Salute: Riccardi, domiciliarità priorità per non autosufficienza
L'assessore è intervenuto oggi al Consiglio delle autonomie locali Trieste, 29 giu - "La gestione della non autosufficienza
rappresenta oggi una sfida importante quanto quella ospedaliera.
Sono due catene strettamente collegate e dobbiamo rispondere a
una domanda crescente privilegiando la domiciliarità; chi
continua a vivere nella propria casa vive meglio. Per questo è
necessario garantire un'equità territoriale nell'offerta dei
servizi, evitando risposte standardizzate a bisogni di salute
molto diversi". Lo ha affermato l'assessore regionale alla Salute Riccardo
Riccardi intervenendo oggi al Consiglio delle autonomie locali,
chiamato a esprimere il parere su una serie di deliberazioni
riguardanti l'aggiornamento della programmazione regionale in
materia di tutela delle donne vittime di violenza, non
autosufficienza e Fondo per l'Autonomia possibile (Fap). Entrando nel merito dei provvedimenti, Riccardi ha evidenziato
che l'aggiornamento del regolamento sulle strutture antiviolenza
rafforza il sistema regionale di protezione attraverso il
raddoppio del contributo annuo destinato agli sportelli, portato
a 10mila euro, la semplificazione delle procedure di riparto
delle risorse per centri antiviolenza e case rifugio, il
coordinamento dei contributi destinati agli orfani di crimini
domestici e l'ampliamento delle spese ammissibili per il
funzionamento delle strutture. L'assessore ha quindi posto l'accento sulla programmazione
dedicata alla non autosufficienza e ai servizi semiresidenziali
per le persone anziane, sottolineando come l'andamento
demografico imponga una pianificazione sempre più attenta e
orientata al rafforzamento dell'assistenza territoriale.
"Dobbiamo governare una domanda in costante crescita - ha
spiegato - mettendo al centro la persona e la permanenza nel
proprio contesto di vita, attraverso una rete di servizi capace
di assicurare risposte appropriate e omogenee su tutto il
territorio regionale". Riccardi ha inoltre ribadito il valore del sistema pubblico,
evidenziando la necessità di preservarne il ruolo nella gestione
dei servizi sociosanitari. "Guardo con grande preoccupazione
all'ingresso di fondi d'investimento che cercano remunerazione
sulle vite delle persone. Il sistema pubblico deve però
evolversi, superando logiche ormai non più sostenibili e
costruendo una nuova alleanza con la cooperazione e il terzo
settore, chiamati a essere partner di investimento e di
responsabilità insieme ai Comuni". Sul fronte delle risorse, l'assessore ha ricordato che il Fondo
nazionale per la non autosufficienza crescerà progressivamente
fino a superare i 27 milioni di euro nel 2027, mentre il Fondo
per l'Autonomia possibile passerà dai 36 milioni di euro del 2023
ai 53 milioni previsti per il 2026. "Si tratta di uno sforzo
economico e culturale senza precedenti - ha concluso Riccardi -
che richiede una governance rigorosa da parte della Regione e
delle amministrazioni locali per garantire efficienza e risposte
sempre più adeguate ai cittadini".
ARC/PAU/al
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