Illustrato in Giunta il percorso per una manifestazione
d'interesse rivolta agli operatori privati
Udine, 4 lug - "Le ex aree militari dismesse possono diventare
uno tassello significativo della strategia energetica del Friuli
Venezia Giulia. Sono spazi già infrastrutturati, spesso dotati di
cabine di media tensione e recinzioni, distribuiti in modo
capillare sul territorio regionale: una base utile per sviluppare
impianti fotovoltaici, rafforzare la sicurezza energetica e, al
contempo, limitare il consumo di suolo agricolo".
Lo hanno affermato l'assessore regionale al Patrimonio, demanio,
servizi generali e sistemi informativi, Sebastiano Callari, e
l'assessore regionale alla Difesa dell'ambiente, energia e
sviluppo sostenibile, Fabio Scoccimarro, che ieri hanno portato
all'attenzione della Giunta una comunicazione relativa
all'ipotesi di utilizzo di aree ex militari per la realizzazione
di una rete di impianti di produzione di energia da fonti
rinnovabili, con particolare riferimento al fotovoltaico.
La comunicazione dà attuazione all'articolo 9 della legge
regionale 29 dicembre 2025, n. 18, collegata alla manovra di
bilancio, che autorizza l'Amministrazione regionale a concludere
accordi di programma con i Comuni per l'utilizzo di beni statali
dismessi trasferiti in proprietà agli enti locali.
"Il Piano energetico regionale - hanno spiegato Callari e
Scoccimarro - individua nella sicurezza e nell'indipendenza
energetica due obiettivi centrali. Questo percorso va nella
direzione di aumentare la produzione da fonti rinnovabili,
valorizzando beni pubblici oggi inutilizzati e coinvolgendo
Comuni, operatori privati e comunità energetiche del territorio".
La Direzione centrale Patrimonio, demanio, servizi generali e
sistemi informativi, di concerto con la Direzione centrale Difesa
dell'ambiente, energia e sviluppo sostenibile, intende quindi
procedere con una esplorazione di mercato attraverso la
pubblicazione di un avviso di manifestazione d'interesse.
L'obiettivo è verificare la disponibilità di uno o più soggetti
privati a stipulare accordi di partenariato con la Regione per la
realizzazione degli impianti.
Una prima ricognizione ha individuato beni presenti in dieci
Comuni, con la possibilità di arrivare fino a dodici. Il
passaggio successivo sarà il coinvolgimento dei singoli enti
locali proprietari delle aree, con i quali la Regione potrà
siglare gli accordi di programma previsti dalla normativa.
"Il valore di questa operazione - hanno concluso gli assessori -
sta nella possibilità di trasformare aree rimaste senza funzione
in infrastrutture al servizio della transizione energetica. Il
fotovoltaico su aree già compromesse o inutilizzate consente di
produrre energia pulita, rafforzare le comunità energetiche
rinnovabili e tutelare il suolo agricolo, che resta una risorsa
strategica per il Friuli Venezia Giulia".
ARC/PT/ep
L'assessore regionale alla Difesa dell'ambiente, energia e sviluppo sostenibile, Fabio Scoccimarro.
L'assessore regionale al Patrimonio, demanio, servizi generali e sistemi informativi, Sebastiano Callari.