Infanzia: Rosolen, 36 milioni per abbattere le rette dei nidi
La Giunta conferma contributi fino a 510 euro al mese Udine, 11 lug - "La Regione mette a disposizione quasi 36
milioni di euro, tra risorse regionali e Fondo sociale europeo
Plus, per sostenere le famiglie che usufruiscono dei servizi
educativi per la prima infanzia. Il contributo arriva fino a 510
euro mensili per i nuclei con più figli minori e a 310 euro per
quelli con un unico figlio che frequenta un servizio a tempo
pieno". Lo ha dichiarato l'assessore regionale al Lavoro, Formazione,
Istruzione, Ricerca, Università e Famiglia, Alessia Rosolen,
commentando l'approvazione da parte della Giunta di due delibere
dedicate ai servizi educativi per i bambini fino a tre anni. Con il primo provvedimento sono stati definiti gli importi
mensili per l'abbattimento delle rette nell'anno educativo
2026/2027. Le risorse disponibili ammontano complessivamente a
35.948.545 euro, a fronte di un fabbisogno stimato di 31.340.605
euro. I finanziamenti sono destinati a consolidare l'ampliamento
dell'offerta educativa, sostenere l'aumento dei bambini iscritti
ai nidi e favorire la conciliazione tra tempi di vita e di lavoro
delle famiglie. Per i nuclei con un solo figlio minore e un Isee pari o inferiore
a 50mila euro, il contributo è fissato in 310 euro mensili per la
frequenza a tempo pieno di nidi d'infanzia e servizi educativi
domiciliari e in 155 euro per la frequenza a tempo parziale. Lo
stesso importo di 155 euro è previsto anche per i centri per
bambini e genitori e per gli spazi gioco. Per i nuclei con due o
più figli minori, il beneficio sale a 510 euro mensili per la
frequenza a tempo pieno e a 255 euro per quella a tempo parziale,
importo riconosciuto anche per i centri per bambini e genitori e
gli spazi gioco. "Le risorse disponibili consentono di finanziare sia le domande
già approvate sia quelle che potranno essere accolte, dopo in
base alla capacità ricettiva dei servizi. Confermiamo così un
sostegno significativo alle spese sostenute dalle famiglie e
favoriamo l'accesso ai servizi educativi fin dai primi anni di
vita" ha aggiunto Rosolen. La seconda deliberazione approva lo schema di intesa tra la
Regione Friuli Venezia Giulia e l'Ufficio scolastico regionale
per l'ammissione alla sperimentazione e al finanziamento delle
Sezioni Primavera nell'anno scolastico 2026/2027. Le sezioni Primavera accolgono bambini tra i 24 e i 36 mesi e
rappresentano un servizio educativo di raccordo tra il nido e la
scuola dell'infanzia. Per il prossimo anno scolastico potranno
essere ammesse le sezioni con un numero di iscritti compreso tra
10 e 20 bambini e un funzionamento giornaliero da cinque a otto
ore. Il numero minimo di iscritti scende a cinque nei Comuni montani,
in quelli con meno di 5mila abitanti e nei territori
caratterizzati da specificità linguistiche, ampliando così la
possibilità di attivare il servizio anche nelle realtà meno
popolate. L'intesa prevede inoltre contributi annuali compresi tra 10mila e
27mila euro, determinati in base al numero degli iscritti e alla
durata giornaliera del servizio. In presenza di bambini con
disabilità o in situazioni di svantaggio socio-culturale è
prevista una maggiorazione del 15 per cento, a condizione che sia
garantito personale educativo aggiuntivo o un rapporto inferiore
a un educatore ogni dieci bambini. Per le strutture che richiedono sia il contributo statale sia
quello regionale, le rette a carico delle famiglie dovranno
essere comprese tra 100 e 550 euro mensili. Per i gestori che
chiedono la sola ammissione alla sperimentazione, la fascia sarà
invece compresa tra 100 e 750 euro mensili. Restano possibili
riduzioni ed esenzioni in base alla situazione economica delle
famiglie. "Con le sezioni Primavera rafforziamo l'offerta educativa rivolta
ai bambini tra i due e i tre anni e diamo una risposta alla
crescente domanda di posti nei nidi. La deroga prevista per i
piccoli Comuni contribuisce inoltre a garantire la presenza dei
servizi educativi anche nei territori meno popolosi" ha concluso
Rosolen.
ARC/PT/ep
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