Trieste, 10 giu - "La sospensione del trattato di Schengen alla frontiera con la Slovenia dall'ottobre del 2023 a oggi, motivata dalle possibili infiltrazioni terroristiche lungo la rotta balcanica, non rappresenta per l'Amministrazione regionale un costo insostenibile bensì un investimento importante a favore della sicurezza del nostro territorio".
Lo ha affermato oggi a Trieste l'assessore alla Sicurezza Pierpaolo Roberti rispondendo a una interrogazione in Consiglio regionale.
"A fronte dei presunti costi di 20 milioni di euro stimati dagli organi di stampa - ha sottolineato Roberti - sono stati comunque raggiunti dei risultati assolutamente significativi".
L'esponente della Giunta Fedriga ha spiegato che dal 21 ottobre 2023 al 2 giugno 2026 sono stati eseguiti controlli su quasi 1 milione e mezzo di persone (precisamente 1.485.565), sono stati controllati quasi 800 mila veicoli, arrestati 659 soggetti, di cui 280 per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e si sono presentati spontaneamente o rintracciati 20.208 immigrati in modo illegale, di cui 1.813 minori stranieri non accompagnati.
Nel 2024, primo anno completo della sospensione di Schengen, gli arrivi in Friuli Venezia Giulia sono stati 10.045 con una riduzione superiore al 50% rispetto l'anno precedente; di questi i minori stranieri non accompagnati sono stati 887 (-51,1%).
Lo scorso anno (2025) gli ingressi risultano ulteriormente in calo: 8.002 persone (-60,04% rispetto al 2023) e 792 minori stranieri non accompagnati (-56,3% rispetto al 2023).
"Va ricordato infine che i controlli ai confini non hanno condizionato in alcun modo la vita dei transfrontalieri, le attività economiche tra Italia e Slovenia e neppure - ha concluso l'esponente della Giunta Fedriga - la piena riuscita di grandi eventi come Nova Gorica Gorizia Capitale europea della Cultura 2025". ARC/TOF/pph