Intervento allo studio per l'assestamento di luglio: focus su
riconversione, diversificazione produttiva ed energia
Udine, 28 mag - "La Regione è pronta a intervenire a sostegno
della filiera del bianco con misure mirate, da costruire in tempi
rapidi in vista dell'assestamento di luglio. L'obiettivo è
accompagnare le imprese verso la riconversione e la
diversificazione produttiva, sostenendo al tempo stesso gli
efficientamenti energetici per ridurre l'incidenza dei costi sul
prodotto finito".
Lo hanno dichiarato congiuntamente gli assessori regionali alle
Attività produttive Sergio Emidio Bini e al Lavoro, formazione,
istruzione, ricerca, università e famiglia Alessia Rosolen, che
oggi nella sede della Regione a Udine hanno incontrato le
categorie economiche per fare il punto sulla crisi del settore
del bianco, con particolare riferimento alla situazione
Electrolux e alle ricadute sulla filiera produttiva regionale.
"La crisi Electrolux non è isolata, ma mette a rischio l'intera
filiera produttiva, composta in larga parte da piccole e medie
imprese che lavorano nel settore del bianco. Solo in un raggio di
35 chilometri da Porcia si contano circa cinquanta imprese
subfornitrici, con qualche migliaio di lavoratori coinvolti. È su
questo tessuto produttivo che vogliamo intervenire con strumenti
utili e selettivi, evitando dispersioni di risorse e puntando su
azioni in grado di rafforzare la competitività delle aziende",
hanno evidenziato Bini e Rosolen.
Gli assessori hanno avviato con le categorie un confronto
operativo sulle misure da attivare, anche alla luce del mutamento
dello scenario internazionale rispetto alle recenti crisi che
hanno coinvolto Electrolux nel 2014 e nel 2022. Tra le criticità
richiamate figurano la concorrenza asiatica, la crescita dei
costi energetici e la mancanza di politiche europee a tutela di
settori chiave della manifattura, quali bianco, acciaio e
automotive.
Gli assessori hanno inoltre indicato il peso di meccanismi come
Ets e Cbam. In particolare quest'ultimo, introdotto dall'Europa
come protezione doganale ambientale, si traduce in una tassa
sulle emissioni legate alla produzione di determinati prodotti,
tra acciaio e alluminio, di cui gli elettrodomestici sono
composti in media per il 79 per cento. Per questo, la produzione
di elettronica in Europa e in Italia subisce un aggravio sui
costi della componentistica, in larga parte importata
dall'estero. Nel corso dell'incontro è stato evidenziato anche il
peso dell'energia, che incide per il 18 per cento sui costi
totali di produzione e in Italia costa il 45 per cento in più
rispetto alla Cina.
"Per questo - hanno ribadito gli assessori - occorre una chiara
politica europea a tutela degli asset produttivi strategici. Dal
canto suo, la Regione Friuli Venezia Giulia è pronta a fare la
propria parte, con strumenti regionali mirati e con un confronto
costante con le altre Regioni e con il Governo".
"Abbiamo già dimostrato, come nel caso del caro carburanti, di
saper intervenire con rapidità su dossier strategici. Anche in
questo caso vogliamo muoverci in modo tempestivo, ascoltando il
sistema produttivo e costruendo strumenti che aiutino le imprese
a restare sul mercato, a riconvertire processi e produzioni, a
efficientare e a formare competenze adeguate", hanno aggiunto
Bini e Rosolen.
Dalle categorie è arrivato il plauso per la tempestività
dell'intervento della Regione, indicata come elemento di
competitività per mitigare gli effetti della crisi, pur nella
consapevolezza che le cause strutturali del fenomeno richiedono
risposte di livello nazionale ed europeo.
ARC/PT/gg