Fedriga: il miglioramento è traccia che, nonostante il Covid, è
continuata per due legislature
Trieste, 3 lug - "In otto anni di costante impegno, con una
pandemia di mezzo che è stata una sorta di buco nero nella
traccia dello sviluppo, abbiamo portato il Servizio sanitario
regionale di nuovo ai vertici della sanità nazionale. Legata
all'evoluzione demografica e ai mutamenti delle abitudini, la
salute chiede sempre nuovi sforzi, ma la macchina è in moto e va
nella direzione giusta".
Lo ha dichiarato il governatore del Friuli Venezia Giulia
Massimiliano Fedriga commentando i dati della quattordicesima
edizione del report sulle performance delle Regioni, pubblicato
come da tradizione in questi giorni dall'Università Tor Vergata.
"Ci inseriamo con continuità in una traccia che, nel corso delle
nostre due legislature, ci ha portato tra le migliori regioni
italiane" ha continuato Fedriga.
Un valore positivo che emerge dal rapporto sulle performance
regionali di Crea è l'indice che, misurato a partire dal 2019,
vede il Friuli Venezia Giulia tra le regioni che hanno
certificato un più significativo miglioramento delle performance
generali.
"Ciò su cui dobbiamo concentrarci ora - ha concluso Fedriga - è
lavorare sulla percezione del miglioramento da parte della
popolazione e degli stakeholder. Come dichiara lo stesso
rapporto, nelle Regioni più performanti è più complesso far
percepire i miglioramenti. Ma l'impegno che ci prendiamo è
proprio quello di condividere al massimo l'evoluzione in atto per
farla diventare patrimonio comune di tutti".
A seguito dell'analisi tecnica del rapporto, l'assessore
regionale alla Salute Riccardo Riccardi rimarca che "muovere una
macchina complessa come quella della sanità che, ricordiamo,
coinvolge quasi 21mila addetti e ha ricadute sulla totalità della
popolazione non è cosa semplice. In otto anni di vere e proprie
lotte per scalfire e anche demolire arroccamenti e rigidità del
sistema, abbiamo avviato un percorso virtuoso i cui risultati
continuano a esserci riconosciuti dalla Scuola Sant'Anna di Pisa,
prima, e oggi dall'Università di Roma Tor Vergata".
Per descrivere i livelli di performance il rapporto Crea adotta
un sistema per il quale "1" è la migliore performance in assoluto
e, ovviamente "0" quella peggiore.
"Nel 2017 abbiamo raccolto un Ssr che raggiungeva lo 0,35 di
indice. Nel 2022, nonostante una pandemia appena conclusa,
avevamo portato questo dato allo 0,50. Oggi abbiamo raggiunto un
indice di performance generale dello 0,55" ha rilevato Riccardi.
Scendendo nello specifico, gli indici di performance riferiti a
determinati agglomerati di categorie sociali mostrano che per gli
utenti l'indice di performance è sempre dello 0,50; per le
istituzioni è dello 0,53; per le professioni sanitarie è dello
0,58; per il management aziendale dello 0,59 e per l'industria
dello 0,57.
"Come ricordato dal governatore Fedriga - ha continuato Riccardi
- occorre sicuramente concentrarsi sulla percezione che i
cittadini hanno del Ssr, anche alla luce dell'introduzione della
strategica riorganizzazione del sistema che, con le Case e gli
Ospedali di Comunità, sposta il baricentro della risposta ai
bisogni di salute verso il territorio".
A questo proposito, l'assessore Riccardi, sugli specifici
indicatori del rapporto, ha ricordato che Crea mette in area
verde (positiva) la realtà delle Case della Comunità del Friuli
Venezia Giulia, l'aumento della spesa sanitaria pubblica
pro-capite, l'indice di salute mentale, il tasso di adesione alla
prevenzione vaccinale nei bambini, nell'anziano e nello screening
e il tasso di anziani trattati in assistenza domiciliare
integrata (Adi).
"Il riconoscimento di questo ultimo punto è molto importante - ha
ricordato Riccardi - perché conferma che lo spostamento dell'asse
verso il territorio è positivamente avviato".
Dall'altra parte, un elemento di criticità è quello della quota
d'interventi per cancro della mammella, della prostata e del
polmone effettuati in strutture con casistiche congrue.
"Non fa piacere dire che abbiamo ragione su questo punto - ha
commentato l'assessore alla Salute - ma l'introduzione della Rete
oncologica, avviata appunto nel 2025, è mirata a intervenire
proprio su questo elemento che focalizza una dannosa
frammentazione delle attività alla quale abbiamo posto rimedio
proprio attraverso la concentrazione degli interventi per
migliorare la casistica e gli esiti".
Riccardi ha espresso qualche dubbio sull'indicatore negativo
relativo al tasso di utilizzo del Fascicolo Sanitario Elettronico
perché "siamo tra le prime Regioni ad averlo avviato e siamo già
molto strutturati sul Fse 2.0".
Evidente che l'introduzione delle Case della Comunità e gli
investimenti fatti sulle liste d'attesa "andranno a incidere
sulla quota di prestazioni in priorità B eseguite nei tempi
previsti e sul tasso di disabili e anziani integrati in Adi".
Le conclusioni dell'assessore sono quindi positive, anche se "non
va tutto bene e ci guardiamo bene dal dirlo. La sanità è sempre
un cantiere aperto perché la nostra società è in piena
evoluzione, demografica e culturale. Dobbiamo lavorare molto
sulla comunicazione verso il cittadino, aprire le porte del mondo
della salute per farlo partecipe delle sue evoluzioni. Stringere
un patto con il cittadino per attivare un nuovo modo di
collaborare: responsabilità personale e disponibilità e offerta
delle istituzioni. Solo così - conclude Riccardi -potremo
affrontare le sfide della società della longevità".
ARC/COM/ep/ma