Trieste, 19 giu - "È evidente che l'accusa di presunta mancanza di visione della Giunta Fedriga, sostenuta da otto anni in occasione di ogni provvedimento da parte dell'opposizione, finora abbia portato fortuna e possa essere di buon auspicio anche per questa riforma. D'altronde gli Edr, fortemente contestati dall'opposizione quando sono stati introdotti nel 2019, oggi per la stessa opposizione funzionano benissimo e non vanno toccati. Va ricordato invece che abbiamo sempre detto chiaramente che gli Edr rappresentavano un passaggio verso la costituzione delle Province elettive, una volta completata la modifica statutaria. Oggi abbiamo il dovere di costruire le Province del futuro".
Lo ha affermato oggi in Consiglio regionale l'assessore alle Autonomie locali Pierpaolo Roberti durante la discussione sul disegno di legge "Principi e norme fondamentali del sistema Regione-Autonomie locali, istituzione e ordinamento delle Province del Friuli Venezia Giulia e soppressione degli Enti di decentramento regionale di cui alla legge regionale 21/2019".
"Dispiace che da parte delle forze di opposizione vi sia stata sempre una contrarietà pregiudiziale. È grave - ha sottolineato Roberti - che in tutti questi anni sia completamente mancata una reale e seria volontà di confronto".
"La qualità del dialogo si misura oggi con il numero degli emendamenti presentati. Quelli dell'opposizione sono circa 150 e quasi tutti - ha precisato l'assessore - non puntano a migliorare realmente il disegno di legge. Di questi sono numerosi, infatti, quelli soppressivi, mentre altri si limitano a spostare di un anno o due l'entrata in vigore di una determinata funzione".
"È assolutamente normale che esistano idee diverse, ma la Giunta e la maggioranza in Consiglio regionale - ha detto l'esponente dell'Esecutivo Fedriga - hanno cercato costantemente una sintesi per portare a casa un provvedimento che possa garantire ai cittadini del Friuli Venezia Giulia servizi migliori e funzioni esercitate più efficacemente sul territorio".
"Temiamo invece che il contributo dell'opposizione a questa riforma sarà del tutto assente, avendo scelto autonomamente di non partecipare davvero al confronto. Si tratta di un vero peccato - ha concluso Roberti - perché qui stiamo scrivendo le regole del gioco in assoluta coerenza con il nostro programma che, a partire dal 2018, ha sempre previsto chiaramente la reintroduzione delle Province elettive". ARC/RT/al