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24.06.2026 19:23

Energia: Scoccimarro, acqua e idrogeno risorse per futuro Fvg

L'assessore ha partecipato all'incontro "Transizione. Energia, la crescita oltre le incertezze"
Trieste, 24 giu - "Quello dell'energia è un tema quanto mai attuale. Si inserisce in un momento storico in cui siamo chiamati a prendere decisioni cruciali, non più rinviabili, e soprattutto non più affrontabili con approcci ideologici. La transizione ecologica ed energetica non può essere un dogma calato dall'alto, ma un processo pragmatico che deve tenere insieme le esigenze dell'ambiente con quelle dello sviluppo economico".
È il concetto espresso dall'assessore regionale alla Difesa dell'ambiente, Energia e sviluppo sostenibile Fabio Scoccimarro, all'incontro dal titolo "Transizione. Energia, la crescita oltre le incertezze", organizzato dal gruppo editoriale Nem, al Generali convention center di Trieste.
Entrando nel dibattito in merito all'energia nucleare e in particolare del possibile raddoppio dell'impianto di Krško in Slovenia, Scoccimarro ha rimarcato di non essere contrario "al nucleare di nuova generazione" ma ha ricordato che "all'inizio del Novecento in quell'area c'è stato un terremoto simile a quello del 1976 in Friuli. La presenza di un rischio sismico è confermata da decenni di dati scientifici inoppugnabili".
"Quando si tratta di decisioni strategiche, mi affido ai massimi esperti del settore, come abbiamo fatto con le questioni idrogeologiche del fiume Tagliamento, avvalendoci della consulenza del premio Nobel Andrea Rinaldo - ha spiegato Scoccimarro -. Questo è il metodo: la politica decide assumendosi la responsabilità sulla base delle rilevanze scientifiche".
L'assessore ha rimarcato che "il raddoppio della centrale richiederebbe da 7 a 10 anni per essere realizzato e un investimento di un miliardo di euro a carico dei fondi regionali. Va però tenuto conto che il prezzo dell'energia elettrica è legato a quello del gas, a causa dell'anacronistico sistema del 'prezzo marginale' adottato nei mercati europei; quindi, non sarebbe possibile garantire un ritorno diretto e un reale abbattimento dei costi in bolletta per le nostre imprese e i cittadini".
"Non abbiamo bisogno di mega-centrali che impiegano decenni per essere costruite, ma di guardare con interesse ai nuovi piccoli reattori modulari - ha continuato l'assessore -. Sistemi di quarta generazione, sicuri, che richiedono investimenti più agili, tempi di realizzazione certi e superano le criticità dei grandi impianti tradizionali".
Scoccimarro ha spiegato che "accanto a questo, il nostro asse strategico punta sull'idrogeno: la vera chiave per decarbonizzare i settori industriali come le acciaierie, la manifattura pesante, la logistica su gomma. In questo quadro si inserisce con forza il progetto della Valle dell'Idrogeno del Nord Adriatico con Slovenia e Croazia".
Per l'assessore l'oro del Friuli Venezia Giulia è l'acqua. "Un altro progetto di portata storica riguarda la governance dell'energia idroelettrica. Siamo stati la prima Regione in Italia ad approvare una legge che prevede il ritorno al controllo pubblico delle grandi concessioni idroelettriche alla loro scadenza. Un percorso coraggioso per riportare 'in pancia' alla Regione la risorsa idrica. Per questo è nata FVG Energia: lo strumento per trattenere sul territorio la ricchezza generata dallo sfruttamento delle nostre acque".
A questo sforzo la Regione ha affiancato la spinta sul fotovoltaico. "Abbiamo messo a disposizione centinaia di milioni di euro che, uniti alle detrazioni statali, hanno permesso a migliaia di famiglie e imprese di coprire fino al 90% dell'investimento. Lo abbiamo fatto guidando il processo, non subendolo. Le sfide energetiche dei prossimi anni non si vinceranno con i pregiudizi, e nemmeno con l'illusione di soluzioni miracolose lontane decenni. Si vinceranno con la scienza, il pragmatismo, difendendo le imprese e tutelando le nostre risorse". ARC/MA/gg