L'assessore all'evento organizzato da Ente Friuli nel mondo e
Fogolar friulano
Milano, 6 giu - "La storia del terremoto non è stata solo
nostra, ma ha coinvolto l'intero Paese: Milano e la Lombardia
hanno partecipato in modo determinante, trasformando la
solidarietà spontanea in un modello: oggi siamo entrati in questa
storia attraverso testimonianze importanti e tanti ricordi, molti
dei quali particolarmente toccanti, portati dai protagonisti di
quei giorni. Sono stati gli altri a raccontarci per quello che
siamo ma forse dovremmo essere noi stessi a renderci maggiormente
conto di ciò che siamo e di ciò che siamo stati: un esempio per
la rettitudine, per la capacità di non piangersi addosso e di
reagire alle difficoltà".
Così l'assessore regionale alla Salute con delega alla Protezione
civile Riccardo Riccardi al termine del convegno "Il Friuli
ringrazia… Milano e la Lombardia", tenutosi alla Fondazione
Ambrosianeum nell'ambito delle iniziative organizzate dalla
Regione Friuli Venezia Giulia per il 50mo anniversario del
terremoto con l'organizzazione dell'Ente Friuli del Mondo e del
Fogolar di Milano.
Riccardi è intervenuto sia nel panel "La lezione del terremoto"
moderato dal giornalista Fabio Pizzul e cui sono intervenuti i
giornalisti Toni Capuozzo, Giannino della Frattina, capocronaca
de il Giornale, Stefano Grimaz, docente di Geofisica applicata,
Franco Iacop, presidente dell'Ente Friuli nel mondo, sia nella
prima parte del convegno in cui ha ricordato la figura di
Giuseppe Zamberletti.
Durante l'evento, un'attenzione particolare è stata rivolta alla
ricostruzione dei legami storici tra le due realtà, analizzati
attraverso i documenti inediti dell'archivio del Fogolâr Furlan
di Milano.
Vittorio Storti, direttore del notiziario del Fogolâr, ha
illustrato i risultati di una ricerca condotta nelle carte
dell'associazione rivelando l'imponente moto di solidarietà
milanese coordinato dal presidente di allora, Ardito Desio. Tra i
dati più significativi emersi figurano i dettagli della
sottoscrizione aperta già il 7 maggio 1976 in collaborazione con
"Il Giornale Nuovo" di Indro Montanelli, che permise di
raccogliere complessivamente 290 milioni di lire.
Un passaggio centrale dell'intervento di Storti ha riguardato la
sensibilità di destinare gli aiuti alle fasce più fragili, con un
focus particolare sugli anziani. Citando una lettera
dell'avvocato udinese Antonio Pascatti del maggio '76, è stato
ricordato come, mentre l'aiuto ai bambini sia un fatto d'istinto,
"pensare agli anziani è un fatto di civiltà".
Gli anziani friulani vennero descritti come persone di
"incredibile dignità e pudore" che non volevano pesare sulla
comunità. Proprio per rispondere a questa esigenza, oltre metà
dei fondi raccolti dal Fogolâr fu impiegata per realizzare
strutture dedicate, come l'Opera Pia Cojaniz di Tarcento e
diverse case di riposo a Fanna, Cavasso Nuovo e Taipana.
Il legame tra Milano e il Friuli si è manifestato anche
attraverso iniziative come la campagna "Un mattone (34 lire) per
il Friuli", promossa dall'ex sindaco milanese Aldo Aniasi e da
Enore Deotto, che portò alla costruzione del centro sociale di
Enemonzo. Storti ha inoltre ricordato l'impegno dei giovani
dell'Istituto Zaccaria che, riuniti nel gruppo "Claps Furlans",
donarono migliaia di ore di lavoro volontario per costruire il
villaggio di Flaipano di Montenars.
Infine, la memoria storica ha riportato alla luce il commovente
legame tra i bambini delle due città: il "Lunari" (calendario)
realizzato dagli scolari di Gemona per finanziare l'acquisto di
sussidi didattici fu acquistato dal Fogolâr e distribuito nelle
scuole materne di via Crivelli, via Pestalozzi e via Feltre a
Milano. Tra i piccoli autori di quel calendario, tre persero la
vita nel sisma, lasciando un'eredità di parole e disegni che
colpì profondamente anche lo scrittore Gianni Rodari.
Secondo Riccardi, questa straordinaria collaborazione dimostra
come la ricostruzione friulana sia stata un processo di coesione
morale e capacità di sintesi politica, dove l'interesse generale
ha prevalso su ogni contrapposizione.
Riccardi è intervenuto con il presidente dell'Ente Friuli nel
mondo Franco Iacop e alla presidente del Fogolar furlan di Milano
Elena Colonna nella prima parte del convegno, con contributi
anche del presidente della sezione Ana di Gemona Ivo Del Negro e
di Andrea Sgobbi per il Centro studi Ana su "L'Ana di Bertagnolli
e gli undici cantieri di lavoro".
Nel corso dell'evento è stato proiettato il docu-video "Quando la
terra chiama" con la regia di Massimo Garlatti-Costa, con
intermezzi musicali a cura del coro Vos de mont diretto da Marco
Maiero.
ARC/EP/pph
L'assessore regionale Riccardo Riccardi al convegno a Milano
Riccardi all'evento per il 50mo del terremoto del Friuli
Il convegno all'Ambrosianeum
Riccardi con a sinistra il prof. Grimaz e a destra Toni Capuozzo