni di salute legati
all'invecchiamento della popolazione, superando le attuali
disomogeneità territoriali e inserendo il tema della non
autosufficienza all'interno di una più ampia riforma del modello
organizzativo del sistema sanitario e sociosanitario regionale.
Quella della non autosufficienza è oggi una delle priorità che
abbiamo di fronte e richiede strumenti nuovi, innovativi e una
visione complessiva che prosegua l'importante lavoro fin qui
svolto".
Lo ha affermato oggi l'assessore regionale alla Salute, Riccardo
Riccardi, nel corso della III Commissione del Consiglio regionale
che ha esaminato e approvato le due delibere della Giunta
regionale, già licenziate in via preliminare dall'Esecutivo e dal
Consiglio delle autonomie locali, con cui vengono aggiornati i
criteri e i parametri per la determinazione del fabbisogno di
posti destinati alle persone non autosufficienti con più di 70
anni nei centri semiresidenziali e nelle strutture residenziali
del Friuli Venezia Giulia. Nel territorio regionale gli
ultrasettantenni sono oggi complessivamente circa 250 mila, oltre
36mila sono non autosufficienti altri 30 mila sono a rischio non
autosufficienza.
Per quanto riguarda i centri semiresidenziali, attualmente 34 in
Friuli Venezia Giulia di cui 13 specializzati nell'assistenza
alle persone con demenza, il provvedimento porta il parametro da
2,6 a 5 posti autorizzati ogni mille residenti con almeno 70
anni. I posti autorizzati passeranno così dagli attuali 646 a
1.253, con una distribuzione territoriale di 399 posti per Asugi,
554 per Asufc e 300 per Asfo.
Per le strutture residenziali, che oggi comprendono 170 strutture
convenzionate e non convenzionate per oltre 11.400 posti letto
complessivi, di cui circa 10 mila destinati a persone non
autosufficienti, il nuovo provvedimento individua un fabbisogno
regionale di 11.199 posti letto. A fronte degli attuali 9.642
posti disponibili, risultano autorizzabili 1.557 nuovi posti,
mentre la programmazione regionale prevede la realizzazione di
641 nuovi posti. I nuovi criteri fissano inoltre un parametro di
4,1 posti letto ogni cento residenti ultrasettantenni non
autosufficienti e stabiliscono che la realizzazione di nuove
strutture sarà consentita negli ambiti territoriali con un
fabbisogno residuo di almeno 120 posti letto; nei territori con
fabbisogni inferiori saranno invece possibili interventi di
ampliamento, trasformazione o trasferimento di strutture già
autorizzate.
"L'analisi ci porta - ha spiegato Riccardi - a un dato
inequivocabile: già vent'anni fa il Friuli Venezia Giulia
presentava indicatori di invecchiamento che solo oggi sono la
media nazionale. Va recuperato molto e questo impone di
proseguire su questo tema che è strettamente collegato anche alla
riorganizzazione ospedaliera. Per questo dobbiamo affrontare il
tema della non autosufficienza guardando a una stratificazione
dell'offerta che risponda con proporzionalità e coerenza
all'oggettivo bisogno. Vanno rafforzate - continua l'esponente
della Giunta - tutte le misure che consentano agli anziani di
rimanere il più possibile al proprio domicilio. Vanno proseguiti
gli investimenti nell'abitare possibile, che solo nell'ultimo
anno vedono uno stanziamento per 20 milioni di euro. E infine va
aumentato il fabbisogno delle strutture residenziali. Ma oltre a
questo va affrontato il tema della sostenibilità economica
dell'assistenza per le famiglie: difficile immaginare un esborso
mensile di tali dimensioni. Uno sforzo complessivo - ribadisce
l'assessore - dove deve maturare la consapevolezza che la non
autosufficienza non può essere affrontata separatamente dal
modello organizzativo dell'intero sistema sanitario e
sociosanitario regionale, se vogliamo offrire risposte realmente
appropriate ai bisogni di salute".
L'assessore ha affrontato anche il tema delle liste d'attesa per
l'accesso alle strutture residenziali, ricordando come "i dati
disponibili evidenzino tempi medi di attesa compresi tra i 60 e
gli 80 giorni, considerando complessivamente strutture
convenzionate e non convenzionate. È necessario continuare a
ridurli e i provvedimenti approvati oggi contribuiranno anche a
questo obiettivo".
Riccardi ha inoltre ricordato che, rispetto al 2018, le risorse
regionali destinate all'abbattimento delle rette sono aumentate
di oltre il 40% arrivando a 110 milioni all'anno e che il Friuli
Venezia Giulia è l'unica Regione italiana ad aver istituito il
Fondo per l'autonomia possibile (Fap) con una dotazione 2026 di
70 milioni, uno strumento di sostegno alle famiglie e ai
caregiver.
"La strategia regionale - ha evidenziato ancora l'assessore -
punta a differenziare e rafforzare l'offerta dei servizi. Solo
una pluralità di strumenti può dare risposte efficaci a un
fenomeno inevitabilmente destinato a crescere".
In conclusione, Riccardi ha ribadito la necessità di rafforzare
il sistema pubblico anche nel settore della residenzialità,
sottolineando come la sostenibilità futura richieda nuovi modelli
organizzativi. "Credo profondamente - ha affermato - nella difesa
del sistema pubblico, ma oggi nelle strutture il loro personale
dipendente rappresenta appena il 10 per cento degli operatori,
mentre il restante 90 per cento è costituito da esternalizzazioni
basate sulla prestazione. Nel privato, invece, il rapporto di
lavoro subordinato è molto più alto. È una situazione che impone
una riflessione e che dovrà essere affrontata anche attraverso
nuove forme di collaborazione con il privato sociale e il Terzo
settore, partner fondamentali nella costruzione del futuro
modello di gestione dei servizi".
ARC/LIS/gg
L'assessore regionale alla Salute, Riccardo Riccardi