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18.06.2026 14:54

Electrolux: Rosolen, è crisi nazionale serve risposta di sistema

L'assessore ha atteso il corteo di Pordenone, poi la riunione in Prefettura con tutte le parti sociali
Pordenone, 18 giu - "La vertenza Electrolux deve essere affrontata come una questione di interesse nazionale sostenuta dall'unità del territorio e dall'azione corale di tutte le istituzioni". È il messaggio dell'assessore regionale al Lavoro Alessia Rosolen a margine della riunione in Prefettura voluta dal Prefetto di Pordenone Michele Lastella, con i sindaci del territorio, parlamentari nazionali ed europei e i rappresentanti delle sigle sindacali e di Confindustria Alto Adriatico. Poco prima l'assessore aveva atteso in piazza del Popolo l'arrivo del corteo delle lavoratrici e dei lavoratori a cui hanno preso parte circa 2mila persone.
"A questa vertenza va data una lettura industriale nazionale, e non limitata ai singoli territori, perché da questa partita dipendono non solo il futuro degli stabilimenti coinvolti, ma anche la competitività del nostro sistema produttivo e la tenuta del nostro tessuto sociale, economico e industriale" ha riferito Rosolen rivolgendo poi un ringraziamento al Prefetto per il lavoro svolto: "Ringrazio in primis il Prefetto per avere favorito un confronto così ampio e condiviso. La scelta di riunire attorno allo stesso tavolo istituzioni, rappresentanze dei lavoratori e parti interessate per individuare temi e proposte da portare all'attenzione del Governo nazionale rappresenta un metodo importante e un valore aggiunto per affrontare questa crisi".
Rosolen ha poi evidenziato che "Anche il corteo di oggi ha avuto un significato che va oltre il territorio di Pordenone e Porcia. Sono convinta che abbia rappresentato idealmente anche i lavoratori di tutti gli altri stabilimenti Electrolux italiani, a conferma che siamo di fronte a una vertenza che riguarda l'intero sistema industriale del Paese.
Sui prossimi passaggi l'assessore ha rilevato che "stiamo vivendo una fase di raffreddamento che deve condurci a un confronto puntuale con l'azienda e, soprattutto, alla verifica delle strategie e delle azioni che potranno essere messe in campo. Il mancato ritiro del piano, l'assenza di un impegno chiaro a non procedere con eventuali cessioni e la mancata garanzia di non assumere decisioni unilaterali da parte dell'azienda sono elementi che continuano a destare preoccupazione e non tanto per l'esito di questa fase di confronto, che auspichiamo possa essere positivo, quanto per le modalità con cui, anche dopo luglio, dovrà essere affrontata la crisi. Certamente non bastano interventi economici, investimenti in ricerca e sviluppo o il ricorso agli ammortizzatori sociali. Se ci limitassimo a questo, tra due anni ci ritroveremmo nuovamente nella stessa situazione. È necessario modificare la strategia industriale, attraverso strumenti e norme di livello nazionale e con un forte coinvolgimento dell'Europa" ha concluso Rosolen. ARC/SSA/al