L'assessore a margine del convegno di Susans: "Patrimonio storico
e memoria collettiva sono elementi fondamentali dell'identità
regionale"
Pordenone, 29 mag - "Iniziative come quella promossa oggi al
Castello di Susans rappresentano un'importante occasione di
riflessione sul valore della memoria e sul percorso di rinascita
che il Friuli Venezia Giulia ha saputo compiere dopo il terremoto
del 1976. La Regione sostiene con convinzione attività di studio,
approfondimento e valorizzazione dedicate ai castelli, alle
fortificazioni e ai complessi storici che da secoli
caratterizzano il paesaggio friulano e costituiscono un
patrimonio identitario fondamentale per le nostre comunità".
Lo ha affermato l'assessore regionale alle Infrastrutture e
territorio, Cristina Amirante, nel messaggio inviato al convegno
"Castelli e terremoto: rapporto tra patrimonio storico
fortificato e gli effetti del sisma del 1976", organizzato al
Castello di Susans a Majano.
Nel portare il saluto della Regione, Amirante ha espresso
apprezzamento alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e
Paesaggio del Friuli Venezia Giulia, al Consorzio per la
Salvaguardia dei Castelli Storici del Friuli Venezia Giulia e ai
Comuni coinvolti per aver promosso l'iniziativa dedicata al
cinquantesimo anniversario del sisma.
L'assessore ha ricordato come il terremoto del 1976 abbia
lasciato ferite profonde nelle comunità e nel patrimonio edilizio
regionale, ma abbia anche fatto emergere una straordinaria
capacità collettiva di reagire e ricostruire senza perdere il
legame con la propria identità storica e culturale.
Nel suo intervento Amirante ha sottolineato che, accanto alla
ricostruzione di case, scuole, municipi, fabbriche e chiese vi fu
la lungimiranza di investire anche nel recupero dei castelli e
dei complessi monumentali colpiti dal sisma. "Salvare un castello
non significava soltanto restaurare un manufatto architettonico,
ma restituire alle comunità un pezzo della propria memoria e
preservare un elemento essenziale del paesaggio storico
regionale", ha evidenziato l'esponente della Giunta.
Amirante ha quindi richiamato il valore simbolico e culturale dei
manieri friulani, citando i castelli di Susans, Colloredo di
Monte Albano, Gemona, Prampero, Ragogna, Caporiacco e Artegna
quali esempi di un percorso di recupero e valorizzazione che
continua ancora oggi attraverso restauri e interventi di
consolidamento.
"Come Direzione alle Infrastrutture e territorio siamo
particolarmente lieti di sostenere questa iniziativa perché mette
in evidenza il profondo legame tra sicurezza del territorio,
tutela del patrimonio culturale e qualità delle comunità", le
parole di Amirante, che ha ricordato come la ricostruzione del
Friuli sia tuttora considerata a livello nazionale e
internazionale un modello di efficacia amministrativa e
collaborazione tra istituzioni e cittadini.
L'assessore ha inoltre evidenziato l'importanza di trasmettere
alle nuove generazioni la memoria di quanto accaduto nel 1976 e
del grande lavoro compiuto per recuperare il patrimonio storico
regionale. "Ricordare significa comprendere il valore delle
scelte compiute e rafforzare la consapevolezza della
responsabilità che abbiamo verso il patrimonio ereditato", ha
concluso Amirante, ringraziando tutti i soggetti che in questi
decenni hanno contribuito alla salvaguardia dei complessi
monumentali del Friuli Venezia Giulia".
ARC/LIS/al