Consegnati gli attestati ai primi 32 esperti del corso voluto
dalla Regione con Uniud ResilHub
Gemona, 2 lug - "La cerimonia di consegna degli attestati
certifica un percorso importante di crescita delle competenze in
una materia complessa come la gestione delle emergenze, dove la
conoscenza reciproca e il rapporto di fiducia tra le persone
fanno la differenza: governare l'imprevedibile significa assumere
decisioni che possono incidere sulla vita delle persone e, per
questo, servono competenze sempre più solide."
Lo ha affermato l'assessore regionale alla Salute con delega alla
Protezione civile Riccardo Riccardi alla cerimonia di consegna
degli attestati di frequenza ai primi 32 "Resilience officer",
gli specialisti in emergenze ambientali, territoriali e
socio-economiche, formati dall'Università di Udine in
collaborazione con la Regione Friuli Venezia Giulia. L'iniziativa
è stata organizzata dalla Scuola laboratoriale di alta formazione
in resilienza per lo sviluppo sostenibile (Uniud ResilHub)
dell'Ateneo.
I nuovi esperti in situazioni di crisi hanno ricevuto a Palazzo
Fantoni a Gemona del Friuli l'attestato di partecipazione al
corso intensivo per Resilience officer alla presenza del rettore
Angelo Montanari, del delegato dell'ateneo per il polo di Gemona,
Andrea Cafarelli e del direttore della Scuola, Stefano Grimaz,
del sindaco di Gemona, Roberto Revelant e del direttore della
Protezione civile regionale Amedeo Aristei.
"Questo percorso di formazione - ha sottolineato Riccardi - è tra
le esperienze significative realizzate nell'ambito del
cinquantesimo anniversario del terremoto. È stata un'occasione
per rileggere in modo critico quanto è accaduto, valorizzando ciò
che è stato fatto e individuando gli aspetti da migliorare. Per
questo non può esaurirsi con la consegna dei primi 32 attestati:
deve crescere e coinvolgere un numero sempre maggiore di
professionisti chiamati a operare nelle emergenze."
L'assessore ha evidenziato la necessità di investire nella
formazione continua e nella collaborazione tra professionalità
diverse.
"Dobbiamo continuare a far crescere le competenze delle persone,
ma anche lavorare sulla multidisciplinarietà - ha rimarcato
Riccardi -. Le competenze di ciascuno iniziano in un punto e
terminano in un altro: è fondamentale che si integrino. Per
questo i modelli orizzontali di collaborazione sono determinanti
e dobbiamo superare quella verticalità che appartiene ancora, in
parte, alla pubblica amministrazione. I protagonisti di questa
esperienza devono fare un ulteriore sforzo: essere testimoni di
questa alfabetizzazione nei confronti delle organizzazioni nelle
quali vivono ogni giorno. Devono far comprendere che questo non è
solo un attestato in più da appendere dietro la scrivania, ma un
modello culturale attorno al quale il sistema deve rafforzarsi
per dare risposte migliori in condizioni critiche."
Riccardi nel suo intervento ha evidenziato una lacuna normativa e
formativa nel sistema italiano: la mancanza di titoli ufficiali
che abilitino alla gestione delle emergenze complesse. Come
figure professionali nate negli ultimi decenni - il responsabile
unico del procedimento o quello della sicurezza, per esempio - un
tempo inesistenti o considerate marginali e oggi centrali così il
sistema istituzionale e universitario è opportuno inizi a formare
e, soprattutto, a certificare formalmente queste competenze,
affinché ruoli delicati come quello di commissario straordinario
siano ricoperti da figure con una qualifica codificata e
riconosciuta.
Il corso, a carattere residenziale, si è articolato in cinque
giornate di attività laboratoriali e di confronto. Lo scopo è
sviluppare competenze trasversali che favoriscano il
coordinamento sistemico tra i vari enti coinvolti nelle
emergenze. Inoltre, garantire una lettura dinamica e integrata
dei rischi, attivare risorse territoriali e promuovere soluzioni
adattive calibrate sulle specificità dei contesti locali.
La nuova figura specialistica di Resilience officer coniuga
competenze tecniche, strategiche e relazionali per assicurare la
continuità operativa e la gestione efficace delle emergenze. Può
ricoprire funzioni centrali: nell'analisi delle vulnerabilità e
delle interdipendenze tra le reti infrastrutturali; nel supporto
alle decisioni attraverso sistemi informativi evoluti; nella
pianificazione di strategie di adattamento; nel coordinamento tra
soggetti gestori e protezione civile.
Molto diversificate le provenienze lavorative dei primi 32
Resilience officer: Protezione civile regionale, Amministrazione
regionale, Vigili del fuoco, Prefetture, Capitanerie di Porto,
società autostradali, aziende pubbliche di trasporto, ferrovie
locali, società di gestione della rete ferroviaria, società di
distribuzione dell'energia elettrica
ARC/EP/ma
L'assessore Riccardi consegna gli attestati ai nuovi 32 resilience officer
L'assessore Riccardi a Gemona
L'intervento dell'assessore a palazzo Fantoni