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09.07.2026 13:52

Salute: Riccardi, lavoriamo per ridurre impatto cronicità su famiglie

Collaborazione tra pubblico e privato utile a sostenibilità del sistema
Udine, 9 lug - "La politica deve preoccuparsi della sostenibilità del sistema socio-sanitario nella prospettiva dell'aumento delle cronicità e dell'impatto che queste hanno sulla qualità della vita e sui bilanci delle famiglie. Quanto si potrà andare avanti con oneri che, nella migliore delle ipotesi, raggiungono circa 2 mila euro al mese ad ogni famiglia? E quanto potranno i bilanci dei Comuni sostenere una morosità in aumento? Per valutare l'efficacia delle azioni regionali condotte finora vanno valutati con onestà intellettuale questi fenomeni uniti agli indicatori di efficacia ed efficienza. Per questo la riduzione dei ricoveri ospedalieri va letta come un dato positivo in un'ottica di evoluzione del sistema verso i servizi di rete territoriali e di presa in carico extra ospedaliera".
È la riflessione portata dall'assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi alla conferenza conclusiva del Progetto CCM 2023 "La tutela della salute nelle strutture residenziali socio-sanitarie", ospitata a Udine, momento finale di un percorso di ricerca dedicato alla definizione di strumenti operativi per la prevenzione e il controllo delle infezioni correlate all'assistenza nelle strutture residenziali.
"Dalle evidenze emerse nel progetto - ha rimarcato Riccardi - deriva la necessità di rafforzare l'evoluzione del sistema di presa in carico degli anziani e dei pazienti cronici. Tra le principali direttrici individuate figurano lo sviluppo di modelli di assistenza sempre più personalizzati, il coinvolgimento attivo dell'anziano e della famiglia in tutte le fasi del percorso assistenziale, il potenziamento dei percorsi di transizione assistenziale per garantire continuità tra ospedale, territorio e strutture residenziali, il consolidamento di un approccio di rete tra tutti gli attori del sistema".
Il progetto, finanziato nell'ambito del Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie (CCM) del Ministero della Salute, vede il Friuli Venezia Giulia nel ruolo di capofila. Alla ricerca hanno partecipato il ministero della Salute, l'Istituto superiore di sanità, cinque Università - tra cui l'Università di Udine -, cinque Regioni, 470 residenze sanitarie assistenziali e 18 focus group che hanno coinvolto complessivamente 77 partecipanti. Il lavoro ha consentito di raccogliere dati, esperienze e buone pratiche utili alla definizione di modelli organizzativi condivisi per la tutela della salute nelle strutture residenziali.
Sono intervenuti, tra gli altri, il ministro della Salute Orazio Schillaci, con un video messaggio, Valter Bergamaschi, direttore generale della Programmazione e dell'edilizia sanitaria del ministero della Salute, il professor Silvio Brusaferro e i dirigenti in ambito sanitario delle Regioni Toscana, Emilia-Romagna, Piemonte e Lombardia.
A livello nazionale le strutture socio - sanitarie per anziani mettono a disposizione circa sette posti letto ogni mille abitanti e rappresentano luoghi di vita che, nel loro complesso, dispongono di un numero di posti letto doppio rispetto a quello degli ospedali. Una realtà che riflette l'evoluzione demografica e l'aumento della popolazione anziana con bisogni assistenziali complessi.
Per quanto riguarda il Friuli Venezia Giulia, il sistema regionale conta 170 strutture residenziali, delle quali 23 destinate ad anziani autosufficienti e 147 dedicate ai non autosufficienti. Le strutture convenzionate sono 101. Complessivamente i posti letto sono 11.488, di cui 1.070 riservati agli autosufficienti e 10.418 ai non autosufficienti. La gestione delle strutture vede la presenza di 51 enti pubblici, che amministrano 5.563 posti letto, pari al 48 per cento del totale regionale. A questi si affiancano 39 enti del privato sociale e 80 strutture riconducibili al privato di mercato, delineando un sistema articolato nel quale convivono soggetti pubblici e privati.
L'analisi dei dati conferma inoltre una crescita progressiva del numero di persone con elevati bisogni assistenziali e sanitari accolte nelle strutture residenziali. Tra gli elementi di maggiore rilievo emerge che il 64 per cento degli anziani riferisce una condizione di dolore cronico, mentre oltre il 70 per cento della popolazione con più di 65 anni assume contemporaneamente più di quattro principi attivi per la gestione delle patologie croniche. ARC/SSA/al