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08.06.2026 18:23

Anziani: Riccardi, Uniud certifica integrazione sociosanitaria

L'assessore a Udine alla presentazione della ricerca promossa da Fnp Cisl e Cisl Fvg
Udine, 8 giu - "Il lavoro dell'Università di Udine certifica la linea che la Regione sostiene da tempo: integrazione sociosanitaria, deistituzionalizzazione, presa in carico delle persone a partire dal domicilio e sviluppo dell'abitare inclusivo. Il futuro dell'assistenza agli anziani passa da un modello capace di spostare il baricentro dalla risposta all'acuzia alla gestione della cronicità, con servizi più vicini alla vita quotidiana delle persone. I comandamenti sono cambiati: non possiamo più misurare la sostenibilità del nostro sistema solo con il numero dei ricoveri in ospedale, gli interventi chirurgici sotto le soglie degli standard di sicurezza o lasciare gli stessi punti nascita con i parti diminuiti in 10 anni di oltre il 30%".
Sono le parole dell'assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi, intervenuto oggi nella sede di via Tomadini dell'Università di Udine all'incontro di presentazione della ricerca sull'andamento della popolazione regionale e sulle possibili economie di scala e buone pratiche, promossa dalla Federazione nazionale pensionati della Confederazione italiana sindacati lavoratori del Friuli Venezia Giulia (Fnp Cisl Fvg) e dalla Confederazione italiana sindacati lavoratori del Friuli Venezia Giulia (Cisl Fvg), commissionata al Dipartimento di Scienze economiche e statistiche dell'ateneo udinese.
Secondo quanto emerso dallo studio, tra il 2019 e il 2024 la spesa per la popolazione anziana over 65 è cresciuta del 32,5 per cento e Aziende pubbliche di servizi alla persona (Asp), case di riposo e Residenze sanitarie assistenziali (Rsa) assorbono oltre il 60 per cento del budget sociosanitario regionale. Al 2030, a fronte di una popolazione residente in calo, gli over 65 salirebbero da 324.458 a 352.025 unità e gli over 80 crescerebbero dell'11,7 per cento. In uno scenario conservativo, la spesa passerebbe da 2,15 miliardi di euro nel 2024 a 2,33 miliardi nel 2030, con un fabbisogno aggiuntivo netto stimato in 183 milioni di euro.
"La ricerca - ha evidenziato Riccardi - conferma che le ottimizzazioni generate da nuovi modelli organizzativi devono essere riversate nel sistema per migliorare i servizi. Si tratta di risparmi da reinvestire, evitando riduzioni dei servizi. Ogni trasformazione richiede anche una revisione dell'offerta esistente: accanto ai nuovi servizi va ripensato ciò che oggi risponde meno ai bisogni delle persone. Un'offerta che deve aumentare nella componente della non autosufficienza rendendola più appropriata a partire dal domicilio".
Un altro dei passaggi centrali riguarda l'abitare inclusivo. La ricerca indica che la domiciliarità avanzata e modelli alternativi alla residenzialità tradizionale, per gli anziani autosufficienti con fragilità lievi o moderate, potrebbero generare risparmi superiori a 23 milioni di euro all'anno. Su questo fronte, ha ricordato l'assessore, la Regione ha già investito quasi 20 milioni di euro.
"L'abitare inclusivo - ha aggiunto Riccardi - rappresenta una delle risposte di maggiore qualità. Ritengo che anche l'assestamento di bilancio, nelle prossime settimane all'attenzione delle commissioni, debba continuare ad occuparsi di questo tema. C'è poi l'aspetto dell'autosufficienza, oggi considerata allo stesso modo tra condizione lieve e condizione grave: va stratificata l'offerta, un punto sul quale bisogna continuare a lavorare auspicando la convergenza più ampia".
"Viviamo più a lungo grazie all'innovazione, alla scienza, alla ricerca e agli esiti di vita delle persone - ha concluso Riccardi -. Per questo il sistema deve offrire nuove prospettive a chi è ancora autosufficiente e accompagnare la trasformazione dei servizi con una visione condivisa". ARC/PT/ma