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03.06.2026 16:19

Lavoro:Rosolen, Fvg tra primi in Paese su contratti domestici regolari

In un convegno illustrato il risultato che emerge da dati Inps. Entro il 2080 gli over 65 saliranno al 35% della popolazione regionale. Rafforzati servizi con 3,9 mln per ricerca di assistenti familiari, colf o baby sitter Trieste, 3 giu - "Se, come testimoniano i dati Inps, a livello nazionale il numero dei lavoratori domestici regolarmente contrattualizzati registra una significativa contrazione, il Friuli Venezia Giulia si distingue invece per un andamento in controtendenza. Il dato non è casuale ma è il risultato di una strategia regionale che da anni investe sulla qualificazione del lavoro di cura, sulla regolarità dei rapporti di lavoro e sul sostegno concreto alle famiglie. La domiciliarità rappresenta una delle direttrici fondamentali del nostro welfare e il lavoro domestico ne è una componente essenziale". Lo ha affermato l'assessore regionale al Lavoro, formazione, istruzione, ricerca, università e famiglia Alessia Rosolen intervenendo oggi a Trieste, nella sala Tessitori del Consiglio regionale, al convegno "Vivere più a lungo, vivere meglio: scenari attuali e nuove strategie per l'abitare e per i servizi di comunità", organizzato in collaborazione con l'Associazione nazionale dei Datori di lavoro domestico Assindatcolf.
Come è emerso nel corso dell'incontro, secondo i dati Inps in Italia gli addetti al lavoro domestico sono passati da 906.000 nel 2015 a 817.000 nel 2025, con una diminuzione di quasi il 10%. Nello stesso periodo, il Friuli Venezia Giulia ha invece registrato una crescita rilevante, passando da 16.425 a 19.444 lavoratori domestici contrattualizzati. Dal convegno è emerso inoltre come il Friuli Venezia Giulia stia affrontando un progressivo invecchiamento della popolazione. Le proiezioni indicano che entro il 2080 gli over 65 rappresenteranno il 35 per cento dei residenti regionali, mentre continuerà a crescere la componente dei cosiddetti "grandi anziani", con un forte incremento delle fasce over 75 e over 85. Parallelamente, il settore del lavoro domestico ha registrato dal 2017 una crescita significativa delle assunzioni, culminata nel periodo pandemico e successivamente stabilizzatasi su livelli nettamente superiori a quelli precedenti. "Di fronte a questa trasformazione demografica - ha osservato Rosolen - il lavoro domestico non può più essere considerato un ambito marginale. È uno dei pilastri del welfare territoriale perché garantisce assistenza alle persone fragili, sostiene le famiglie e contribuisce alla qualità della vita delle comunità". L'assessore ha evidenziato poi come la crescita dell'occupazione nel settore non sia spiegabile esclusivamente dall'aumento della popolazione anziana, ma anche dall'emersione di rapporti di lavoro irregolari, dalla crescente domanda di assistenza familiare e dalle politiche di sostegno alla regolarizzazione e alla qualificazione professionale. Una trasformazione che emerge anche dalla composizione delle assunzioni: nel 2025 quasi nove nuovi rapporti di lavoro su dieci riguardano assistenti familiari e badanti, mentre si riduce progressivamente il peso delle tradizionali attività di collaborazione domestica. Rosolen ha quindi richiamato gli strumenti che la Regione ha progressivamente costruito per sostenere la crescita di un settore sempre più centrale per il welfare territoriale. "Tra questi - ha detto l'esponente della giunta - figura la rete dei 17 sportelli Si.Con.Te, finanziata con 3,9 milioni di euro del Fondo sociale europeo Plus 2021-27, nata nel 2006 per favorire l'emersione del lavoro irregolare e oggi pienamente integrata nei servizi pubblici per il lavoro. Gli sportelli rappresentano un punto di riferimento sia per le famiglie che ricercano assistenti familiari, colf o baby sitter sia per le lavoratrici e i lavoratori che intendono inserirsi nel settore, favorendo un incontro regolare e qualificato tra domanda e offerta e offrendo attività di consulenza e accompagnamento". A questo si affiancano i laboratori informativi dedicati al contratto collettivo nazionale del lavoro domestico e alle tematiche della conciliazione tra vita e lavoro, che nel 2025 hanno coinvolto 426 lavoratori, 56 famiglie datrici di lavoro e 715 partecipanti nei percorsi dedicati alla conciliazione. L'assessore ha inoltre ricordato gli investimenti regionali nella qualificazione professionale degli assistenti familiari attraverso corsi di formazione, percorsi per il conseguimento della qualifica regionale, certificazione delle competenze e attività di aggiornamento professionale. Tra gli strumenti di sostegno richiamati da Rosolen figurano inoltre la Rete famiglia, che coinvolge amministrazioni pubbliche, enti del Terzo settore e soggetti privati nella diffusione di buone pratiche e politiche a favore delle famiglie; a ciò si aggiunge il Fondo per l'autonomia possibile (Fap), misura regionale che sostiene la permanenza delle persone non autosufficienti nella propria abitazione, confermando la scelta della Regione di considerare la casa come il primo luogo di cura. Nel corso dell'evento, Assindatcolf ha sottolineato come i profondi cambiamenti demografici rendano sempre più centrale il ruolo del lavoro domestico e di cura. Allo stesso tempo, è stato evidenziato come il tradizionale modello della famiglia come unico ammortizzatore sociale non sia più sostenibile, sia per l'elevato peso economico dell'assistenza sia per l'evoluzione stessa delle strutture familiari, oggi meno in grado di farsi carico della cura continuativa. Per questo, secondo Assindatcolf, è necessario sviluppare una pluralità di soluzioni assistenziali, mettendo al centro la casa, luogo in cui la maggior parte delle persone desidera vivere la propria terza età. ARC/AL/ma