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28.05.2026 12:07

Crisi bianco: Bini-Rosolen, Regione pronta a sostenere filiera

Intervento allo studio per l'assestamento di luglio: focus su riconversione, diversificazione produttiva ed energia
Udine, 28 mag - "La Regione è pronta a intervenire a sostegno della filiera del bianco con misure mirate, da costruire in tempi rapidi in vista dell'assestamento di luglio. L'obiettivo è accompagnare le imprese verso la riconversione e la diversificazione produttiva, sostenendo al tempo stesso gli efficientamenti energetici per ridurre l'incidenza dei costi sul prodotto finito".
Lo hanno dichiarato congiuntamente gli assessori regionali alle Attività produttive Sergio Emidio Bini e al Lavoro, formazione, istruzione, ricerca, università e famiglia Alessia Rosolen, che oggi nella sede della Regione a Udine hanno incontrato le categorie economiche per fare il punto sulla crisi del settore del bianco, con particolare riferimento alla situazione Electrolux e alle ricadute sulla filiera produttiva regionale.
"La crisi Electrolux non è isolata, ma mette a rischio l'intera filiera produttiva, composta in larga parte da piccole e medie imprese che lavorano nel settore del bianco. Solo in un raggio di 35 chilometri da Porcia si contano circa cinquanta imprese subfornitrici, con qualche migliaio di lavoratori coinvolti. È su questo tessuto produttivo che vogliamo intervenire con strumenti utili e selettivi, evitando dispersioni di risorse e puntando su azioni in grado di rafforzare la competitività delle aziende", hanno evidenziato Bini e Rosolen.
Gli assessori hanno avviato con le categorie un confronto operativo sulle misure da attivare, anche alla luce del mutamento dello scenario internazionale rispetto alle recenti crisi che hanno coinvolto Electrolux nel 2014 e nel 2022. Tra le criticità richiamate figurano la concorrenza asiatica, la crescita dei costi energetici e la mancanza di politiche europee a tutela di settori chiave della manifattura, quali bianco, acciaio e automotive.
Gli assessori hanno inoltre indicato il peso di meccanismi come Ets e Cbam. In particolare quest'ultimo, introdotto dall'Europa come protezione doganale ambientale, si traduce in una tassa sulle emissioni legate alla produzione di determinati prodotti, tra acciaio e alluminio, di cui gli elettrodomestici sono composti in media per il 79 per cento. Per questo, la produzione di elettronica in Europa e in Italia subisce un aggravio sui costi della componentistica, in larga parte importata dall'estero. Nel corso dell'incontro è stato evidenziato anche il peso dell'energia, che incide per il 18 per cento sui costi totali di produzione e in Italia costa il 45 per cento in più rispetto alla Cina.
"Per questo - hanno ribadito gli assessori - occorre una chiara politica europea a tutela degli asset produttivi strategici. Dal canto suo, la Regione Friuli Venezia Giulia è pronta a fare la propria parte, con strumenti regionali mirati e con un confronto costante con le altre Regioni e con il Governo".
"Abbiamo già dimostrato, come nel caso del caro carburanti, di saper intervenire con rapidità su dossier strategici. Anche in questo caso vogliamo muoverci in modo tempestivo, ascoltando il sistema produttivo e costruendo strumenti che aiutino le imprese a restare sul mercato, a riconvertire processi e produzioni, a efficientare e a formare competenze adeguate", hanno aggiunto Bini e Rosolen.
Dalle categorie è arrivato il plauso per la tempestività dell'intervento della Regione, indicata come elemento di competitività per mitigare gli effetti della crisi, pur nella consapevolezza che le cause strutturali del fenomeno richiedono risposte di livello nazionale ed europeo. ARC/PT/gg